Daniel Buckman.
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Guerre americane.
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Titolo originale: Water in darkness.
Traduzione di: Raffaella Belletti.
2004. Edizioni e/o, Roma.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Jack Tyne  un giovane paracadutista ossessionato dal ricordo della morte del padre in Vietnam e dal suo odio per la madre e il patrigno. Lascia l'esercito dopo aver assistito impotente al pestaggio di un commilitone troppo effeminato. Torna a casa ma ritrova solo lo stesso squallore dal quale era scappato arruolandosi nell'esercito.
Si trasferisce nei quartieri pi poveri di Chicago, lavorando alla giornata come facchino e cercando di sfuggire agli incubi della propria memoria. Conosce Danny Morrison, un veterano della guerra del Vietnam
licenziato dalla polizia per uso di cocaina. Questo uomo brutale e disperato, che vive di ricatti e sfruttamento della prostituzione, aspira a diventare come un padre adottivo per Jack, trascinandolo dentro un rapporto torbido.
Un romanzo duro, spietato, che ricorda Algren e Hemingway e che ci porta dietro le quinte della potenza militare americana, in un mondo claustrofobico, dove l'eroismo  l'illusorio riscatto da una vita di miseria morale. Un mondo che si riproduce di padre in figlio (memorabile  l'incontro con il nonno, veterano della seconda guerra mondiale), in una spirale senza fine che genera sempre nuova carne da cannone, attraverso un micidiale impasto di rancore e confuso idealismo.
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L'AUTORE.
Daniel Buckman  nato nel 1967 e vive a Chicago.
E stato paracadutista nell'82ESIMA Airborne Division. Ha pubblicato tre romanzi.
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L'autore desidera esprimere il proprio debito di riconoscenza all'editor Katherine Drayne Blount.
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Guerre americane.

Dio ha fiaccato il mio cuore e l'onnipotente mi ha atterrito: ad annientarmi non sono infatti le tenebre, n l'oscurit che ricopre il mio volto.
Giobbe 23, 16-17.

Il C-130 lasci l'Honduras prendendo quota in maniera talmente
brusca che le due lunghe file di soldati seduti gli uni davanti
agli altri sobbalzarono. Vomitarono bile nei sacchetti delle razioni dei pasti pronti. Ingoiarono il tabacco da masticare
e si piegarono in due scossi da una tosse secca. Le loro mimetiche da combattimento non avevano pi n ginocchia n cavallo ed erano nere di sudore. Il soldato scelto Russell Fredericks cadde in avanti e stacc il cannello dell'urina dalla
parete dell'aereo, prima di atterrare a faccia in gi tra gli scarponi infangati dei soldati. Loro risero di quel ragazzo ben pasciuto del Tennessee con il labbro leporino, che se ne stava disteso inerme a pisciare mentre l'apparecchio si inclinava fortemente facendo rotta sud-ovest nord-est. Agit le braccia come il babbeo di un cartone animato e scivol indietro strisciando
sul petto, seguito dal rivoletto di urina di un centinaio di soldati in cui galleggiavano mozziconi di sigaretta e rotoli di tabacco. Gli uomini lo riempirono di insulti in una babele di accenti e sollevarono gli scarponi opachi.
Quando Fredericks si mise in ginocchio con i pantaloni dell'uniforme neri, il suo pene sgocciolante dondol. L'aeroplano
vir attraverso una scura cortina di nubi, gettandolo nuovamente a terra. Lui sput, le labbra ricoperte di una lucida
patina di urina. I soldati risero e gli tirarono fiammiferi accesi contro il sedere grassoccio, oppure lo bersagliarono con quanto avevano in mano. Gomme appallottolate. Scatolette
di tabacco. Pezzi di polpettone di pollo e prosciutto delle
loro razioni. Harold Felder, un muscoloso nero di Miami, gli frust il culo con un pezzo di corda di paracadute annodata,
lasciandogli dei segni rossi. Gli altri aspettavano con i visi
stanchi di prepararsi al lancio che li avrebbe riportati a Fort Bragg(1).
Dategli gi a questo razzista figlio di puttana, disse Felder.
Puoi contarci, fece un nero dalla pelle giallastra di nome Pickens.
Amico stai in campana se non siamo fatti di marijuana.
Jack Tyne era sui sedili di tela accanto a Jimmy Wilder, il piccoletto della Virginia a cui i sottufficiali avevano affibbiato il nomignolo di Pivello. Wilder se ne stava l livido, gli occhi rivolti al cielo come un predicatore pazzo, quando, una volta che l'aereo si fu raddrizzato dopo aver raggiunto la quota di crociera, il caporale Keller si alz di scatto e scaravent di nuovo
Fredericks nel rivoletto di piscio. Keller era un bel ragazzo, il figlio di un avvocato di Pittsburgh che era andato alla
Rutgers con una borsa di studio per la lotta libera ed era
stato espulso. Jack lo detestava, ma erano stati insieme fin dal primo
giorno al campo addestramento reclute, anche prima che i barbieri gli rasassero la testa e i sergenti istruttori gli impacchettassero
gli abiti civili per rimandarli a casa. Sorrise a Jack e gli fece il segno della pace. Wilder scosse la testa e guard il cielo che scorreva via fuori del finestrino. Qui solo i pazzi rimangono
vivi, pens Jack, solo loro ce la fanno a tirare avanti.
I soldati lanciarono urla e si congratularono con Keller per aver prolungato lo spettacolo sul pavimento dandogli il cinque
e mollandogli pacche sulla schiena. Due tenenti con il viso
da ragazzini rimasero a guardare disgustati, poi scoppiarono
anche loro a ridere quando Fredericks si alz con i pantaloni abbassati alle caviglie e l'aria di chi era appena strisciato
fuori da un autobus di idioti ribaltato. Il sergente Nien, il viso butterato e altri due soli mesi di servizio come sergente
istruttore, ordin a Fredericks di lasciarsi i pantaloni slacciati
e di infilarsi il pollice in bocca. Solo dopo aver contato fino a cinquemila avrebbe potuto sfilarselo dalle labbra bagnate
e dichiarare ad alta voce di essere un cazzone. Keller, il viso paonazzo, si offese come una donna respinta nel vedersi sorpassato a quel modo da Nien. Jack Tyne e Wilder si accesero
una sigaretta mentre Fredericks ripeteva il suo nuovo appellativo
ogni cinque secondi.
Sono un cazzone.
Sono un cazzone.
Guarda Keller, disse Wilder. Scommetto che si sente peggio
di un cane cacciato via a calci all'ora di cena.
Io ho fatto il campo addestramento reclute con lui, disse Jack.  stato il primo di tutti i coglioni che si sono messi a scimmiottare i sergenti istruttori. C'era un tizio, Miller, con un testone e certe manine da ragazza, e Keller gli ha dato il tormento per sedici settimane, tale e quale a un sergente istruttore. La notte si sentiva Miller piangere nelle latrine, e poi ha provato a suicidarsi con un rasoio usa e getta. Non so cosa far Keller quando verr congedato.
Lui  di carriera, Jacky. Quando tra vent'anni torneremo qui, sar un sergente maggiore in pensione e lo vedremo guidare
un taxi dalla divisione a tutti i topless bar, raccontando ai novellini com'era dura nel 1987.
Keller indic Fredericks, che sedeva nervoso succhiandosi i denti neri di tabacco da fiuto. Keller cerc di attirare la loro attenzione con la sua faccia da conduttore di quiz a premi, poi gli diede uno scappellotto sulla testa e gli ordin di chiudere la bocca. Fredericks si massaggi la nuca e si tenne il pisello attraverso i pantaloni, come un ragazzino a cui scappa di pisciare
durante la messa.
Ehi, Jack, disse Keller. Chi ha detto a questo cazzone che qualcuno voleva vedere i suoi denti?
Jack sorrise vagamente. Wilder mostr il dito medio a Keller
senza nemmeno guardarlo.
Teste di cazzo, grid Keller. Fottuti figli di puttana.
Sai, Jack, fece Wilder, nella vita non si pu scegliere con chi avere a che fare.
Jack indic Fredericks con gli occhi stanchi.
Guarda come sei ridotto, disse.
So che non  carino, ma sembra proprio che Fredericks se le vada cercando, con quella faccia. Sembra il figlio scemo di due cugini. Keller per  uno stronzo.
E credeva che in Honduras avrebbe visto la guerra, disse Jack.
Ma pensa un po'.
I responsabili di lancio si misero petto in fuori accanto ai portelloni e fecero alzare gli uomini a forza di parolacce. Chi fumava diede le ultime tirate alla sigaretta e trattenne il fumo finch non venne fuori pi niente. I sedili esterni furono fissati
verticalmente, lo stesso quelli interni. Tra le file di soldati dai visi coperti di brufoli furono distribuiti i paracadute imballati in nylon verde; le funi di vincolo gialle erano fissate alle sacche mediante elastici, e i ragazzi stettero attenti a non ingarbugliarli.
Quindi vennero fatti passare nervosamente i paracadute
di riserva, simili a cuscini di divano. Jack Tyne sapeva che sarebbero stati inutili; l'altezza da cui si sarebbero lanciati su Fort Bragg era di poco superiore ai duecento metri, e non avrebbero avuto il tempo di aprirsi completamente. Il comandante
del battaglione - lo chiamavano Vecchio Buck - voleva simulare le condizioni di un lancio in combattimento, perch un'occasione per esercitarsi non andava mai sprecata. Quando
succeder davvero, diceva, non vorrete che le vostre palle spenzolino troppo a lungo in cielo. Aveva promesso ai ragazzi
del 3/504 Paracadutisti di fanteria un combattimento in Honduras con il fervore di un sacerdote che professi la grazia.
Molti pensavano che il vecchio dagli occhi d'acciaio seminascosti
nei profondi solchi del viso volesse vendicare i morti americani che aveva visto in Vietnam, quando aveva guidato un plotone della 101 Divisione aerotrasportata attraverso la valle di Ashau. Ma sul confine tra Honduras e Nicaragua non capit nessuno scontro, e alla fine dell'anno lui se ne sarebbe andato in pensione senza alcuna speranza di ottenere l'aquila di colonnello. Quando tutte le munizioni e le granate non ancora
esplose furono restituite, il vecchio si era fatto cupo e imbronciato,
trasudando l'inconsolabile tristezza dell'uomo ormai
messo da parte, consapevole che a quanto pare un soldato in pensione non pu fare altro che vendere case o insegnare storia alle superiori. Ma i suoi soldati si erano divertiti, scherzando
e chiamando i nicaraguegni assenti Juan Cong, massacratori
di bottiglie di rum e di sacchetti di Panama Red. Si erano
presi gioco della giungla e delle rane arancione, e avevano dichiarato di non temere alcun male nella valle dell'ombra della
morte(2), perch loro erano i figli di puttana pi cattivi della valle. Si erano comportati come gli attori di Hollywood in tutti
i film sulla guerra del Vietnam che avevano visto, disegnando
simboli pacifisti sul rivestimento degli elmetti, parlando del governo e facendo finta di suonare la chitarra sui calci dei fucili
M-16, mentre canticchiavano stonati i riff di Jimi Hendrix, un tempo paracadutista come loro.
Wilder aggiust le cinghie sulla parte posteriore del paracadute
in modo che si adattassero al suo corpo minuto. Aveva i denti storti e radi, gialli per essere stato troppo a lungo sul campo.
Sono contento di filarmela il mese prossimo, disse a Jack.
Dopo l'esperienza dell'Honduras, Keller diventer impossibile.
Io non ce la faccio proprio pi a sentire le sue stronzate.
Jack ispezion il suo paracadute senza la minima idea di cosa
stesse cercando. Strofin via un'impronta di scarpone infangata
dalla copertura di nylon.
Ma quale esperienza?  successo ben poco, disse. Ce ne stavamo laggi a spaventarci a vicenda con i serpenti morti.
Questo non vuol dire niente per un coglione come Keller.
 stato l, e gli hanno lasciato caricare il fucile e guidare una pattuglia. Quest'anno lo racconter a ogni novellino.
Perch pensi che un tizio cominci a raccontare sempre la stessa storia? chiese Jack.
Perch non ha un cazzo da dire. A ventun anni l'esercito  gi il punto di arrivo della sua vita. Credo che una volta che un idiota comincia a fare qualcosa, bene o male ci resta appiccicato
per tutta la vita.
Suppongo di s.
Qui non c' niente da supporre, Jacky. Dalle mie parti c' un vecchio ubriacone chiamato Larry Ray, che vive all'accampamento
di roulotte e fa fuori una di quelle grosse brocche
di vodka ogni due o tre giorni. Lo vedi barcollare fino in citt tutti i luned, i mercoled e i venerd, e a volte anche il sabato, se fuori fa freddo. Racconta al tizio del Piggly
Wiggly come mai non chiama i neri negri. Nossignore, dice. Li chiama Dignitari Sudamericani, come faceva Sanders in marina.
Nessuno sa cosa voglia dire e tanto meno chi sia Sanders.
Ma pensiamo che potrebbe essere lo stupido figlio di puttana che una volta gli ha attaccato bottone dallo sgabello di un bar e gli ha fatto credere di essere un attore comico.
Jack annu, mentre la luce del sole mitragliava il finestrino.
Non si pu dare spago a un idiota, disse Wilder. Ascoltalo
una sola volta, e fotti chiunque dovr starlo a guardare mentre spara le sue cazzate.
Jack e Wilder si aiutarono a vicenda a mettersi il paracadute,
quindi si sforzarono di rimanere diritti sotto il peso degli
zaini stracolmi che gli penzolavano tra le gambe. Aspettarono
di venire ispezionati. Per tenersi in equilibrio Jack appoggi una mano alla parete isolata dell'aereo, contando mentalmente i cinque mesi che lo separavano dal congedo.
Fredericks non si era ancora equipaggiato e stava steso a occhi spalancati su una pila di paracadute di riserva inutilizzati.
Jack conosceva il tipo - lento, cocciuto, in attesa di un futuro fatto di file per i contributi assistenziali, lavori per la contea e affitti modici. Era il grassone che faceva amare il proprio lavoro ai sergenti istruttori del campo addestramento
reclute di Fort Benning. Scovavano i tipi del genere fin dal primo giorno, quasi fossero il pezzo di carne pi appetitoso
su un piatto da portata: uno come lui lo chiamavano
davanti allo schieramento di ragazzi dalla faccia di cazzo e annunciavano che la parte migliore di lui era scivolata lungo
le gambe della mammina. Gli premevano le tese dei loro cappelli con Smokey th Bear sulla faccia bovina e andavano
avanti cos per dodici settimane, sperando di sbatterlo fuori dal loro esercito. Ma Fredericks resisteva, talmente privo
di immaginazione da non riuscire mai a distinguere un sergente istruttore dall'altro, a meno che non fosse nero; la maggior parte di loro lo apostrofava con il suo stesso accento.
Jack immaginava che i tipi come lui rimanessero per il rancio che arrivava caldo e regolare, per i chili-mac e il Wonder
Bread.
Il sergente Nien, gli occhi stravolti per il bisogno di bere, incroci le braccia e pieg la testa verso il basso per guardare in faccia Fredericks. Forse era la visione di qualche ragazzotta
di campagna nella cabina di un pickup che gli faceva tremare
i piedi. Jack diede una gomitata a Wilder e gli fece segno
di guardare.
Fredericks, disse il sergente Nien. La sua faccia da ubriacone
fuori di testa si contrasse truce.
Fredericks sollev gli ottusi occhi da mucca.
S, sergente, disse.
Ti sei riposato per bene?
S.
Ti senti pronto per il lancio?
Sicuro.
Abbiamo un paracadute bello pronto per te, disse Nien.
Ma solo se sei riposato.
Questo? chiese Fredericks.
Non ti dispiace, vero?
Diavolo, no, sergente. Mi sono arruolato volontario nella divisione aerotrasportata.
Sono veramente contento che tu sia un uomo di parola.
Mio padre dice che un uomo ha soltanto la sua parola e le palle, e non dovrebbe andare in giro a romperle a nessuno.
Un buon consiglio. Il governo federale non vuole certo che facciamo vergognare i nostri pap.
Accidenti, sergente, lei me lo ricorda perfino, mio padre.
Quando Fredericks si chin per prendere il paracadute, Nien gli moll un calcio nel sedere, spedendolo di nuovo tra gli scarponi dei soldati. Lemmings, lo smilzo mitragliere della terza
squadra, lo tir su agguantandolo per il collo giusto in tempo
per evitare che Felder gli calpestasse la testa. Nien sogghign
e avanz lungo il corridoio per ispezionare i paracadute.
Gli occhi da topo di Keller lo seguirono con rispetto invidioso, come se quello fosse l'uomo che sapeva di voler diventare.
Preparati al lancio, idiota, disse Lemmings. Nien non beve
da dodici giorni, e se lo fai incazzare ancora di pi ti stendo
con le mie mani.
Non sapevo quale fosse il mio paracadute, disse Fredericks.
Be', uno vale l'altro.
Wilder scosse la testa e sollev lo zaino per far ispezionare la fune di sgancio carico al sergente Tommy Brown, un uomo che il sabato sera si sbronzava al punto che ogni domenica mattina si sparava due flebo per reidratarsi e intanto guardava
il wrestling professionistico su una TV in bianco e nero, mentre il contenuto dei sacchetti di plastica gli gocciolava nelle
braccia muscolose. Guard Jack al di sopra della spalla.
Meno male che non abbiamo dovuto combattere, disse.
Met di questi poveracci sono qui solo perch a casa loro le fabbriche hanno chiuso, e l'altra met non aspetta altro che dire
stronzate. Ci avrebbero fatti secchi.
Mi sembri convinto, domand Jack.
Merda.
Jack si sedette insieme agli altri con il paracadute e lo zaino
sulle ginocchia. Affond la testa tra le braccia incrociate sul paracadute di riserva, annusando la zaffata fetida della tosse
di un soldato, puzzolente di nicotina. Chiuse gli occhi e fece
finta di dormire.
Ci sono notti in cui mi prendo per il culo illudendomi di ricordare
mio padre. Per lo pi si tratta di inezie che fingo di aver visto tanto tempo fa. I tacchi consumati dei suoi scarponi da lavoro.
Il modo in cui socchiudeva gli occhi quando dava un tiro alla sigaretta. L'odore del sapone sul collo quando mi prendeva sulle spalle per farmi guardare due cervi maschi che combattevano
su un dirupo sul fiume Watega. Guardo perfino fisso i blocchi di cemento grigi della parete della baracca, finch non lo vedo che mi parla delle cose del mondo. Mi spiega che dove c' vera tristezza non c' consolazione che tenga. Il suo viso esprime sempre grande preoccupazione, come nell'aspettativa che nonostante la giovane et io possa capire la sua saggezza e
la sua esperienza. Ascolto assorto la mia stessa delusione, anche nelle notti in cui la sua bocca si muove senza emettere suoni.
Quando non riesco pi a immaginarlo che mi parla, ricorro a dei trucchi. Abbasso le palpebre e le riapro subito. Scuoto forte
la testa tenendo gli occhi aperti. Ma non torna mai. Muore di nuovo tra le macerie di Hue, come lo vedo sempre morire quando
non ce la faccio pi a mentire a me stesso dicendo che magari
sarebbe stato un padre che aveva fatto qualcosa degno di essere
ricordato. I suoi scarponi bagnati sporgono dalle macerie; i topi si arrampicano sulle lastre come bambini che giocano. Gli hanno sparato in pancia, il suo orologio comprato allo spaccio militare  in mille pezzi. Tutti i marine portano lo stesso tipo di orologio, e ipochi che continuano a ticchettare vengono rubati da bambini sorridenti con cappelli a punta. Le braccia lasciate ricadere a terra sobbalzano senza vita sul vetro rotto.
Numero uno, ridacchiano i bambini. Numero uno, marine crepati.
Nell'ultima lettera mia sorella scrive per la prima volta della sua tristezza per la morte di nostro padre. Non avevo mai saputo
che Gina pensasse a lui. E sempre stata la mia sorellina dagli
occhi marroni, bellissima quando era ancora troppo piccola per esserlo, che attirava gli sguardi degli uomini quasi fosse una statua gi prima di compiere tredici anni. Per noi nostro padre era solo un giovane marine in una foto sopra il televisore, il viso
atteggiato a un'espressione arcigna. Nostra madre la tolse di mezzo quando spos Donny, l'uomo troppo grasso per essere arruolato
finch  durata la guerra in Vietnam, il viso deturpato da una brutta acne, i vestiti che puzzavano del cibo per cani che preparava alla General Foods nel turno pomeridiano. Fu come se nostra madre lo avesse ucciso una seconda volta, perch si ridusse
a una lapide della Veterans Administration, una piatta lastra
di bronzo, e lei ci chiese con i suoi occhi gelidi di chiamare padre quel grassone. Ma Gina mi scrive che sono tante le cose
che una donna non pu neanche lontanamente capire senza l'affetto
di un padre.
Le sue parole vaghe mi ossessionano, perch non avrei mai voluto stare a guardare tanto a lungo lei e Donny, quelle notti.
Tenni perfino premuta contro la gamba una leva per smontare
gli pneumatici, sentendo il freddo del metallo, dicendo a me stesso che quella sarebbe stata la notte in cui l'avrei usata, avrei spaccato la sua testa ricciuta come un uovo e l'avrei ucciso
cos, sopra di lei. Ma non feci niente e rimasi a guardarli dalla
porta socchiusa della camera da letto, l'oscurit umida oltre la finestra, la pioggia che si andava placando come una donna isterica a cui avessero somministrato un calmante. Poi Gina gli stava sempre sopra, proprio come due amanti, le dita callose di lui intorno ai suoi fianchi snelli, muovendola contro il suo sesso
duro, finch non l'abbracciava per leccarla sotto ai seni. Non aveva ancora quindici anni. Ma non smetto di ripetermi che ho visto il suo viso di bambina morire, mentre in realt non ne ha mai avuto uno.
Nostra madre era sveglia come me. Sentiva quelle notti cos come io le vedevo. Piccole raffiche di pioggia colpivano le finestre
della villetta. Il loro respiro frusciava come il vento tra gli alberi. Ma non avrei mai voluto starli a guardare tanto a lungo, e mi chiedo se nostra madre volesse starli a sentire.
Una luce fioca filtr attraverso i finestrini dell'aereo, quando
i responsabili di lancio ordinarono ai soldati di alzarsi. I ragazzi
avevano i piedi coperti di vesciche. Mugugnarono sconsolati,
mentre si aiutavano a vicenda ad alzarsi allungando le mani attraverso il corridoio. Gli zaini ballonzolavano e massacravano
gli stinchi. Wilder sput e mormor che gli rimaneva troppo poco tempo da passare nell'esercito per rompersi la schiena in un lancio. Agganciarono le funi di vincolo ai cavi sopra
di loro, le tesero e le tennero strette, controllando poi le
funi di sgancio carico degli zaini con forti strattoni. I
radiotelefonisti sospirarono sotto il peso delle apparecchiature. I mitraglieri
esaminarono l'assemblaggio delle armi, accarezzandone
il metallo quasi fossero i loro adorati animaletti.
Dondolavano tutti avanti e indietro per le manovre del pilota mezzo matto.
I responsabili di lancio, avvolti nella luce rossastra proveniente
dalla cabina, aprirono i portelloni con una spinta e abbassarono
con un calcio le piattaforme di lancio, mentre il vento gli incollava i pantaloni alle cosce. L'aria gelida e scura
inond l'aereo e riscosse Jack e un centinaio di altri dai loro
pensieri. I responsabili di lancio si spenzolarono dai portelloni
per cercare i bordi guida della zona di lancio, con solo i tacchi degli scarponi e le dita visibili. I soldati pestavano i piedi come cavalli stanchi e si auguravano con voce monotona
che, se proprio la morte doveva arrivare, almeno arrivasse
in fretta.
Quando gli assistenti tirarono via i responsabili di lancio dai portelloni, si raddrizzarono gli elmetti in kevlar sulla testa
e diedero manualmente il segnale di trenta secondi al lancio.
Il primo a lanciarsi, un tenente dalla faccia flaccida di nome
Rhodes, prese posizione al portellone. Gli tremavano le ginocchia. L'assistente gli teneva la fune di vincolo dietro la schiena.
La luce verde lampeggi e i compagni gli gridarono di piantarla di fare lo stronzo. I responsabili di lancio gli urlarono
di buttarsi e Rhodes si butt. La fila di paracadutisti si trascin verso il portellone e vacill per una violenta raffica.
Tiravano la fune di vincolo con estrema cura, quindi si tuffavano
nel vento maledicendo l'anima degli uomini che li guidavano, i corpi belli nel gesto suicida. Jack segu Wilder e chiuse gli occhi dopo aver tirato la fune: ben presto sotto i suoi piedi non ci fu altro che oscurit.
La notte era bagnata e fredda, quando Jack Tyne gett il suo zaino al di sopra della ribalta del camioncino da trasporto.
Ripiomb nella noiosa quiete di Fort Bragg, con i sassi dipinti
che indicavano le piazze d'armi e la terra rastrellata sotto
i cespugli curati. Con il respiro che si ghiacciava, si mise il fucile in spalla e cerc Wilder nella fila di soldati che marciavano
lungo la strada del reggimento, i visi con la barba lunga tinti di arancione dalle braci delle sigarette.
Felder e Pickens tirarono i mozziconi ardenti contro un grasso sergente motorista in piedi sul predellino di un camion parcheggiato. Aveva l'uniforme inamidata; lo stomaco sporgente
gli premeva contro la camicia. Ordin a quei lavativi di smetterla di cazzeggiare e di alzare le chiappe dal suo camion.
Altri mozziconi gli rimbalzarono sulla testa. Gli uomini che passavano di l lo chiamavano femminuccia, finocchio, sporca
troia bastarda.
Chi  stato? chiese, strofinandosi via la cenere dai capelli.
Qui non c' nessuno a parte noi negri, risposero Felder e Pickens. Nemmeno un'anima.
Jack si pieg in avanti a causa del peso che portava sulla schiena, mentre il sergente grasso veniva bersagliato da mozziconi
accesi e le scintille volavano come scie di traccianti. Gli edifici delle baracche erano costruiti in blocchi di cemento grigi ed erano disposti in file di quattro: ricordavano un centinaio
di chiostre di denti lavati. Perfettamente a loro agio sui sassi della piazza d'armi in cui si stava radunando la compagnia,
Wilder e Keller si pulivano la sporcizia dalle labbra e si grattavano le punture d'insetto fino a trasformarle in ferite sanguinanti. Keller mise uno Zippo davanti al buco del culo di Gruber mentre questo scoreggiava e giur che sarebbero apparse delle fiamme azzurre; ma niente, nonostante la fronte
di Gruber fosse rossa per lo sforzo. Wilder aveva l'aria di chi si sarebbe volentieri seduto con il viso tra le mani, se solo gliel'avessero lasciato fare. Jack croll accanto a Cassiday, un ragazzo del Kansas con gli incisivi sporgenti che cacava sul pavimento delle latrine ogni volta che si ubriacava. Le palpebre
piene di pus per qualche puntura d'insetto gli penzolavano
come tende da sole gonfie di pioggia.
I miei occhi hanno una brutta aria Jacky? chiese Cassiday.
Puoi giurarci, cazzo, rispose Jack.
Sul serio?
Sono uno schifo.
Il sergente maggiore Johnny Johnson prese posto davanti alla compagnia Bravo su una piattaforma di cemento costruita
nell'erba. Era un nero, alto e duro come un chiodo da legno,
il viso deturpato dalle cicatrici dei proiettili che si era procurato nella valle di la Drang. Sulla tasca sinistra aveva le ali di responsabile di lancio e il Combat Infantryman Badge, la medaglia assegnata ai soldati di fanteria che abbiano prestato
servizio in zona di guerra per pi di trenta giorni, sulle spalle le mostrine delle truppe d'assalto. Dietro di lui, sulle pareti degli alloggi, si scorgeva una fila di croci bianche con i nomi di ogni assente ingiustificato, drogato e ladro di baracche
che aveva spedito nella prigione militare. Per sei giorni il sergente maggiore aveva pattugliato la frontiera dell'Honduras
con i suoi soldati, e aveva ancora l'uniforme da combattimento
con le pieghe dell'inamidatura e gli scarponi lucidi. Pulizia
malgrado lo squallore, uomini, diceva.  tutto ci che un soldato pu opporre a questo mondo di fottuti civili. Rideva in faccia ai giovani ufficiali sicuri di fare la guerra ai sandinisti, come se sapesse che l'operazione non era altro che uno spettacolo
di variet ordinato dal presidente Reagan in persona.
Una banda di ispanici non combatte che per le puttane e per la droga, diceva. Ma i Charlie Cong avrebbero fatto fuori la met
di voi rotti in culo fin dal primo giorno. Sareste morti mentre cercavate ancora di sgrullarvi l'uccello e trovare le calze. Il sergente
maggiore lanciava dure occhiate all'orologio, in attesa che i suoi uomini si schierassero.
Due nuovi tizi giunti dal distaccamento di supporto scesero
le scale della baracca. Erano appena usciti dal campo addestramento
reclute e dalla scuola di lancio di Fort Benning, muniti di uniformi da combattimento nuove di zecca con le tasche
piene di lacci. La compagnia Bravo li guardava avanzare lentamente, come se camminassero sul ghiaccio. I soldati gridavano
e fischiavano, prenotandosi per il tunnel dell'amore che promettevano di far funzionare tutta la notte. Uno dei due era un ragazzo bianco allampanato con gli occhi grigi e dolci e le gambe sottili, che pi che camminare sembrava andare a spasso, un marchio d'infamia che non sapeva di avere fino al primo giorno di campo addestramento reclute, quando i sergenti
istruttori gli avevano chiesto se fosse entrato nell'esercito
per combattere o per cercare l'innamorato. Lo seguiva un ragazzo nero immusonito, con lo sguardo di chi  stato capace
di ammazzare qualcuno a bruciapelo con una zip gun, una pistola fatta in casa e perfino di staccare nasi a morsi nelle battaglie
notturne nelle vie di Detroit spazzate dal vento.
Il sergente maggiore fece mettere la compagnia sull'attenti con occhi impassibili, di ghiaia, senza alzare neppure una volta
lo sguardo dall'orologio. Centocinquanta scarponi sbatterono
i tacchi in un inquietante unisono. Il sergente studi i soldati che gli erano stati affidati, e non gli piacque neppure la met di quanto vide. Quell'accozzaglia di seguaci del Klan dalla pronuncia strascicata e di teste rasate coperte di tatuaggi
e di membri di bande giovanili e di messicani cresciuti nei barrios di confine, dove l'alba sembra un graffito. Ognuno di loro era inadatto al lavoro vero e aveva un sorrisetto che neppure
la pi terribile delle punizioni avrebbe potuto cancellare.
Indic lo schieramento con un colpo di karat, mentre i soldati combattevano il desiderio di grattarsi le punture di zanzara.
Voi altri nullit avete tre minuti per battezzare questi uomini
e farne dei veri paracadutisti, disse. Avete capito?
I soldati gridarono che avevano capito alla perfezione.
Pronti a battezzarli, disse.
Molti intonarono il grido dei soldati sudisti, come i loro sfortunati antenati avevano fatto in un campo di grano molto tempo prima.
Via. La mano del sergente maggiore si abbass con violenza.
La piazza d'armi si trasform in una carica di animali imbizzarriti
e i nuovi arrivati subirono l'assalto della mandria selvaggia. Jack e Wilder si tennero indietro, quasi fossero avvolti
in una strana aureola di calma. Keller guid un'ondata di uomini contro il ragazzo effeminato e ben presto ne sollev
il fragile corpo quasi fosse una bara. I soldati fecero a turno a schiaffeggiargli lo stomaco finch non divent tutto rosso. Non faceva resistenza, e per questo lo colpivano pi forte.
Il nero non si fece intimorire e si lanci per primo contro Fredericks colpendolo alla mascella con un pugno potente, seguito da un preciso uppercut che lo fece barcollare e sputare
sangue. Quando cadde sulle ginocchia, il nero gli diede un calcio in testa e lo sped lungo disteso sulla schiena. Fredericks
fu calpestato dai compagni accorsi a vendicarlo, che circondarono il nero, incerti su come metterlo con le spalle al muro. Lui si proteggeva il viso con i pugni e colpiva con freddezza:
ne stese tre prima di crollare sotto un mucchio di avversari.
Scalciava, ficcava le dita e mordeva qualunque cosa gli capitasse a tiro. Un soldato di nome Rawlins con un brutto
tic rotol via dalla calca tenendosi i testicoli.
Il negro mi ha morso l'uccello, disse.
Gruber con il suo canino storto corse verso la parete della baracca e apr il rubinetto dell'acqua. Keller guid l il suo branco, tenendo il ragazzo ben sollevato. Gli fecero sbattere la testa contro la parete. Quello rote gli occhi e lasci spenzolare
la lingua dalla bocca. La sua uniforme da combattimento
nuova era zuppa d'acqua. Keller e Gruber lo tennero a testa in gi per le caviglie. I soldati si affollarono in file di cinque e sbirciarono al di sopra delle spalle per vedere, facendo
a spintoni per godersi meglio lo spettacolo.
Scuoti la recluta, Gruber, disse Keller. Mandagli l'acqua nel naso.
Questo ciucciacazzi non sta fermo, ribatt Gruber.
Gli ho preso la testa, disse una voce sgradevole. La tengo.
Il sergente maggiore alz gli occhi al cielo e grid che era ora di finirla, e cos fu. I soldati tornarono di nuovo in fila ai loro plotoni. Il ragazzo effeminato si alz stordito, tossendo per il violento flusso d'acqua. Fece un passetto prima di cadere
nell'erba coperta di pozzanghere, quindi si rialz, gli occhi
sbarrati e terribilmente gonfi. Nessuno gli offr aiuto, perch si era rifiutato di battersi. Ora aveva il marchio dello smidollato e gli smidollati erano inutili, e Jack Tyne sapeva che non aveva senso aiutare un uomo marchiato. Era solo questione di settimane, e poi sarebbero andati a cercarlo nell'oscurit della baracca e lo avrebbero pestato finch non avrebbe tagliato la corda.
Il nero salt su, raccolse il suo berretto marrone e lo ripul contro la gamba. I soldati del suo nuovo plotone lo acclamarono
per la sua forza. Non aveva segni sul viso, e nemmeno ne avrebbe mai avuti. Perfino le sue vittime dal naso sanguinante
gli strinsero la mano.
Tosto quel figlio di puttana di un negro, disse Keller. Vorrei
averlo nel nostro plotone.
Wilder lo guard e si sforz di ridere, come per evitare di piangere.
Io non lo direi a voce troppo alta, fece.
Cosa ho detto che non va? chiese Keller. E un negro tosto,
no?
Avanti, Killer, gridalo pure. Il sergente maggiore Johnson non ha sentito come hai chiamato la sua mamma.
I caporali dai capelli arancione Gilligan e Hoey di South Boston versarono qualche sorsata di birra nel corridoio delle baracche, quindi saltellarono qua e l lasciando nuove impronte
di piedi strascicati sulle mattonelle marroni. Accanto al ripostiglio delle scope, Jimmy Cross aspett che passassero oltre per tuffarsi nella notte e cercare la strada del bar. Teneva
la scopa a frange nell'anello del secchio, l'acqua nera come fango di fiume. Due mesi prima Cross si era rotto la caviglia in un lancio e aveva dei chiodi nel ginocchio. Il sergente maggiore
lo aveva retrocesso a custode, in attesa che il suo fascicolo
medico si chiudesse e potesse finalmente toglierlo dalla vergogna del lavoro leggero.
Mentre i caporali irlandesi scendevano le scale, Cross diede
un calcio al secchio con la gamba buona. L'acqua trabocc sul pavimento, sottili pozze di saponata e olio di pino. Con l'ingessatura avvolta in un sacchetto dell'immondizia pass di nuovo l'estremit della scopa sulle mattonelle che aveva appena
pulito.
Jack stava sulla soglia della stanza che divideva con Keller.
Si fece scivolare una felpa pulita sulla testa ancora bagnata dopo
la doccia, fredda come sempre nelle baracche. Cross zoppicava
dietro alla sua scopa e imprecava sottovoce.
Lascia stare, Cross, disse Jack.
Ho lavato questo figlio di puttana nove volte. Lo sai. Nove
fottutissime volte.
Cross si inchin per togliere i mozziconi di sigaretta dalle frange della scopa.
Come se fosse colpa mia se mi sono rotto questa gamba del cazzo, disse. Io non sono una femminuccia, Tyne. Non mi ero mai buttato prima.
Jack guard Cross che muoveva la scopa pi velocemente, come se volesse pugnalare il pavimento.
Da allora non  passato giorno che non sia stato comandato
di corv, disse Cross.
 vero, convenne Jack.
Lanciarsi da un aereo non  una cosa naturale. Chiunque potrebbe rompersi una gamba. Perfino il sergente maggiore.
Perfino quel merdoso del colonnello. In questo modo con il sergente ho chiuso. Sarebbe potuto succedere a uno qualunque
di voi.
Ma  successo a te, disse Jack.
Cross digrign i denti e scosse la testa.
E ancora non ho nemmeno cominciato a passare la cera, disse. Sai cosa faranno allora quelle teste di cazzo?
Almeno pisciano ancora nelle latrine.
La notte  giovane, Tyne. E voi ragazzi avete avuto quattro
giorni di licenza.
Jack accese la sigaretta a Cross con un fiammifero e si avvi
lungo il corridoio. I soldati che non potevano permettersi
di frequentare i bar, i locali dove pelavano i clienti e i bordelli
negli accampamenti di roulotte fuori della base oziavano nelle stanze. Bevevano birra in lattina e sorseggiavano whisky da bottiglie da mezzo litro. Jack rimase sulla soglia della stanza
da sottufficiale di Wilder con una mano sulla maniglia e una sigaretta in bocca. Wilder tossiva e preparava una borsa da viaggio, il corpo ancora sporco per la permanenza nella giungla, sebbene indossasse jeans e un giaccone di lana scozzese
pulito.
Jack Tyne, io scappo via da questi idioti, disse. Sono gi tutti nella stanza di Gruber con una cassetta di Busch, e Keller
fa passare una bottiglia da tre quarti di Early Times.
Da quand' che hai smesso di bere? chiese Jack.
Non  questo. E che non voglio sentirli dopo. Le urla, e Keller che se ne va in giro con la mascella in fuori e pretende di fare a botte con quelli del terzo plotone. Non stasera. Mi prendo una stanza al Fayetteville Motor Lodge e mi abbuffo di pizza finch non dimentico perfino come mi chiamo.
Jack si sedette sulla branda e prese in giro l'amico.
Se puzzi cos, la stanza te la puoi pure sognare, disse.
Pagher doppio. Perch non vieni anche tu e facciamo a met?
Devo mettere da parte i soldi per il congedo, rispose Jack.
Non so in che tipo di casa mi tocca tornare.
Nessun pezzo di merda in tutto il corridoio lo sa. Incrociamo
le dita e speriamo che la gente a casa ci tratter come gli eroi che non siamo. Perch non vieni?
Non posso.
Il responsabile di turno degli alloggi  Anders, e sai benissimo
che a quel coglione non gliene frega un cazzo se si ubriacano
e se la prendono un'altra volta con il ragazzo nuovo.
Avrebbe dovuto mollare almeno un pugno o qualcosa del genere.
Keller  convinto che sia finocchio. Sai come hanno fatto
sloggiare Kirkau l'anno scorso.
Kirkau non sarebbe dovuto venire qui.
Non sapevano nemmeno se fosse o no omosessuale.
Le baracche hanno le loro leggi, disse Jack.
Se parli cos, ti conviene andare nella stanza di Gruber.
Non mi pare che tu rimanga qui a fargli la guardia.
Fuori dalle palle. Non voglio nemmeno starti a sentire.
Jack usc sorridendo. Nella stanza di Felder ciondolava un gruppo di neri, sbronzi o quasi. Facce di carbone, facce
brune, tutti ad aspirare boccate di fumo al mentolo. Si
sforzavano
di ridere il pi forte possibile al di sopra delle chiacchiere su stupri di omosessuali e poliziotti con una pallottola nelle budella. Quando Jack pass davanti alla porta, Felder sollev gli occhi ubriachi e si alz barcollando con una bottiglia di Bacardi 151 in mano. Il nero nuovo arrivato era seduto contro
un armadietto a muro, ancora in uniforme. Pickens stava a piedi nudi sulla branda, cantando rap insieme allo stereo.
Ehi, Jacky Tyne, disse Felder. Sei all-white(3), stasera.
Gli allung la bottiglia, ma Jack la rifiut con un gesto della
mano.
Vieni a bere qualcosa, disse Felder.
Jack incroci gli occhi gelidi del nero appena arrivato.
No, rispose.
Stavo dicendo ai miei ragazzi qui che non sei troppo orgoglioso
per bere dopo un negro, disse Felder. Ma nessuno mi crede. Per questo dico che sei all-white.
Pickens ondeggiava sulla branda, a tempo con le mani che tamburellavano sulle ginocchia.
Questo razzista vuole solo bere prima di un negro e sputare
nella bottiglia, disse. E poi picchiare a sangue il mio vecchio
amico. Linciare il povero negro prima che si metta a parlare
con gli altri negri. Di' che  quello che volevi fare, Jacky Tyne. La verit ti render libero.
 stato il sergente maggiore a dare l'ordine, disse Jack.
Stronzate, replic Pickens. Quel figlio di puttana di un negro
che scimmiotta i bianchi  stato nell'esercito tanto a lungo
che  pi pallido di tua madre.
Felder alz gli occhi al cielo.
Chi ha dato il rum a questo stronzo rottinculo? chiese.
Steso sulla branda, Pickens soffi forte il fumo verso Jack.
Non ti preoccupare, razzista, disse. A noi negri ce l'insegnano
a scuola fin dove possiamo arrivare.
Chiudi il becco, disse Felder. Ti ho detto che Jack Tyne 
all-white.
E questo  quanto, disse Pickens.
Nessuno sa come prendere un negro ubriaco, fece Felder.
Nemmeno noi negri, disse Pickens. Tu hai qualche idea, razzista?
Le loro risate echeggiarono come sirene della polizia quando
Jack si allontan dalla porta e si diresse all'altra estremit del corridoio, verso la stanza di Gruber, per bersi una birra raffreddata sul davanzale della finestra e una sorsata di Early Times e fumarsi una Marlboro Red dietro l'altra.
Il ragazzo nuovo aveva lasciato la porta spalancata. Sedeva immobile sulla sua branda in maglietta e mutande militari. Le sue sacche da viaggio erano buttate contro la parete. Teneva una sigaretta tra le dita e fumava, gli occhi azzurri che nuotavano
come pesci tropicali in un acquario decisamente troppo piccolo. Jack Tyne sapeva che la compagnia Bravo non avrebbe
mai perdonato a un ragazzo tranquillo dalle gambe mingherline
e le labbra carnose di essere finito tra i loro ranghi.
L'unico dubbio adesso era in quale notte sarebbero venuti a cercarlo. Jack immagin che il ragazzo lo capisse dal modo in cui fissava la parete bianca, quasi potesse vedere attraverso i freddi blocchi di cemento grigi.
Quando Jack si gir per andarsene, il ragazzo lo guard e sorrise con la sigaretta in bocca, un occhio nero e chiuso per quant'era gonfio.
Mi chiamo Andrew Thomas, disse.
Jack Tyne. Da dove vieni, Thomas?
Puoi chiamarmi Andrew.
Nessuno si chiama per nome qui, disse Jack.
Vengo da un sacco di posti diversi, Jack. Mi sono arruolato
a Boston.
I tuoi stanno l, Thomas?
No, ci ho fatto solo il college. E stata dura concentrarsi sullostudio.
Io sono di Watega, Illinois, disse Jack. Non dire a nessun altro che sei stato al college.
Thomas annu e fum la sua sigaretta come una donna che sa di essere osservata.
Mia madre vive a Chicago, disse. Mio padre non  mai tornato
dal Vietnam.
Neanche il mio.  morto a Hue.
Mia madre era incinta di me, disse Thomas.
La mia lo era di mia sorella, disse Jack. Io avevo solo un anno.
Allora abbiamo molto in comune.
Jack lo detest per averlo detto. Andrew Thomas aveva gi sloggiato, presto avrebbe strisciato fuori dalla base al buio, il naso rotto dai colpi della saponetta infilata nelle calze. Non aveva senso fare la sua conoscenza.
 strano, Jack, disse Thomas. Ma continuo a cercarlo.
Quell'uomo non  mai stato pi di una dozzina di fotografie.
Sono venuto qui per cercarlo, anche se so che non esiste un posto dove trovarlo.
Per me il mio  solo un tizio morto, disse Jack.
Non ti sarebbe piaciuto conoscerlo?
Me la sono cavata benissimo senza.
Thomas offr a Jack una sigaretta, ma lui la rifiut con un gesto della mano.
Non fumi, Jack?
Ne ho gi fumate troppe. Qui si passa un sacco di tempo seduti ad aspettare di andare da qualche altra parte a ricominciare
ad aspettare.
Thomas annu e guard Jack con gli occhi umidi.
Il gioco di odiare l'ultimo arrivato finir quando ci saranno
altri ultimi arrivati, disse Jack.
Ho fatto un terribile errore, disse Thomas. Mio padre non  qui.
No, ment Jack. Il gioco ha le sue regole.
Jack diede le spalle a quel ragazzo triste e si allontan verso
il punto in cui Cross tirava a lucido le mattonelle trascinandosi
dietro la gamba zoppicante. Il sacchetto dell'immondizia
che gli copriva il gesso era spruzzato di cera. Jack si diresse verso il cocktail-party nella stanza di Gruber, dove le risate avevano gi raggiunto un tono sgangherato.
Che ne sai di un amore del genere, Gina? Dove l'hai visto?
Forse pensavi che lui ci avrebbe salvato, ma perfino in sogno  un uomo morto, incapace di fare alcunch, con l'uniforme da combattimento bagnata di fango che lo appesantisce e fa faticare
di pi gli addetti alla sepoltura che lo estraggono dalle macerie
per le caviglie. La pioggia gli chiazza il sangue umido sullo stomaco, rosso come il ketchup che al picnic di Saint Joe cola dagli
hot dog sulla pancia dei grassoni che bevono birra con padre Stremkowski. Chiedono al prete che si sta facendo grigio quanti rosari dir per averti guardato le tette insieme a loro. Il prete fa un sorriso come vetro incrinato, annuendo invece di rispondere.
Quand' che hai capito che cos tanti uomini volevano scoparti?
Nostro padre non avrebbe potuto farci niente.  un fardello perfino
per i marine che ne trasportano il cadavere. Maledicono le dimensioni delle sue spalle. Perch i tizi grossi toccano sempre a noi? dicono. Lo mollano senza guardarlo cadere sulla strada piena
di buche. Basta portare figli di puttana morti, dicono. Ora  uno in una lunga fila di cadaveri con i pantaloni slacciati: prima di morire si sono controllati i testicoli, come per assicurarsi che il pacco fosse in ordine per l'altro mondo. Cos' il paradiso, se non la pi lunga delle nostre polluzioni notturne?
Danny Morrison entr nello spazio deserto sotto le travate scure della sopraelevata di Lake Street. Il corpo allampanato e asciutto era tenuto caldo da un giaccone dei marine, gli occhi
simili a vetri di bottiglia sudici guardavano fissi nel vento umido. Teneva la mano in tasca, stretta su una calibro '38 a canna corta, e percorreva Lake Street alla ricerca del nero smilzo con la gamba fuori uso da quando, la sera in cui era tornato dal Vietnam, era stato investito da un autobus.
Quell'ispanico voleva mettere sotto un negro quella sera, lo voleva
come un milione di fottuti dollari. Il nero batteva l'oscurit
silenziosa a bordo di una Delta 88 arrugginita vendendo il nulla in provetta, e Morrison sentiva lo spasmo, il dolore sordo che non rimaneva mai tale. L'autobus della linea 50 Damen sfrecci sulla strada piena di buche diretto a sud senza un solo passeggero; i gas di scarico si condensavano nell'aria gelida come nebbia su un vasto specchio d'acqua.
Due neri si scaldavano le mani sopra un vecchio fusto di benzina nel quale bruciava pi immondizia che legno. Le fiamme si allungavano e si contorcevano, mentre il nevischio trasformava gli spazi vuoti tra le case popolari in spianate fangose.
Morrison sput nella torbida acqua del canale di scolo in cui marciva il corpo rigonfio di un piccione. Bevve un sorso
da una bottiglia da mezzo litro di J&B per scacciare la tensione,
anche se sapeva che non avrebbe funzionato a lungo.
I due uomini accanto al fuoco indossavano un miscuglio di giacche di completi in brandelli, cappotti di lana e pezzi
spaiati di vestiti sottratti ai rifugi dei senzatetto. Il pi
alto dei due calzava scarpe da basket senza la punta ricoperte da nastro adesivo. Batteva i piedi nel fango per scaldarli. Portava occhiali
spessi legati al viso con un laccio da scarpa. Agit la mano
alla volta di Morrison dall'ombra dei binari della sopraelevata.
L'altro, pi giovane, aveva le guance segnate da cicatrici di proiettili, forse sparati da una '22 mentre si faceva grasse risate.
Morrison entr nel cerchio di luce tenendo d'occhio le mani
dei due, mentre il ragazzo prendeva un pezzo di cartone ardente
dal fuoco e lo avvicinava a un mozzicone di sigaretta spento che aveva in bocca. La carta prese fuoco e le braci caddero
dal viso del ragazzo, che sput la sigaretta a terra, tossendo
violentemente. Aveva le sopracciglia bruciacchiate, gli occhi rossi e cisposi.
Gli ho detto di non accendere le sigarette a quel modo, Danny Irish, disse il nero alto. Gliel'ho detto proprio stasera, ma non d retta a nessuno. Nemmeno alla polizia. Nemmeno ai negri come lui.
Il ragazzo si strofin gli occhi, batt le palpebre e fu scosso
da una tosse catarrosa. Morrison si teneva al margine della
luce. Il fango misto a neve era ricoperto di impronte di scarponi
di cento misure diverse.
Hai un assaggio per James, Danny Irish? chiese il nero alto.
Morrison gli lanci la bottiglia con quanto vi rimaneva. James
la stapp con la mano ossuta e bevve pi di quanto gliene
toccasse, prima che l'altro se ne accorgesse. Quando si fu pulito gli occhi con le mani, il ragazzo agguant lo scotch come
se fosse un pallone da basket.
Non ti voglio fregare, disse James.
Il ragazzo gli diede del figlio di puttana e gli allontan la bottiglia dalla faccia. I suoi occhi balenavano come quelli di un gatto selvatico. James indietreggi di due passi
barcollando e scosse la testa. Morrison guard oltre l'angolo
di un negozio
di liquori senza vetrine in cerca della Delta 88, ma vide solo la sporcizia coperta di neve.
Dov' il tuo vestito da poliziotto, Danny Irish? chiese il ragazzo.
Non  pi nella polizia, disse James.
Il ragazzo scol la bottiglia e la tir verso i binari della sopraelevata,
facendo volare via i piccioni con un frullo d'ali dalle travate gocciolanti.
Perch non sei pi nella polizia? chiese il ragazzo.
Non c' pi e basta, rispose James.
Allora se la fa coi negri? Cos' che dice la polizia di noi negri
- se non possiamo fotterlo, rubarlo o mangiarlo, allora lo facciamo a pezzi.
Chiudi il becco, disse James.
E allora che ci fa qui? domand il ragazzo. Scommetto che va in cerca di fica. Lake Street  piena di puttane anche quando
fa freddo. Adesso poi ci sono perfino quei negri freschi di galera che si agghindano come troie e si legano l'uccello in mezzo alle gambe.
Morrison accarezz con il palmo della mano il manico della
pistola nella tasca, quindi sfior il grilletto.
Non  qui in cerca di fica, disse James.
D'estate quelle puttane si azzuffano, disse il ragazzo. Si fanno a fette con le lamette del rasoio. Una puttana ha staccato
il naso a morsi a un'altra solo perch era alta. Poi  spuntato
fuori un negretto ed  scappato con il naso, dopo che quella l'ha sputato.
Gi, da queste parti c' tanto di quel male che lo puoi quasi
respirare, disse James.
Danny Irish conosce il posto, fece il ragazzo. Scommetto che rimediava la fica gratis, quando era nella polizia.
Morrison si ritrasse completamente dalla luce del fuoco.
La sua ombra vacill sul fango pieno di erbacce come acqua che scorra rapida, poi scomparve.
Ti piace combattere? chiese al ragazzo.
Due piccoli fuochi si riflettevano negli occhi del giovane, che li fiss in quelli di Morrison.
S, rispose.
James batt le mani per scaldarsi.
Se ti piace combattere, disse, non sei come noi altri. Sei come
Dracula o King Kong.
Il ragazzo sput nel fuoco e si pass una mano sulla bocca.
Ti sei procurato il giaccone militare combattendo, Danny Irish? chiese.
Merda, disse James. Danny Irish  stato un eroe della guerra
del Vietnam, prima di entrare in polizia.
Sei stato in Vietnam? domand il ragazzo.
Morrison annu. Il fuoco si stava spegnendo, riducendosi a rossi tizzoni ardenti.
Vedo in continuazione negri che se ne vanno in giro in giacconi
come quello, disse il ragazzo. Anche loro ti rifilano la storiella
del Vietnam. Sei solo un ex poliziotto fatto di crack.
Farai meglio a cucirti la bocca, disse James.
Uccidi quei bastardi musi gialli come hai ucciso i negri qui intorno? chiese il ragazzo.
Digli di starsene buono, disse Morrison.
James mise il braccio intorno al ragazzo e prov a tirarlo via, ma quello non volle saperne. Spinse lontano da s lo smilzo
James con una mano, mandandolo a vacillare sui vetri della
bottiglia.
Vuoi spararmi? domand il ragazzo.
Te la stai cercando, rispose Morrison.
Mi far secco senza guardarmi negli occhi. E troppo gi per avere incasinato la sua vita per continuare a essere cattivo.
Portalo via di qui, fece Morrison.
Il problema con i negri, disse James,  che passano troppo tempo a dar retta agli altri negri.
Sono gi stato colpito da un vero assassino, non da uno stronzo leccapassere, disse il ragazzo.
Morrison tir fuori la pistola e gliela spian contro, mentre veli di fumo si levavano dal fusto di benzina. Abbass il cane con il pollice e punt la canna contro la giovane faccia piena di cicatrici. Il ragazzo era immobile, senza espressione, come se fosse scolpito in una pietra antica.
James corse via da solo nello spiazzo vuoto, sollevando bene
le gambe nelle pozzanghere luride. Cadde in ginocchio tre volte prima di raggiungere la strada. Il ragazzo si ficc le mani
in tasca e indietreggi dal fuoco senza staccare gli occhi da gatto da Morrison, finch non mise piede anche lui sulla strada.
Poi si allontan, come se andasse semplicemente a fare una passeggiata tra gli edifici sventrati del West Side di Chicago,
ancora anneriti dal fumo dei fuochi della sommossa di ormai vent'anni prima. Morrison era completamente immerso
nell'oscurit, mentre il fuoco si estingueva e il furore metallico
della sopraelevata di Lake Street gli passava sopra la testa,
non troppo diverso dai suoi sogni suicidi.
Morrison e quanto rimaneva del suo plotone attraversarono in fila indiana la porta Thouong Tu, a Hue, mentre una pioggia
crepuscolare oscurava la Cittadella in rovina. Jet fantasma sfrecciarono sopra le loro teste e si trascinarono dietro per lunghi
secondi i loro rombi stridenti, dopo essere scomparsi tra le nubi che si addensavano a ovest. Era solo un marine tra i tanti, con l'uniforme da combattimento strappata dai rotoli di filo spinato
e macchiata di sangue dopo l'assalto di quella mattina alla
muraglia. Passarono accanto a colonnati distrutti dai bombardamenti
e lasciati nel pi completo abbandono da quando, due settimane prima, in una sera nebbiosa, i nordvietnamiti avevano occupato Hue e ucciso i negozianti nelle strade. I loro
corpi giacevano bocconi con gli abiti che gli cascavano addosso, dimenticati sulle macerie con la bocca aperta e le sudicie carabattole
ancora legate alle schiene infilzate dalle baionette. Morrison
era l'ultimo arrivato, piombato laggi da appena tre settimane
quando era cominciata l'offensiva del Tet, e nessuno gli rivolgeva la parola, come se gli altri marine gli invidiassero il fatto di essere sopravvissuto, perch quel giorno ne erano morti
tanti a cui non rimanevano che poche settimane prima del congedo. Non conosceva nessuno dei loro nomi; e loro non conoscevano
il suo.
Bambini seminudi gridavano alla volta dei marine come cani
che abbaiano. Correvano scalzi, zoppicando, appoggiando i magri corpi gialli senza una gamba a grucce improvvisate. I soldati
lanciavano occhiate torve ai ragazzini che tendevano mani senza dita. Gli gettavano la cioccolata delle razioni da campo e barattoli di pesche sciroppate che affondavano nelfango. In fondo
alla strada Morrison vide il muro dove i nordvietnamiti facevano
i loro bisogni durante la lunga battaglia.
Alle loro spalle, lo sferragliare dei carri armati aument. Il sergente di artiglieria, un texano ossuto con una guancia gonfia di tabacco da masticare, ordin ai suoi di dividersi ai lati della strada come il mitico mare. I due carri armati passarono, carichi
di marine feriti e moribondi, mentre portaferiti stralunati tenevano conficcati gli aghi delle flebo di plasma negli avambracci
sanguinanti. I feriti senza camicia e mummificati in fasciature
luride lasciavano spenzolare le teste dai fianchi dei carri
armati. I bambini correvano nei solchi scavati nella terra rossa dai cingoli di metallo e chiedevano l'elemosina con la voce
di gatti malati agli uomini con le bende sugli occhi.
La pioggia batteva sulla gavetta d'acciaio del sergente mentre
cacciava via i bambini dai carri armati. Una raffica di mitragliatrice
risuon dalle finestre che davano sulla strada e lo colp al collo, seguita da un lancio di granate con propulsione a
razzo sui solchi dei carri armati. Morrison si rifugi dietro un mucchio di macerie, ma molti marine non trovarono alcun riparo.
Il sergente piroett nella strada come un ballerino mentre altre raffiche gli squarciavano la gola, finch la testa non gli si stacc e cadde in una pozzanghera ribollente. I bambini furono abbattuti a turno, come pure i feriti. Quando i carri armati fecero
ruotare le torrette per rispondere all'attacco, morti e moribondi
furono scaraventati gi dalle fiancate di ferro, e neppure un portaferiti rimase vivo. Gli uomini urlavano dalla strada fangosa, mentre i grossi cannoni rimbombavano senza eco.
Morrison strisci verso il muro crivellato dai proiettili. Le grida
dei feriti erano fievoli e confuse, i loro corpi saltavano e si giravano
sotto i colpi dei proiettili della mitragliatrice. Era con quanto rimaneva del suo plotone, ma si sentiva completamente solo, come se stesse fluttuando via dal mondo degli uomini.
Chiuse gli occhi, sicuro che il silenzio non sarebbe pi calato su questa terra, poi li riapr. Un marine ferito a torso nudo strisciava
nella sua direzione, un ragazzo non molto pi grande di lui, lo stomaco squarciato e le viscere coperte di fango. Muoveva le labbra, pronunciando parole che non si sentivano, la pioggia che gli gocciolava dal viso come se espellesse un incubo attraverso il sudore. Mim il gesto di portarsi una pistola alla testa. Morrison si mise il fucile in spalla e mir alla faccia. Il marine ferito batt gli occhi, mentre un sorriso gli si formava agli angoli della bocca.
Insieme, si ritrovarono in un'isola di quiete, mentre il ragazzo
dal viso come il suo lo implorava di procedere in quella loro strana comunione. Quando Morrison fece fuoco, la testa gli si apr come un melone e un rivolo di sangue gli inond il collo.
Morrison aspett di provare sdegno verso s stesso, ma non successe
nulla. Poi fin tutti i marine feriti con colpi ben piazzati alla
testa, il sordo rumore dei proiettili contro la pietra e la carne.
Gus Dandallas schiacci un mozzicone di sigaretta in un
portacenere strapieno e rise buttando fuori il fumo dal naso peloso. Morrison era seduto su una sedia di metallo di fronte al grassone. Non si era tolto il giaccone. Quando il greco si appoggi allo schienale della sedia girevole dietro la scrivania,
lo stomaco gli sporse in fuori e premette contro i bottoni della
camicia di seta blu macchiata di cenere di sigaretta. Aveva
il viso come un'oliva marcia. Cenere era sparsa anche sui peli
grigiastri del torace, che imprigionavano e quasi nascondevano
una catena d'oro da quattro soldi. Morrison rise nel vedere
altra cenere tra i peluzzi dell'orecchio sinistro dell'uomo.
Nell'ufficio c'era una finestra che dava su un deposito di carne del mercato, da dove di giorno Gus Dandallas distribuiva
agnelli interi surgelati alle macellerie greche e arabe della citt. Di notte diventava un covo di giocatori di carte, dove i camerieri dei ristoranti greci di Halsted Street venivano
a giocarsi la paga. Gli uomini dagli occhi neri sedevano
intorno a tavolini pieghevoli coperti da quadrati di feltro verde e bevevano ouzo e caff forte. Ordinavano le carte in un silenzio di tomba, le cravatte allentate, le camicie aperte fino al terzo bottone. La posta in gioco erano banconote, orologi, catene d'oro, anelli con pietre rosse provenienti dalla
Grecia e qualche pagher scritto su pezzetti di carta. Un vecchio con un berretto di lana nera da pescatore preparava il caff su una piastra rovente, le labbra infossate nella bocca
sdentata.
Gus rivolse a Morrison uno sguardo mellifluo, muovendo le labbra come se stesse formulando una frase prima di pronunciarla.
La corta barba ispida era nera e grigia, come pure i peli che gli spuntavano dal naso.
L'ex poliziotto  perduto come l'ex prete, disse. Io dovrei saperlo molto bene.
Lo sai cos'ero, replic Morrison. Non ero un prete. Neanche
per il cazzo.
No. Ma credo che tu sia ugualmente perduto. Dio non ti vuole,
e neppure la legge. Niente pi fratelli per Danny Irish. Sono
spariti per sempre il giorno che gli hanno trovato la cocaina nel piscio.
Non so di cosa stai parlando, disse Morrison.
Ti manca il distintivo come a un prete manca il collare. Ti si legge in faccia. Sei un uomo triste.
Non so cosa voglia dire essere un prete.
Si pu essere qualcosa senza saperlo.
Morrison non disse nulla. L'uomo grasso si accese un'altra sigaretta. Il fumo saliva in grumi. Si gratt la guancia irsuta con la punta di due dita e vi sparse altra cenere.
Sono contento che hai preso sul serio la mia offerta, disse Gus. Ma devi dirmi perch ci hai messo tanto.  passato un anno da quando hai preferito la cocaina ai tuoi fratelli poliziotti.
O  stata la cocaina a scegliere te?
Non lo so, disse Morrison.
Il greco rideva delle sue risposte laconiche. Muoveva l'accendino
e il pacchetto di sigarette sul piano del tavolo come se giocasse a scacchi.
Quei camerieri mi devono un mucchio di soldi, disse. Non mi aspetto di recuperarne nemmeno la met. Ma non  questo
il punto. Un uomo nella mia posizione va preso sul serio.
Questo  pi importante di tutti i soldi che mi devono.
Quale sarebbe la mia parte? chiese Morrison.
Il venti per cento di quanto riesci a cavargli. Questi camerieri
devono imparare che non possono giocarsi le promesse.
Trenta o non se ne fa niente, disse Morrison.
Il greco socchiuse gli occhi per il fumo, quindi sorrise aggrottando
la fronte.
Non star a fare storie, Danny Irish. La tua cocaina  la benvenuta qui.
Morrison stava seduto come una pietra, annusando la carne
di agnello surgelata. Si mise le mani in tasca per nasconderne
il tremito, ma sapeva di non poter nascondere il vuoto
che aveva negli occhi.
Vada per trenta, disse Gus. Scoprirai che questi uomini hanno poco pi che orologi e catene d'oro comprati da qualche
negro. Voglio solo che li fai continuare a giocare e a pagare.
Non farli fuori.
Non voglio che nessuno dei tuoi greci del cazzo lavori con me.
Sono loro che non vogliono lavorare con te. Amano ancora
la vita.
Io ho i miei metodi.
Ora hai di nuovo il collare, fece Gus. Sei di nuovo tutto intero.
Sono sempre stato tutto d'un pezzo.
Queste sono le balle che diciamo a noi stessi, disse il greco.
Morrison si appoggi allo schienale della sedia e sciolse le braccia che teneva conserte, ma non fece nessun tentativo di alzarsi.
L'autobus della linea 8 Halsted era inondato di luce gialla e avanzava sulla strada bagnata come uno strano dirigibile, passando davanti ai ristorantini di Greek Town senza fare neppure una fermata. Morrison batteva le mani infilate nei guanti per riscaldarsi, mentre aspettava il cameriere in un vicolo
che dava sulla Adams. L'oscurit delle prime ore del mattino era fredda e battuta da raffiche di vento. Il cameriere
non era nessuno di speciale, solo un greco con il problema
del gioco a cui piaceva veder dare le carte e l'emozione di non sapere cosa succede poi, come a un cliente piace spogliarsi
davanti a una puttana senza volto. I clienti di una notte
del New Jackson Hotel attraversarono la strada barcollando
come marionette senza fili, le braccia dondolanti, le
gambe artritiche curve o piegate per essere caduti da una veranda
o essere stati investiti da un taxi.
Morrison si accovacci tra due cassonetti e riemp di crack opaco la pipa fatta con un foglio di alluminio, quindi rovesci
all'indietro la testa e l'accese con uno Zippo. Aspir, trattenendo la nebbiolina della droga nei polmoni, e ben presto
sent il pulsare prolungato dietro gli occhi.
Il ragazzo nero scese da un catorcio davanti al magazzino in fondo al vicolo cieco e fece segno a Morrison di spegnere ifari.
Morrison era nell'auto di pattuglia con il compagno Mateo, e su tutti e due si riflettevano le luci verdi del cruscotto. Il nero sbraitava
e roteava gli occhi, imprecava contro i poliziotti come un uomo che nulla ormai riesca pi a disgustare, con indosso una tuta dei Chicago Bulls e scarpe da basket Air Jordan nuove.
Aveva la testa rasata e scintillante, le gambe lunghe come pali di lampioni.
Mateo si asciug il sudore dalla fronte con il tovagliolino che aveva avuto insieme a una fetta di pizza all'incrocio tra la Taylor e la Western. Era basso, con una corporatura da sollevatore dipesi,
un'incudine su due gambe, un poliziotto depravato a cui piaceva
farsi fare pompini dalle prostitute cos come a Morrison piaceva
lo sballo da cocaina. Lo mandava in estasi vedere cosa poteva far fare a una puttana per venti dollari. Morrison spense il motore
e rimanendo seduto si sfibbi la cintura della pistola. Il ragazzo
era imbronciato e mandava affanculo i poliziotti a gesti.
Guarda quella testa di cazzo, disse Mateo. Pensa di andare allo stadio a dare una mano a battere i Knicks. Ogni fottuto perdigiorno che incontri per strada si crede Michael Jordan.
Ora pensa di avermi in pugno, disse Morrison. Quello stronzo
lo pensa sul serio.
Jordan non darebbe a questi negri nemmeno la puzza della sua merda. Scommetto che di nascosto si scopa anche delle troie bianche. Un tipo come lui non dovrebbe pi essere negro.
Lo faccio fuori, quello stronzo, disse Morrison.
Cazzo, disse Mateo. Scommetto che Jordan si scopa delle puttane
di prima classe. Tizie da cinque testoni l'ora. Dopo puttane
cos chi si scopa pi una troia normale? Be', Danny, avanti.
Morrison abbass il finestrino e Mateo scese dall'auto: il condimento della pizza gli macchiava il giubbetto antiproiettile
come una ferita aperta. Sollev il manganello, mentre il ragazzo
guardava Morrison e sputava una gomma appallottolata sul cofano. La saliva gli brillava sui denti e sulle labbra.
Mi pareva di avervi detto di non venire mai da queste parti, disse il ragazzo. Solo poliziotti negri qui, niente sbirri. Cos mi fregate per il resto della notte. Pensavo che avessimo chiarito la questione. Mateo, di' a quell'idiota bastardo di un irlandese che dovr aspettare per il crack.
Sei solo un negretto impertinente, disse Mateo.
E voi due sbirri tossici. Morrison fuma pi merda di una troia strafatta.
Mateo aspett con le braccia incrociate sul petto. Guard da una parte e dall'altra del vicolo. Morrison si mise i guanti.
Spacciatore negro del cazzo, pens.
Il ragazzo sghignazz e rise maledicendo s stesso, quindi lasci
cadere sull'asfalto un sacchetto di carta e indietreggi. Sogghignava.
Mateo raccolse il sacchetto ancora unto di patatine. Tir fuori
le banconote accartocciate e le fiale di crack, e le esamin come
se fossero dei campioni.
C' tutto, checca, disse il ragazzo. Sei solo nel posto sbagliato.
Non ti capisco, disse Mateo. Chiami checca un uomo che potrebbe
spedirti in galera per cinque anni.
E come sai che non ho chiamato a guardare cinque agenti dell'FBI che potrebbero spedirci voi, in galera, e per cent'anni?
Morrison scese nel vicolo senza pistola n manganello.
Vuoi dare una lezioncina al negretto, Danny Irish? chiese il ragazzo.
Quando Morrison strinse il velcro del giubbotto antiproiettile,
il sorriso spar dalla faccia del ragazzo, come se non avesse
pi bocca. Cerc di correre, ma Morrison lo afferr per la gola
e strinse finch non cadde in ginocchio. Il ragazzo annaspava in cerca d'aria, gli occhi fuori dalle orbite. Morrison allent la presa alla gola per fargli credere di avere usato le maniere forti
solo per appesantire la mazzetta. Il ragazzo tir fuori di tasca banconote che sembravano laniccio. Mateo gli prese i soldi con un largo sorriso avido, mentre Morrison gli moll un calcio in faccia come se ci avesse messo troppo a pagare.
Non avevate che da dirlo, se volevate di pi, disse il ragazzo.
Morrison gli diede un calcio in gola e lo mand a vomitare sangue contro il muro di mattoni del vicolo. Il ragazzo si raggomitol
come un verme, quindi ricevette altri calci alla testa e al viso senza emettere alcun suono. Si rigir, quindi giacque immobile sul petto. Le sue dita si aprirono fiaccamente e le banconote si dispersero come foglie al vento. Mateo rise tutto contento e le insegu una a una. Morrison sput sul ragazzo e gli grid di alzarsi in piedi per prendere il resto, ma quello non si alz.
Il cameriere usc dalla porta della cucina del ristorante e rabbrivid, mentre la sua ombra si proiettava indistinta sul muro del magazzino. Era un uomo piccolo con indosso un grosso giaccone di lana che tratteneva i fiocchi di neve un istante prima che si sciogliessero. Si guard indietro nel vicolo,
prima al di sopra di una spalla e poi dell'altra, quindi si incammin a testa bassa contro il vento, il viso scarno e serio.
Stava svoltando verso ovest sulla Adams, dirigendosi verso
le luci di un distributore di benzina chiuso, quando un aereo
squarci l'aria scura al di sotto delle nuvole.
Morrison fece volare ci che rimaneva del crack nell'acqua del canale di scolo e attravers la strada appresso a lui. I fari dei taxi passavano in aloni di luce abbagliante. Si augur di sentirsi di nuovo vivo; ci aveva perfino sperato.
Il cameriere portava scarpe eleganti e avanzava a piccoli passi nella neve. Aveva le gambe dei pantaloni zuppe. Morrison
raddrizz le spalle e si incammin velocemente verso l'ometto, quindi calpest la sua ombra.
Albert Sinadonis, disse.
L'uomo cap al volo cosa voleva l'ex poliziotto sorridente e corse via con una mano in tasca, ma scivol sulle ginocchia a causa delle scarpe dalla suola leggera e arrest la caduta con la parte inferiore del palmo della mano. Il colletto del giaccone
sollevato gli nascondeva met della testa. Morrison lo afferr
per il collo come se fosse un cane e lo trascin in un vicolo,
dietro un cassonetto pieno di neve. Il cameriere cercava di tirare fuori la mano di tasca. Morrison lo depose su alcuni sacchi dell'immondizia fradici e tir fuori la '38 dai pantaloni.
L'uomo rabbrivid e distolse lo sguardo, incrociando le mani davanti al viso. Era pi vecchio di quanto Morrison si fosse immaginato, quasi troppo vecchio per sopportare quei maltrattamenti.
Lo sai perch? gli chiese.
Il cameriere toss e fece di s con la testa, e si pisci sotto.
L'ombra della mano di Morrison con la pistola gli cadeva esattamente sullo stomaco.
Cinquecento mi terranno buono per cinque settimane, disse Morrison. Duecento per due. Capito come funziona?
Fiss spietatamente il cameriere che tossiva e gli punt la pistola alla testa. L'uomo aveva i pantaloni sollevati fino alle ginocchia; schizzi di fango erano appiccicati sulle caviglie pelose.
Il treno sfrecci con violenza sui binari gocciolanti della
sopraelevata, le sue luci bianche sempre pi lontane nella
notte. Lo sferragliare era abbastanza forte da soffocare lo sparo di una pistola e il cameriere lo sapeva, tanto che si frug nelle tasche senza guardare e gett le banconote spiegazzate
nella neve.
Il giovane soldato stava seduto sul marciapiede e si vomitava
la birra tra le gambe, gli occhi di fuori mentre sputava via la saliva acida. Nella strada la pioggia striava i parabrezza delle
Camaro e delle Trans Am appena uscite dalle rivendite di auto usate di Bragg Boulevard e strapiene di militari con i capelli
tagliati a spazzola, appannando le insegne al neon delle agenzie dei pegni, delle sale da biliardo e delle birrerie nella sera grigio-azzurra. I soldati aspettavano a un semaforo rosso,
mandando su di giri le auto dai contachilometri truccati e muovendo le teste rasate al ritmo della musica rock tenuta a tutto volume. Avevano la paga di met mese che gli bruciava nelle tasche e il cancello principale di Fort Bragg negli specchietti
retrovisori, anche se solo per poche ore. Alcuni ragazzi
su un pickup con la targa del Michigan lanciarono delle bottiglie di birra contro il soldato sul marciapiede, ma quasi tutte lo superarono e andarono a finire nell'acqua del canale di scolo.
Wilder portava Thomas, Keller e Jack Tyne fuori della base
a bordo della sua vecchia Ford LTD. Ormai gli mancavano
solo tre giorni e una sveglia al congedo. Tenne il volante e abbass il finestrino, guardando il soldato ubriaco seduto a gambe incrociate sul marciapiede, i blue jeans bagnati dall'acqua
del canale di scolo. Keller e Jack sedevano nel sedile di dietro, e Keller si pettinava i capelli corti guardando il proprio
riflesso scuro nel finestrino. Thomas stava zitto e si appoggiava
allo sportello del passeggero come se non aspettasse
che l'occasione di saltare fuori e correre via quando nessuno
guardava. Jack Tyne cont le bottiglie di birra che galleggiavano
nell'acqua del canale di scolo per non vedere Thomas,
che lo fissava con i suoi occhi azzurri, quasi che tra loro ci fosse un legame speciale - i loro padri erano stati uccisi in Vietnam. Jack lo odiava per questo. Il giorno prima nella fila per il rancio, mentre i soldati fumavano, scherzavano e aspettavano
cheeseburger e chili-mac, il soldato spilungone aveva continuato a chiedergli come gli appariva in sogno suo padre, e se parlava o se ne stava solo l come un'ombra su uno schermo.
Non lo so, Thomas, aveva risposto lui. Non so di cosa diavolo
stai parlando. Quella sera, nonostante le sue proteste, accompagnavano
Wilder a prendersi la sua ultima sbornia, e Jack immaginava che se fosse venuto anche Thomas, e avesse scolato birra e urlato contro le puttane, magari Keller avrebbe
dimenticato le sue mani da ragazza e i fianchi snelli, che dopo due settimane provocavano ancora i fischi nelle latrine e le vecchie battute sul sapone attaccato alla corda.
Wilder sporse la testa piccola fuori dal finestrino. Il soldato
ubriaco era inondato dal bagliore dei fari. Le gocce di pioggia gli correvano lungo il collo.
Ti serve un passaggio? gli chiese Wilder.
Il soldato si abbracci le ginocchia e poi alz gli occhi fradici,
rossi al punto da sembrare pieni di sangue, prima di ricominciare
a vomitare. Era tale e quale a tutti loro: blue jeans e
T-shirt, guance spruzzate di acne, capelli talmente corti da
non avere colore. Le macchine suonavano il clacson al semaforo
rosso, che ci metteva un'eternit a scattare.
Che vada a farsi fottere, disse Keller. Quell'idiota figlio di puttana  fuori di testa.
Sali, soldato, disse Wilder. Sembri un maledetto cane bagnato.
Il ragazzo ubriaco si stese sull'erba a lato della strada, il
viso pieno di brufoli sul quale la pioggia rimbalzava quasi fosse
vetro bucherellato.
Mi dispiace abbandonarlo qui, disse Wilder.
Jack non disse niente. Continuava ad avere davanti agli occhi
la faccia di Thomas dopo la notte in cui sarebbero andati a cercarlo. Il naso rotto, gli zigomi polverizzati. Jack capiva che aspettavano tutti il congedo di Wilder il luned mattina, perch sapevano che avrebbe spifferato tutto all'MP per dispetto.
Un uomo a cui restavano solo tre giorni nell'esercito non rispettava la legge delle baracche. Wilder girava per i corridoi
tirati a lucido e lo lasciava capire a quegli esaltati senza dire una parola.
Quando il semaforo divent verde, Keller agit la mano per spegnere un fiammifero. Era vestito come lo studente di un college: scarpe da vela e oxford spiegazzata. Gli piaceva far credere ai soldati di essere il promettente membro di una squadra universitaria di lotta libera, ma di aver rinunciato a tutto per servire il proprio paese.
Non vorrei proprio doverlo annusare, disse Keller a proposito
del soldato sul marciapiede.
Merda, disse Wilder, allontanandosi. E io non vorrei proprio
dovermi ricordare di te dopo che mi avranno congedato,
luned.
Niente da fare, pivellino, disse Keller. Sono come l'herpes.
Lasciarono il Bragg Boulevard diretti verso l'Hiphugger, dove ragazze in topless vendevano un solo tipo di birra e ti addebitavano un deposito sui bicchieri di plastica. Nei canali di scolo scorreva acqua marroncina, e le luci delle birrerie
e dei locali notturni che spennavano i clienti scolorivano
nella strada bagnata. Prostitute dagli occhi vacui li chiamarono
dai marciapiedi e Keller agit la lingua nella loro direzione.
Quello stronzo di ubriaco mi ha fatto venire in mente gli
indiani che vedevo quando andavo a pescare in Canada, disse
Keller.
Indiani? chiese Wilder.
Negri rossi, cos li chiamavamo. Di solito andavamo a pescare
lass d'estate. Lungo i fossati si vedevano questi indiani svenuti dopo essersi sbronzati. Stesi come i corpi degli animali uccisi dalle macchine. I baristi li buttavano fuori dai locali perch erano troppo ubriachi, e loro si mettevano a
bere Windex. Si vedevano le bottiglie sparse dappertutto. La gente pensa
sempre che vivano in sintonia con la natura, ma loro se ne fregano.
Thomas diede una tirata alla sua sigaretta e aspir in maniera
molto femminile, inalando con il naso il pennacchio di fumo che saliva dal labbro. Jack scosse la testa.
Dev'essere terribile vedere degli indiani in quello stato, disse Thomas.
 la recluta del cazzo che mi sta parlando? domand Keller.
Chiudi il becco o vattene, gli disse Wilder.
E lasciare che quel figlio di puttana mi divori il culo con gli occhi?
Jack vide Thomas zittirsi come se fosse stato un sasso trasformatosi
in uomo e divenuto nuovamente sasso. Si appoggi
allo schienale e guard la pioggia.
A Chicago, uscito dalla clinica mi persi e mi misi a cercare la superstrada, passando davanti a interminabili vie di facciate di negozi bagnate e a camion che arrancavano con il loro carico
di cemento. Avevo accompagnato l Gina per un aborto ed eravamo lontani dal fiume marrone che scorreva attraverso la nostra citt operaia, Watega, Illinois, dove la monotonia della vita aveva una tranquilla brutalit che uccideva la maggior parte
della gente senza che neppure se ne accorgesse. Gina sedeva in macchina con gli occhi abbassati, il palmo aperto sullo
stomaco come se vi percepisse un vuoto. I lunghi capelli castani le ricadevano sulle guance e lei non faceva alcuno sforzo per toglierseli
dal viso. Sembrava che guardasse il mondo da dietro una cascata. Feci per toccarle la coscia perch sapesse che ero l, ma era talmente persa nei suoi pensieri che non potei fare a meno
di chiedermi se stesse facendo l'amore con lui. Lasciai le mani
sul volante e cercai i segnali della superstrada, mezzo nascosti
nel caos della grande citt.
Quella mattina nostra madre mi aveva consegnato trecento dollari, per lo pi in banconote da dieci e da cinque. Era ancora
in vestaglia e fumava nella sua maniera drammatica, aspirando
il fumo con la testa rovesciata all'indietro. A guardarla, capivi che un tempo doveva essere stata una bellezza, ma poi aveva avuto due figli ed era diventata vedova di guerra prima ancora di compiere vent'anni; l'uomo che le avrebbe offerto la possibilit di fuggire da Watega era morto in mezzo a topi grandi
come cani. Cosa le aveva promesso, per rimanere tanto amareggiata
quando non si era realizzato? Sarebbe stato diverso dagli
uomini gonfi di alcol in camicia di flanella che popolavano Watega e andavano alle partite di football delle superiori per sognare di scoparsi le ragazze pompon? Spinse la busta sul tavolo
come se mi stesse corrompendo, ma i soldi erano per il dottore
che - mia madre ne era sicura - avrebbe tolto di mezzo per sempre Donny. L'uomo grasso se nera andato portandosi dietro
le cicatrici dell'acne e l'odore di cibo per cani; tutto quello che rimaneva di lui erano le bruciature di Winston Light sulla poltrona accanto alla TV, le uniche cose di cui si sarebbe sentita
la mancanza erano gli assegni e i rimborsi dell'assicurazione
contro le malattie. Io e mia madre volevamo pensare che fosse
cos semplice. Svegliarsi un bel giorno e tornare indietro.
Non diceva altro. Io avevo i suoi occhi marroni, senza traccia dell'azzurro intenso di mio padre, e fu allora che la odiai di pi per questo.
Guidai intorno all'isolato nelle strade bagnate che gi riflettevano
la luce nel primo pomeriggio. Gina guardava soltanto
la cenere di sigaretta sul tappetino. Mi chiesi come fosse cominciata con Donny, che tattica avesse usato per farla spogliare
la prima volta e le volte successive. Non potevo dire di fare davvero attenzione a Gina o di sapere granch di lei; un figlio
senza padre non pu mai uscire definitivamente dalla propria
testa, perch passa la vita a cercare tracce del morto nei recessi
di s stesso, e invece trova soltanto un lungo buco nero.
Non siamo mai stati una famiglia, e i tre anni che Donny rimase
con noi passarono cos come si precipita in un brutto sogno,
dove corri a pi non posso ma  il mondo a muoversi, non tu. Arriv per fottersi mia madre, e lei se lo prese per i rimborsi del sindacato, anche se i sindacati delle fabbriche hanno pessimi
programmi di assistenza sanitaria. Pensavo al giorno in cui lo avrei cacciato sotto la minaccia delle armi dalla villetta comprata
con i soldi di mio padre morto. Ma la situazione non era mai esplosa; invece di maltrattarmi, lui mi ignorava, forse non amando abbastanza mia madre per considerarmi un pericolo.
Andava a lavorare inebetito dal Jim Bearn, ma mai
completamente ubriaco, solo quel tanto che bastava a smorzare l'amarezza
che provava per essere diventato grasso, per fare cibo per cani e per volersi scopare la figliastra. Mia madre sgobbava per cinque biglietti da un dollaro cinque sere a settimana in un ristorantino
gestito da greci, uno di quei posti dove ordini due uova e te ne portano quattro.
Ci fermammo a un semaforo rosso nei pressi della clinica, un edificio di mattoni stretto tra una sala giochi e un chiosco di carne di manzo italiano con la gente sfocata dietro le vetrine
appannate. Un uomo con una gamba di legno vendeva giornali
all'incrocio, il viso simile a un mozzicone di sigaretta. In fondo al vicolo, dietro la clinica, cerano quattro cassonetti strapieni
di rifiuti impacchettati e chiusi con morsetti. Mezzo nascosta
dai capelli, Gina li guardava come se contasse i piccioni che battevano le ali e beccavano i sacchetti dell'immondizia.
Non si era tolta la mano dallo stomaco.
 l che lo buttano, dopo che hanno fatto? chiese.
Non credo, dissi. Non sapevo veramente cosa ne facessero di un feto.
E allora dove lo buttano? insistette.
Non l, le dissi. Sperai che rimanesse dietro i capelli per tutto
il tragitto fino a casa.
Wilder ferm la macchina nel parcheggio ricoperto di ghiaia dell'Hiphugger, dove una puttana con le gambe grosse
guidava un soldato ubriaco lungo un sentiero fiancheggiato
da roulotte. Mentre camminava il soldato, che era senza i denti davanti e aveva il mento troppo piccolo per il suo viso, le accarezzava il sedere. Camminava con le gambe arcuate, i piedi in un paio di stivali da cow-boy. La puttana era grassa e arcigna, e i suoi capelli, zuppi di pioggia, si appiccicavano in ciocche unte. Continuava a spostargli la mano, per potersi sfilare
le mutandine dalle chiappe.
La pioggia danzava sui serbatoi di metallo di tre Harley-
Davidson parcheggiate lungo il marciapiede e faceva scintillare
alla luce della luna le donne nude e i teschi che vi erano dipinti. Sopra una buca piena di fango c'era un cartellone giallo su ruote, sfondato in alcuni punti da sassi, con l'ammiccante
scritta ragazze, ragazze, ragazze.
Questa s che  pubblicit ingannevole, disse Keller.
Jack guard al di l del soldato e della puttana, ormai ridotti
a scure sagome tra gli aghi neri che la pioggia faceva cadere
dai pini. Keller chiuse lo sportello e tir il mozzicone della sigaretta verso il cartellone, quindi controll di quanto aveva superato la pozzanghera, quasi stesse al baraccone di un luna park. Thomas se ne stava l e si guardava intorno,
senza sapere cosa fare delle mani, il corpo magro che sembrava
messo insieme con ramoscelli caduti.
Piantala di fartela sotto pensando a quel ragazzo, femminuccia,
disse Keller a Wilder. Ti restano due giorni nell'esercito
e un bel paio di scarponi da metterti per tornare a casa.
 molto pi di quello con cui sei arrivato qui.
Wilder lo guard al di sopra del tetto della macchina e si picchiett la tempia con il dito, ma non gli venne nulla da dire.
Scosse la testa, si mise le chiavi in tasca e sospir, come per annunciare che avrebbe potuto benissimo vivere senza quell'ubriaco completamente andato.
Il bar era fatto di blocchi di cemento grigi e aveva un tetto piatto di carta catramata su cui ristagnava l'acqua piovana.
Jack sent crepitarvi le gocce di pioggia. La costruzione non aveva finestre ed era munita di uno sfiatatoio. Un aspiratore girava vicino al tetto, accanto a un'antenna della TV rotta. Un biker controllava i documenti alla porta con una torcia, lo stomaco gonfio che traboccava sotto la T-shirt nera e il gil di pelle. Sollev le sopracciglia e tast le guance di Thomas per sentire la barba, quindi gli avvicin la faccia paonazza. Parl da dietro i denti serrati.
Una volta avevamo un finocchio che ti tirava gi la patta dei pantaloni, disse a Thomas. Capiva se i documenti erano falsi. E mai una fottuta volta che sbagliasse.
Thomas fremeva, mentre l'uomo gli lasciava le guance e gli porgeva i documenti.
E cosa gli  successo? chiese Keller.
Il motociclista gli illumin la faccia con la torcia. I suoi avambracci erano un delirio di tatuaggi.
Al finocchio? chiese.
Sissignore.
Ha tirato gi la patta di un negro e da allora non l'abbiamo
pi visto. Vero amore, suppongo.
Fanculo, disse Keller.
Lo vuoi tu il suo vecchio lavoro, amico? chiese il motociclista.
Ho solo chiesto cos' successo, disse Keller. Jack lo guard sporgere in fuori la mascella alla sua maniera, assumendo quasi una posizione da lottatore, le mani forti davanti a s, le dita leggermente aperte. Sapeva lottare, stendeva sul serio la gente.
Te l'avrei detto subito, se avessi voluto fartelo sapere, disse
il motociclista. Quando un soldato chiede certe cose, si capisce
che gli piace farselo mettere in culo.
Mi stai dando del finocchio?
Jack spinse Keller attraverso la porta, i muscoli della schiena
duri come carne congelata. Barcollarono davanti a un altro
biker con lunghi capelli biondi, il Sacro Cuore di Ges tatuato sull'avambraccio e una vedova nera che gli si arrampicava
sul collo. Stava con le braccia incrociate sul petto, come
fanno gli uomini grassi che vogliono far credere di essere
muscolosi.
Tieni tranquillo quel soldato, amico, disse l'uomo a Jack.
Gli leggo nel futuro dannatamente bene, e non ci vedo niente
di buono.
Le bariste in topless con i perizomi smagliati spillavano birra dietro tre banconi a forma di ferro di cavallo. C'erano specchi sul soffitto e specchi alle pareti con su appese luci natalizie
lampeggianti, e un tipo del sud dall'aspetto delicato che suonava rock and roll classico su una piattaforma girevole
accanto all'uscita antincendio. Il posto brulicava di soldati
che cantavano. Molti suonavano una chitarra immaginaria,
ridevano a bocca aperta, agitavano le sigarette come se fossero bacchette magiche e offrivano Kool-Aid a tre dollari al bicchiere di plastica alle piccole puttane coreane. Le ragazze
portavano il mascara sugli occhi per farli sembrare tondi
e dicevano tutte ai soldati di chiamarsi Kim, ma erano in pochi a chiederglielo.
Hanno delle pupe da sballo in questo posto, disse Keller.
Voglio scegliermene una con calma. Le migliori arrivano tardi.
In fondo al locale, Jack Tyne vedeva le puttane che andavano
e venivano dalla porta posteriore con le braccia intorno ai soldati barcollanti. Portavano tutte reggicalze che avevano bisogno di nuovi elastici e pagliaccetti di satin strappati.
Quanto ai soldati, erano in divisa anche se non indossavano l'uniforme: stivali da cow-boy, Levi's svasati, T-shirt nere dei concerti rock a cui avevano assistito quando erano alle superiori.
Jack sapeva che solo un anno prima la maggior parte di quei paracadutisti riempivano gli scaffali da K-Mart e tra un turno e l'altro se ne stavano seduti sul divano a fumare spinelli e a mangiare Fritos. Per lo pi, i loro reclutatori non si ammazzavano
mai di lavoro; stavano semplicemente alle loro scrivanie in un ufficio sulla strada principale e aspettavano quello che portava il vento. Jack scommetteva che met di loro
aveva ancora una foto del ballo scolastico conservata accanto
ai preservativi nei portafogli da quattro soldi comprati allo spaccio militare, anche se la ragazza era stata messa incinta
da qualche fallito di provincia convinto che lavorare da K-Mart fosse sempre meglio che lanciarsi da un aeroplano.
Sono stato qui con Barclay e Winfield prima che fossero congedati, disse Keller. C'era una puttana che per dieci dollari
ti faceva un pompino sotto il tavolo. Il vecchio Bark voleva vedere cosa succedeva, cos ha tirato fuori il suo Zippo e l'ha acceso. Sai cosa  successo?
No, rispose Jack. Sapeva che Keller sparava cazzate, ma gli diede corda.
Ha dato fuoco alla fica della troia. Poi il posto ha puzzato di pesce alla griglia per una settimana.
Attraversarono il pavimento di cemento avvolti dalla luce rossa del bar e da nuvole di fumo denso, e trovarono posto al bancone accanto al palcoscenico, dove ogni ora ballerine annoiate
scuotevano seni finti e sederi cellulitici. Si piegarono sul bancone come i cow-boy dei film. Wilder e Thomas si unirono
a loro, e ben presto il ragazzo nuovo fu preso di mira da una puttana minuta, con i seni non pi grandi di un pugno.
Aveva i capezzoli ritti sotto la camiciola bagnata di birra. Thomas
era turbato e scrutava le pareti in cerca di qualcosa da guardare: sembrava un uomo sul punto di cadere all'indietro per non rialzarsi pi. La puttana gli si aggrapp, gli strofinava i fianchi snelli sull'inguine e gli graffiava il petto con le unghie finte. Keller url alla volta della barista, agitando una banconota
da dieci dollari come fosse un cannone a tiro rapido.
Wilder sput succo di tabacco in uno scolo sul pavimento.
Perch mi sono fatto convincere da te a portare qui il nuovo?
chiese a Jack.
Cos ora lo lasceranno un po' in pace, disse questo.
Anche Keller vede che le puttane lo rendono nervoso. Cos
adesso avr tutte le prove di cui ha bisogno. Fanculo, rendono
nervoso anche me.
Deve imparare a essere uno di loro, disse Jack.
Come hai fatto tu, Jack Tyne?
Jack non disse niente. La puttana leccava il collo di Thomas,
che sembrava sprofondare dalla vergogna.
Hai meno cervello di quanto Dio ne ha dato a un pidocchio,
disse Wilder.
Porse a Jack le chiavi della macchina.
Tanto tra due giorni sar tua, disse. Lascia che Keller faccia
i suoi comodi e poi tornate alle baracche.
Tu dove vai? domand Jack.
Porto Thomas via da questo cazzo di posto in taxi.
Ma siamo venuti qui per te.
Non  un ricordo che ci tengo ad avere.
Wilder guard la puttana che si strusciava lentamente contro Thomas, quindi indic un soldato dagli occhi appannati
dall'altra parte della stanza, a cui continuava a cadere il mento sul petto.
 quel tizio che ha i soldi, le disse. Va' da lui.
La puttana corse sui tacchi a spillo dal soldato e gli baci il collo sudato. Quello lasci cadere la faccia tra le tette. Wilder ricondusse Thomas verso la porta d'ingresso. Il nuovo camminava
con gli occhi bassi, sistemandosi la camicia intorno alla
vita e dandosi colpetti sui jeans come per togliersi la polvere.
Nello specchio dietro al bancone, Jack li vide uscire passando davanti ai motociclisti. Quello che controllava i documenti
tir un bacio a Thomas.
Keller aveva quattro boccali di birra davanti a s.
Maledetti finocchi, disse. Scommetto perfino che mentre dormiamo si alzano e fanno la doccia insieme.
Non  vero.
Merda. Non sono in vena di occhi a mandorla, stasera.
Hanno sempre questo modo di fare, ed  pi come andare dal dottore che scopare. Veramente avevo in mente una ragazza nera. Ma so dove trovarla. Finiamo di bere.
Una puttana con i denti seghettati arriv e prese il braccio di Jack quando sollev il boccale. Il mascara sulle sue ciglia era raggrumato come il catrame sul tetto. Lui la scans, la spinse addirittura con la parte inferiore del palmo della mano.
Mentre attraversavano la pineta diretti al bordello, Jack e Keller scorsero i cervi al chiaro di luna, e al chiaro di luna i cervi erano indistinti e fuggevoli come sogni. Saltarono lontano
dai fari tra gli alberi uniformi, attraversarono la strada argillosa
uno alla volta e balzarono via nell'oscurit come se prendessero il volo. Il maschio apparve per ultimo, muovendosi
lento e possente, e scosse via il caprifoglio dai pugnali.
Jack lo guard, e quello gli restitu lo sguardo prima di scomparire
nel folto d'alberi oltre il fossato. Alla luce dei fari i suoi occhi si erano accesi di un bagliore giallo-verde, e quando si gir lasciarono due scie. Jack ebbe una sensazione che non riusc a spiegarsi e per un po', dopo che il maschio fu passato,
si chiese cosa potesse essere, ma poi lasci perdere e osserv
gli alberi che sfrecciavano via pi scuri della notte.
Keller si pieg sul volante per vedere al buio. Le ombre degli alberi cadevano sulla strada come rotaie storte. Tir fuori da sotto il sedile una bottiglia da mezzo litro di Jack Daniels,
l'agit per controllare il livello del liquore, svit il tappo,
bevve e la pass cos a Jack.
 tuo o di Wilder? chiese questo.
Il whisky del giorno di paga  il whisky del giorno di paga,
disse Keller.
Ma non  tuo.
In realt non te ne frega un cazzo, disse Keller.
Jack sorrise e scol la bottiglia, quindi la lanci fuori del finestrino
e rimase a guardare le pozzanghere ai lati della strada,
striate dal chiaro di luna.
Cos questa estate ti porti a casa questo cesso? chiese Keller.
Lo porto da qualche parte. Non so se a casa. L'esercito fa schifo, ma ricordo ancora perch mi sono arruolato per lasciare
Watega.
Non  poi cos male fare il soldato, disse Keller. C' un sacco
di whisky e di battone, e denaro a sufficienza per tutti e due. In quale altro posto vieni pagato di pi per lanciarti da un aereo?
Keller recitava la parte del cow-boy. Aveva l'abitudine di infilare nei discorsi battute tratte dai western di Clint Eastwood
e spacciarle per sue. Era fatto cos.
Tu non vuoi lasciare Fort Bragg, disse Jack. Allora va' e di' - sono un firmaiolo del cazzo. Uno stronzo pigro e ignorante
in attesa della pensione.
In quale altro posto vieni promosso se sei un perfido figlio di puttana?
Dillo, Keller - firmaiolo.
Fanculo, disse Keller. E sempre meglio che studiare quella
schifezza di gestione aziendale alla Rutgers. Dovresti sentire
qualcuno di quei coglioni che in vita loro non hanno mai fatto altro che leggere e parlare.
Scure nubi scesero dal nord e coprirono met del cielo.
Jack avrebbe voluto che ci fosse altro whisky. Era meglio essere
mezzo brillo al momento di stare con una battona, perch
poi avrebbe potuto sdrammatizzare tutto con una risata, come se si trattasse di uno scherzo.
Se fossi al college, disse Keller, a quest'ora dovrei sorbirmi
una ragazza di diciannove anni che mi dice come cambier
il mondo scrivendo lettere di solidariet con i detenuti del braccio della morte. E alla fine, magari potrei toccarle la passera. Dopo un po' non ce la farei a sopportare queste cazzate.
Un uomo non dovrebbe essere costretto a sentire certe cose.
Jack scosse il pacchetto che teneva in tasca, ne tir fuori una sigaretta e se la mise in bocca. Alz il finestrino quanto bastava
per accendere un fiammifero. Avrebbe voluto che Keller chiudesse il becco.
Con una puttana  molto pi facile, disse Keller. Chiudi gli occhi e pensi a qualche altra ragazza che ti vorresti chiavare.
Ma non  affatto giusto.
Loro se ne fregano. E non provare a baciarne una.
Non vogliono baci? chiese Jack.
Qui ce n' qualcuna che si lascia leccare il collo, disse Keller.
Ma non mi mancano troppo i baci.  quasi come doverci
parlare. Se una ragazza non ha niente da dire, figuriamoci una puttana.
Nella pineta si fece buio pesto, quando le nuvole scivolarono
sulla parte superiore della luna. Seguirono per un altro chilometro e mezzo la serpeggiante strada argillosa con i fari che frugavano nell'oscurit umida, finch non giunsero a un gruppo di roulotte malconce con il rivestimento di alluminio infangato per i tanti acquazzoni. Keller tir fuori dal portafoglio
le due banconote da venti dollari che gli sarebbero servite,
quindi lo nascose sotto il sedile, mettendosi i biglietti in tasca.
Jack fece la stessa cosa, solo pi adagio, con minor disinvoltura, e in quell'istante cap che Keller aveva sempre pagato per il sesso e probabilmente l'avrebbe sempre fatto.
Forse la sua prima volta era stata proprio l in quelle roulotte,
tra i versi delle locuste e i richiami degli uccelli notturni.
La luce delle lampadine nei finestrini della roulotte era offuscata
dalle coperte appese a mo' di tende. Dopo la pioggia la notte era calda e umida, l'aria tanto densa da poter essere messa in un sacchetto. Una ragazza nera usc dalla roulotte che aveva un'antenna TV rotta e si incammin sorridendo verso la macchina con gli infradito che le sbattevano sui talloni. Si muoveva senza fretta a passi felpati sull'argilla bagnata, le mani
nelle tasche posteriori dei pantaloncini, come un'ombra che scivoli via da una luce in movimento. Keller sorrise e si lecc le labbra.
Eri cos bella sopra di lui, Gina, sembrava quasi che fossi la sua amante e non pensassi ad altro che a darti a lui, gli occhi persi nel vento estivo. Ero pi geloso che indignato, pi eccitato
che furioso.
La ragazza indic i fasci di luce dei fari che illuminavano le roulotte di lamiera ondulata e si pass un dito sulla gola.
Keller sorrise e le fece l'occhiolino, ma gli si chiusero tutti e due gli occhi. Lei sospir a bocca aperta e scosse la testa.
Vuoi accecarci? chiese.
Keller spense le luci e il motore.
Cosa? disse.
La ragazza alz lentamente gli occhi al cielo. Il sapore di sale delle sue gambe magre era sulla lingua di Jack, che si sent sporco, gi abitato da una terribile tristezza. Non ti violentava,
Gina, anche se avrei voluto che lo facesse e prenderlo mentre ti stringeva la gola, soffocando le tue urla con il palmo della mano.
Volete tutti e due il servizietto? domand la ragazza. O solo uno?
Spuntino o cena? fece Keller.
Uno spuntino non riempie mai nessuno, disse lei. Ma certi
uomini non hanno bisogno di tanto.
Una ragazza bianca grassa stava camminando pesantemente
sui solchi degli pneumatici, avvicinandosi al lato dell'auto dov'era Jack. Una puttana sgraziata e patetica, con i denti radi
e i capelli ossigenati, le iniziali tatuate sul braccio con ago e inchiostro di china. Aveva il cavallo dei pantaloncini abbassato,
e perci camminava in maniera buffa.
Il respiro di Keller divenne un ansito irregolare quando la ragazza nera spost lo sguardo su Jack. Aveva la mascella in fuori, come se fosse geloso, pronto a battersi con lui per l'attenzione
della puttana. Lei si chin sulla macchina, i seni duri
che premevano contro la camicia.
Scommetto che lui ha una gran fame, disse, alludendo a Jack. Sa come farsi una bella mangiata.
La puttana bianca buss sul tetto della macchina a cui si era appoggiata scompostamente, stretta in un paio di calzoncini e in un prendisole come un orsacchiotto sudicio. Rotoli di grasso le ricadevano dalla schiena e dalle cosce. Cominci ad accarezzare i capelli bagnati di Jack. Lui si irrigid e la respinse.
Quando Keller lo vide, si mise a ridere a bocca aperta
e scese dalla macchina, dimenticando quasi le chiavi al quadro.
Jack sapeva che non aveva nessuna voglia di farsi incastrare
dalla cicciona. Keller e la ragazza nera cominciarono a salire i gradini di blocchi di cemento grigi che conducevano nella roulotte. Jack sent di nuovo sul collo la mano, pesante, umida e callosa. Le nuvole inghiottirono la luna.
Donny, dicevi, le labbra increspate sul tuo mugolio, le mani appoggiate al suo petto. Le tue labbra si muovevano intorno al suo nome, Gina.
La puttana apr lo sportello, ma Jack non si mosse. Chiuse gli occhi quando lei lo sbirci al bagliore della luce interna, una faccia rossa e bagnata.
Potrei fare qualcosa di davvero carino anche qui, disse lei.
Sto bene cos.
Potrei mettermi accanto a te. Nessuno vedr niente.
Tu vai per la tua strada, Gina, e io andr per la mia. Non potr mai permettermi di accettare la parte di me che si induriva
a guardarti.
Jack usc dalla macchina e chiuse lo sportello, e la luce interna
si spense.
Lo sapevo che ti si stava rizzando, disse la puttana.
Andarono nella roulotte con l'antenna TV rotta, i gradini di blocchi di cemento grigi accostati senza calcina, messi semplicemente
dritti davanti alla porta, cosicch affondarono nel fango rosso sotto il peso di Jack. All'interno un giovane soldato
e una grassa puttana nera erano avvinghiati come due rospi
in amore sul tappeto consumato. Un'oscurit bluastra pervadeva
la stanza. Il soldato era un ragazzo bianco mingherlino che portava un berretto da baseball al contrario ed era inginocchiato
dietro di lei, con solo la lampo dei calzoni aperta.
Teneva le mani sulla sua vita grassa e pompava duro stando in ginocchio. La puttana aveva gli occhi socchiusi e stralunati,
le labbra contratte. Il sottile materasso che usavano era
schiacciato contro la parete. Il soldato sbavava, si leccava le labbra e mormorava imprecazioni, ignaro dell'intrusione, gli occhi da adolescente momentaneamente bestiali. La ragazza sembrava ovunque tranne che l.
La puttana ossigenata di Jack Tyne lo prese per la camicia e lo trascin attraverso una tenda che faceva da porta. La stoffa
puzzava di fumo di sigaretta, di profumo da quattro soldi e di muffa. Lo guard con gli occhi socchiusi, meno invitante
di prima, la pancia grossa come quella di un uomo. Jack distolse
lo sguardo e fiss le macchie di umido sulle mattonelle del soffitto, seguendone le ombre come lividi lungo la parete.
Fanno quaranta dollari per una scopata normale, disse lei.
Jack le porse le banconote stropicciate. L'oscurit incombeva
come una grande massa.
Non so se sei uno sbirro, disse lei. Perci lasciale cadere sul pavimento.
Jack obbed e ascolt il soldato che si fotteva la puttana silenziosa
al di l della tenda. Lei cont le banconote con gli occhi,
dando un rapido sguardo, quindi accese una sigaretta e la mise su una lattina di birra che usava come portacenere.
Sai che dura finch non vieni o finch la sigaretta non si consuma? chiese. Non puoi mica scoparmi tutto il tempo che ti pare.
Lo so, rispose Jack.
Lei si sedette sul letto, dove le lenzuola in disordine pendevano
sfilate dagli angoli del materasso. Un cuscino senza federa era buttato contro la parete. Quando si tolse i pantaloncini,
la pancia le si rivers sulle cosce piene di smagliature
e sui fianchi apparvero cicatrici blu come ami da pesca. Si appoggi sui gomiti e allarg le gambe, lasciando spenzolare
i calzoncini da una caviglia pelosa. Le budella di Jack Tyne
si rivoltarono come se avesse mangiato carne andata a male, distolse lo sguardo, la fronte gli si copr di sudore freddo,
mentre nell'altra stanza finivano. Il soldato senza volto rivoleva indietro un po' dei suoi soldi, perch pensava di essere
venuto troppo presto. Parlava molto forte al di l della tenda.
Mi sa che te lo devo succhiare un bel po', disse la bionda.
No.
Allora, vieni qui.
Jack usc dalla stanza attraverso la tenda. Il materasso era bagnato.
I tuoi soldi te li puoi scordare, disse la puttana. Finocchio del cazzo.
Lui si guard al di sopra delle spalle. La bionda si alz per rinfilarsi i pantaloncini, facendo scricchiolare il pavimento.
Jack si mise la mano sulla bocca e ricacci indietro del vomito
acido.
Finocchio yankee del cazzo, disse lei. Avanti, torna indietro
e prova a riprenderti i soldi.
Keller sedeva nella macchina stordito e con gli occhi socchiusi,
cantando insieme alla radio, eccitato dalla cosa pi prossima all'amore che gli potesse mai capitare. Quando Jack apr lo sportello mise in moto, fece rapidamente retromarcia e part sollevando fango dai pneumatici posteriori. Due corvi volteggiarono sopra i pini nell'oscurit.
Si  lasciata baciare? chiese Keller.
Stavo per farlo, ma ha allontanato la bocca, rispose Jack.
Te l'avevo detto.
Gi.
A chi pensavi mentre te la facevi?
A una ragazza delle mie parti.
Non era granch, disse Keller. Ma una scopata  una scopata.
Io non ho dovuto pensare a nessuno. La mia mi piaceva, ma potrei anche non rivederla pi. Qui c' un gran ricambio di sgualdrine. Tra una settimana queste le manderanno a chiavare
con i marine a Jacksonville, poi le spediranno a Norfolk dai marinai.
Le roulotte rimasero l, semplici sagome contro la luce della
luna, quando superarono la curva alla fine della strada argillosa
e proseguirono verso l'autostrada.
Una volta che vai con una negra non torni pi indietro, disse Keller. Jack rimase in silenzio. Le ombre dei pini scivolavano
sul viso di Keller.
Conoscevi questo detto, Jacky?
Probabile. Sono sicuro di averlo gi sentito.
Morrison guida il suo pickup sotto la pioggia gelida lungo le strade della sua giovinezza; la Trentacinquesima, dove i mattoni
bianchi del Comiskey Park si fondono con i banchi di nebbia che fluttuano verso est dal lago; lo squallore della Halsted, dove
i figli d'Irlanda passano la vita in bettole senza nome e campano
a forza di panini e birra alla spina. Lungo la Emerald e la Parnell sorgono case bifamiliari e basse villette con le stelle dorate
che rappresentano i morti in Vietnam appese alle vetrate.
Le stelle simboleggiano giocatori di baseball di strada, pugili dai guantoni dorati, i ragazzi fuori di testa che ammazzavano i gatti
per sport e quelli che tutti consideravano finocchi. Vecchie signorine
bevono t nero forte e continuano a parlare dei loro fratelli morti quarantanni prima a Okinawa; candele votive vengono ancora accese in loro nome ogni mattina alla messa delle sette, come per impedire che le vittime delle carneficine tornino a vendicarsi dei vivi.
Ci sono vicoli bui dove i bidoni dell'immondizia vengono fatti rotolare dal vento, e Morrison crede che i loro mattoni bagnati
accolgano ancora gli ultimi respiri di suo fratello, che tanto
tempo prima gli ha insegnato a usare i vicoli, a conoscerne l'oscurit. Morrison vede ancora suo padre che incespica ubriaco
sui marciapiedi crepati borbottando mezze parole in gaelico, talmente deperito dal gran bere che il vento del lago lo scambia
per un ramoscello e lo sospinge contro le macchine parcheggiate.
Da ragazzo Morrison sta con suo fratello nell'appartamento
al seminterrato e ascolta il tintinnare degli spiccioli
nelle tasche dei suoi calzoni, aspettando che si stenda sul letto e finalmente muoia.
Il 1950  l'anno di nascita di Morrison. Arriva di notte nel seminterrato umido di una casa bifamiliare, mentre suo fratello sta a guardare con la faccia da gnomo. Sua madre giace supina
su un materasso buttato sul pavimento, le gambe intrecciate
tra le lenzuola insanguinate, mordendo il dito di suo padre fino all'osso mentre le prende a schiaffi il viso pallido e cerca di aprirle a forza i denti con un coltellino da burro. Lei ha gli occhi azzurri spiritati, i capelli pi neri degli uccelli notturni,
una voce muta. Fuori, nere cortine di pioggia offuscano i lampioni. Lei sanguina fino a morire e poi continua a sanguinare,
i capelli neri scompigliati e bagnati sotto la testa come se fossero una pozzanghera sulla via. L'ostetrica lo ripulisce dalla sostanza viscida, e suo fratello  il primo a tenerlo, avvolto
in una trapunta, mentre lei si lava le mani e si scrolla l'acqua
dalle dita perch tutti gli asciugamani sono intrisi di sangue.
Suo fratello non porta i pantaloni e si fa ancora la pip e la cacca addosso, ma in lui c' il vago ricordo di una madre, e quel bambino ha i suoi stessi occhi azzurri. Il padre dimenticher il nome di lei e andr con le puttane nere che ciondolano negli spiazzi dietro i recinti del bestiame, ma i ragazzi lo ricordano come se fosse una stazione della Via Crucis. Philomena. Il suo nome suona strano nelle loro bocche.
I ragazzi sono magri e sporchi e crescono come cani nei vicoli,
spesso picchiati dal padre quando li sveglia dopo la solita
visita alla bettola. Molte notti sentono la puzza del vomito di altri uomini sui suoi vestiti, vedono i suoi occhi anneriti dai pugni di sconosciuti. Hanno le labbra sporche, i nasi che colano
e la febbre; gli occhi di suo fratello sono talmente lacrimosi
e rossi che i preti di Saint Francis pensano sia qualcosa piovuto dalle tenebre cosmiche. I ragazzi imparano a fare a pugni alla Giovent Cattolica, sotto la guida della Emerald
Society(4) del dipartimento di polizia di Chicago. Le suore del convento li nutrono con le loro cene a base di minestra e pane,
gli trovano scarpe e giacconi per proteggerli dal vento di novembre. Suo fratello ha una bella voce da tenore e canta i lamenti funebri di un paese che non ha mai visto in tutte le bettole sulla Halsted. Si fanno passare i cappelli per raccogliere
centesimi e nichelini, e i vecchi piangono nei boccali di birra e danno dollari ripiegati. Nel cielo i ragazzi cercano le stelle, ma le luci della citt velano l'oscurit. Philomena, dicono.
Perfino suo fratello sente ben poco, a parte la stranezza del nome nella bocca. Ma finger qualcosa di diverso, dir perfino
a Danny che lei lo sta guardando da quelle stelle che non hanno mai visto.
A quattordici anni fa parte di una banda senza nome e senza colori. I poliziotti irlandesi li adorano e reclutano perfino gente
dai loro ranghi. Fanno la guerra a neri e portoricani lungo le rive del fiume Chicago, dove i derelitti stanno a guardare da ripari
di cartone e lamiere gettate via. Nascondono nelle fogne mazze da baseball, catene e pezzi di tubo appuntiti e cacciano via i topi sollevando le grate per raccogliere il loro armamentario
prima delle battaglie. Suo fratello  famoso per la sua violenza,
il suo nome terrorizza diversi quartieri. Gli spagnoli lo chiamano loco; i neri lo fanno lottare contro quattro dei loro.
Uccide ragazzi con una mazza da baseball - una bestia furiosa nelle tenebre della citt - sullo sfondo del pallido bagliore dei lampioni. Prima rotea la mazza per colpirli allo stomaco, poi alla
testa, sorridendo mentre sputano sangue, cadono sottomessi sulle ginocchia, barcollano all'indietro contro le reti di recinzione.
Molti crollano pesantemente e non si muovono pi.
Danny guarda suo fratello e impara, di solito nascosto tra i bidoni
della spazzatura nell'oscurit degli anditi. La violenza non
lo attira n lo respinge, sebbene suo fratello sia bello mentre combatte, degno di un poema epico, il corpo snello, i pugni e i calci ben piazzati. Non cercano pi le stelle, il buco nel cielo che conduce in paradiso. Il nome della madre ormai ha lo stesso significato
di un segnale stradale che superano sotto la pioggia.
Suo fratello combatte contro un tizio molto pi vecchio di lui durante una partita a dadi in un vicolo. Gli acceca l'occhio con
il pugno nudo, a quell'idiota chiamato John Doolin, che ha un tic, i denti che battono sempre tra un'imprecazione e l'altra, e l'abitudine di ripetere tutto due volte: Sai? Sai? Doolin lo chiama
stupido ciucciacazzi venuto dal nulla, poi si guarda intorno per vedere se gli altri ridono, ma quelli niente. Il fratello di Danny non ci mette niente a colpirlo dritto alla mascella, cosicch
la testa di Doolin trema come se fosse un'eco. Gli uomini li lasciano combattere alla luce dei fari di una '60 Impala turchese,
quasi fossero galli da combattimento, dimenticando perfino lo svolgimento del gioco, nonch di piazzare scommesse. Il fratello
di Danny si avvicina e conclude con tre forti diretti all'occhio
destro di Doolin, tre pugni potenti in rapida successione.
Doolin cade in ginocchio con il viso tra le mani, lamentandosi.
D'estate non vedr pi una partita a dadi con tutte e due gli occhi,
e neppure le bottiglie di birra appannate, le sigarette fumate
in fretta, le ragazze dei paraggi agghindate come belle di notte
per i vincitori. Ma ai ragazzi non importa granch. E uno stronzo, un figlio di puttana con la faccia da idiota, una vera testa
di cazzo che attacca briga con i ragazzini e le prende.
Due settimane pi tardi Danny gira per le strade secondarie del suo quartiere, dove gli irlandesi allampanati, gonfi di birra, inciampano pesantemente uscendo dai bar con le mani sopra la bocca per andare a vomitare sui cofani delle
macchine. Porta Levi's con i risvolti ripiegati, una T-shirt
senza maniche, ha i capelli
lucidi di vaselina. Passa davanti al Noonan's Tap, dove dalla TV un incontro di boxe proietta ombre in lotta sui visi dei
clienti al banco. Johnny Doolin, con una benda sull'occhio, scende da uno sgabello accanto alla porta e afferra Danny mentre
cammina sul marciapiede annusando l'odore di maiale morto
che si spande dai recinti del bestiame. Doolin lo trascina per il collo in un vicolo e lo tiene contro il muro stringendogli la gola
e soffiandogli in faccia l'alito acido di birra. Gli uomini nel locale ridono, perch Johnny ha trovato uno alla sua altezza. Tira
fuori una '38 dai pantaloni, la spinge contro lo stomaco di Danny e spara per finta, ridendo come un matto. Danny si prepara
a morire e gli sputa sulla faccia ancora gonfia di botte. Viene
picchiato con la pistola finch non riesce a pensare pi a niente.
Pi tardi, quella notte, suo fratello avr il viso crivellato dai proiettili di una '38 e poi sar gettato dietro i recinti tra i polacchi
e gli immigrati dall'Europa centrale, dove alcuni bambini
lo troveranno raggomitolato in mezzo ai bidoni dell'immondizia,
tra il fetore di maiale. I bambini inseguono i topi e li ricacciano nelle grate delle fogne. Danny non lo sa per certo, ma immagina che sia andata cos.
Ogni giorno prende le botte, perch sono molti quelli che cercano
di uccidere di nuovo suo fratello, anche se non ci avrebbero
mai combattuto da vivo. Suo padre non soffre - beve e basta
- un pomeriggio impazzisce per aver bevuto alcol etilico e sfonda
il muro a forza di calci. Beve dalla bottiglia, perch non c' rimasto neppure un bicchiere sano. Di notte Danny vaga per le strade come un gatto portandosi dietro un pezzo di tubo appuntito,
perch cerca di porre fine alla disgrazia che lo perseguita.
Non  un ragazzo grosso, ma ha i muscoli asciutti e le mani
svelte. I suoi delicati occhi azzurri attirano la compassione delle vecchie signore e delle suore, le ragazze del quartiere lo sognano,
ma lui non sa nulla delle donne e ci pensa ancora meno.
Gira per i barrios, per i campi da pallacanestro tra le case popolari,
come se cercasse dei fantasmi. Guarda i derelitti che si cavano
gli occhi con bottiglie di vino rotte sulla West Madison.
Fa a botte con ragazzi sconosciuti usando mani, denti, bastoni fatti in casa, un tubo appuntito, ragazzi il cui odore di sudore, di cilantro, di interiora di maiale racconta le loro storie, ragazzi
con case e genitori talmente simili ai suoi che stando sopra di loro mentre boccheggiano nei terreni abbandonati Danny vede la propria morte. Non  un duro, ma lo sta diventando.
Ben presto i ragazzi del quartiere cominciano a morire lontano,
in citt di cui non sa pronunciare il nome. An Khe, la Drang, Pleiku, Bien Hoa. Alle vetrate delle case compaiono stelle dorate.
Una notte cammina verso il gelo del lago Michigan, quando
in un vicolo dietro alla sede dei veterani di guerra John
Doolin, digrignando i denti, gli salta addosso e gli spara alla cscia con una pistola. Gli spara di nuovo ma lo manca. I piccioni saltano
dai fili della luce, mettendosi a volare come pazzi. Doolin prende la mira e sta per fare fuoco, scoprendo i denti, ma la pistola
fa cilecca. Danny lo fissa nel suo unico occhio e gli ficca tre volte un coltello fatto in casa nel cuore, poi lo guarda morire con il codolo ricurvo nel petto. Si appoggia alla porta di un garage con il sangue che gli cola dalla gamba dei pantaloni. Le finestre di una casa bifamiliare si oscurano, vengono tirate le tende. Si siede a terra e aspetta le sirene della polizia, ma niente. Tre mesi
dopo, all'aeroporto O'Hare sale a bordo di un apparecchio con molti altri ragazzi diretti come lui al Centro addestramento reclute
del corpo dei marine degli Stati Uniti a San Diego. In cielo
cerca il buco che conduce in paradiso, ma non vede nulla tranne
le nuvole gonfie di pioggia squarciate dal temporale.
Nella zona sud-est della citt, Morrison si accucci tra due macchine parcheggiate, con la neve che gli vorticava davanti nel vento. Dai comignoli delle villette il fumo si avvolgeva in spirali nel cielo senza stelle. Vide la sua ex moglie camminare insieme a un nero nei turbini di neve, sent le loro risate affievolirsi
quando un furgoncino carico di messicani stretti come
sardine pass suonando musica mariachi talmente forte da far scattare gli allarmi delle macchine. La musica svan mentre il nero le apriva la porta della casa bifamiliare, facendola
entrare nell'atrio vivamente illuminato. Il nero aveva le spalle larghe e si muoveva nella maniera barcollante di chi indossa
abiti molto attillati. Gli occhi della donna erano fissi in quelli del compagno; la bocca di lui era aperta. Si baciarono per un lungo minuto, mentre l'uomo teneva la maniglia della porta. Lei portava i capelli sugli occhi, come Morrison non le aveva mai visto fare. Anni prima erano sempre ben raccolti in uno chignon, perch a lui piaceva guardarla mentre li scioglieva
dopo averli lavati e odorarli ancora bagnati. Era la figlia
di un poliziotto irlandese dal viso comune, la ragazza del quartiere che senza dire una parola rimase seduta sul tetto con lui la sera che ritorn a casa e sent tutto quello che aveva visto
e provato. Ma la maniera che aveva di calmargli i nervi non significava pi nulla dopo un anno. Cominci ad avere sensazioni,
a sentire nostalgia per le puttane asiatiche che si facevano
scopare per piccoli oggetti di valore, concedendo i loro
corpi come se non ci stessero dentro. Gli piaceva pagare sua moglie per fare sesso con lui in modo da poter far finta che fosse una prostituta. Le ordin di rifiutare i suoi baci e di ricordargli che sarebbe venuto una sola volta e per un'altra avrebbe dovuto pagarla. Era l'unico modo per farselo venire duro. L'aveva lasciata qualche anno prima, dopo essersi messo
in bocca il revolver di servizio e aver minacciato di suicidarsi
per una ragione che non riusciva a ricordare, mentre lei scivolava sullo sportello del frigorifero con le labbra insanguinate.
Il nero la spinse attraverso la soglia e lei si abbandon contro
il suo petto robusto. Lui sorrideva come se stesse ballando,
con la sicurezza dell'uomo che sa di stare per scopare anche
se dice la cosa sbagliata tre volte di seguito. Morrison tir
fuori la pistola e aspett che le luci dell'appartamento di lei si accendessero, ma non si accesero. Quando si alz in mezzo alle macchine, il suo fiato fluttu nella luce indistinta. La neve
riemp lentamente le loro impronte lungo il vialetto e sulla
veranda. Punt la pistola contro le finestre buie e sogn di sparare a s stesso.
Il cecchino era da qualche parte al terzo piano dell'albergo il giorno in cui il loro comandante di divisione dichiar che Hue era stata ripulita da tutte le unit dell'esercito nordvietnamita.
Cominci a sparare all'impazzata contro i reparti addetti alla registrazione
delle salme, mentre quelli sollevavano i cadaveri impacchettati
sul letto a baldacchino di un camioncino in sosta.
Gli uomini lasciarono andare i cadaveri per evitare il fuoco e l'autista ruzzol fuori dallo sportello ancora con la sigaretta in bocca. Le raffiche tintinnarono sul cofano dell'automezzo, crivellarono
il telone. Molte delle chiusure lampo dei sacchi contenenti
i corpi si ruppero, e dopo che furono mollati, mani e teste
sbucarono dalla plastica verde. Sotto la pioggia i visi dei cadaveri non sembravano morti come quando erano al sole.
Morrison era seduto dietro il muro di un cortile dove era strisciato
per allontanarsi dalla strada e dalfuoco del cecchino. Aveva
ginocchia e gomiti sanguinanti per lo sfregamento contro il cemento crivellato dai colpi. Il suo elmetto era stato ammaccato
da un proiettile. Gli occhi erano rossi e gonfi e sferzati dalla pioggia. Mastic una Chicklet alla menta piperita mentre in strada una '50 vomitava fuoco in tutte le finestre dell'albergo.
Met del suo plotone era stata uccisa, ma non gliene importava,
perch tutti lo odiavano per essere appena arrivato.
I tre sospetti vietcong stavano in ginocchio senza bende sugli occhi e senza proiettare ombre sulle pozzanghere. Il tetto di tegole
della villa era crollato su s stesso, e un armadio di quercia spuntava fuori da una finestra facendo spenzolare nelfango della
biancheria intima femminile di pizzo. Gli uomini avevano le
ginocchia legate e le mani annodate dietro la schiena. L'ufficiale
sudvietnamita camminava davanti a loro in un'uniforme cachi
fradicia e urlava nella sua lingua come un gatto isterico. I tre uomini stavano in ginocchio in silenzio sotto la pioggia, il viso orientale che non lasciava trasparire nulla, come una pietra sul collo.
L'ufficiale colp con la pistola un sospetto, spaccandogli la testa.
Morrison accese una Camel. L'uomo stava in ginocchio in una pozzanghera senza pantaloni. Il sangue gli colava dalla fronte
e si mescolava alla pioggia. Gli altri due stavano in ginocchio in silenzio. L'ufficiale aveva appoggiato la canna della pistola al cocuzzolo della testa dell'uomo e spar in modo che le pallottole
la scalfissero. Il vietcong rimase impassibile mentre perdeva conoscenza e le raffiche crepitavano contro il muro. L'ufficiale e i suoi uomini ridevano come ragazzi. Fumando, Morrison osserv
il vietcong cadere in avanti come se fosse ubriaco. Era un po' spaventato da quanto poteva sopportare un corpo prima di cedere. Il vietcong era ancora vivo quando l'ufficiale pass al successivo.
Morrison si allontan lungo lo stretto sentiero aperto nella strada dagli spazzaneve e raggiunse i parcheggi di camion della
Cermak Avenue, dove il guardiano di notte con l'ernia sedeva
in silenzio nel gabbiotto a vetri giallo della guardiola accanto
a una rete di recinzione. Morrison era immerso fino alle caviglie nella neve sudicia del canale, mentre il fil di ferro arrotolato
in cima al recinto gli gocciolava sulla testa. Cosa potrebbe
fare una pistola alla faccia di un negro senza nemmeno ucciderlo. Lott contro il desiderio di ricordare il nome della sua ex moglie; poi non riusc a ricordare molto di pi sul suo conto. Al passaggio dell'inquietante sconosciuto il guardiano di notte nel gabbiotto si gratt le sopracciglia e si tenne il fianco,
come per impedire alle budella di sgusciare fuori. Morrison
aveva gli occhi rossi. Sapeva di avere un brutto aspetto, forse da folle, come un uomo sul punto di annegare.
I ragazzini davanti al negozio di liquori all'angolo erano dei neri magri dagli occhi duri, e le loro ombre si allungavano sulla
neve sciolta ridotta in poltiglia. Le vetrine erano illuminate fiocamente e ricoperte di manifesti di Hennesey e King Cobra,
e piccoli fori di proiettile punteggiavano la porta a vetri.
I ragazzini chiacchieravano animatamente fuori dal negozio di liquori, dove si erano piazzati per convincere qualche ubriaco a comprargli dell'alcol.
Morrison scol in tre sorsi quasi tutta una bottiglia da mezzo
litro di J&B, quindi attravers la strada diretto verso di loro.
Barcollava per l'effetto ritardato dello scotch e cercava di guardare dritto davanti a s. Le buche nel marciapiede erano coperte da pannelli di compensato. Rimase sulle tavole a guardare i ragazzini finch questi non tacquero. Il pi alto di loro socchiuse gli occhi e sbirci fuori dal cappuccio del suo giubbotto di pelle. Alle orecchie aveva due grossi cerchi.
Sera, agente, disse.
Morrison sbatt forte le palpebre e i tre ragazzini traballarono
come ombre di luci intermittenti.
Vuoi farti succhiare il cazzo, agente? chiese uno di loro.
Gli altri si coprirono la bocca e i loro corpi furono scossi dalle risa, come se si spaccassero in due. Morrison si avvicin, il cielo e il marciapiede che si chiudevano su di lui come una morsa.
Noi non succhiamo il cazzo ai poliziotti, disse uno di loro.
Sembrava che avesse la faccia plasmata nel liquame. Si tir gi il cappuccio. Aveva la testa coperta di treccine.
Morrison tast la sua '38.
Mettete il cazzo contro il muro, disse. Tutti voi stronzi.
Il poliziotto tirchio vuole incularci gratis, disse il ragazzino.
Fate come vi ho detto, ciucciacazzi.
Sentitela, questa troia ubriaca.
Contro il muro.
Il poliziotto non sa nemmeno fare lo sbirro.
Mentre lo scotch appannava la vista di Morrison e fondeva
la notte, il ragazzo gli si scagli contro. Aveva gli occhi offuscati
dall'alcol da quattro soldi, come se quel giorno si fosse
gi ubriacato due volte. Morrison stava cercando di afferrare la pistola, quando il ragazzo lo placc. Finirono insieme
sul marciapiede coperto di neve. Morrison era steso supino
sul ghiaccio e annusava il proprio sudore freddo, l'odore
stantio di birra nel proprio alito. Il nero lo colpiva alla testa, precisi diretti sferrati con grossi pugni. Morrison rotol sul fianco in un diluvio di calci e risate sguaiate. Il ragazzo si alz e gli moll un calcio in faccia con il tacco dello stivale. Morrison
sent il sapore del sangue. La neve gli si ammucchi sulla
faccia mentre giaceva immobile e sentiva mani leste che lo perquisivano in cerca del portafoglio. Chiss perch lasciarono
la pistola. I fiocchi di neve cadevano gi dalla notte grigioazzurra
come pezzi di nuvola rotta.
Jack Tyne e Keller erano stesi supini sulle loro brande la notte prima del congedo, la notte in cui era stato deciso di picchiare
a sangue Thomas per la sua presunta omosessualit. La finestra era aperta sulla calda notte ventosa piena di muti lampi
estivi, il cielo scuro lacerato da saette sottili e vicine. Nel corridoio Cross, il soldato con la gamba zoppa di corv, continuava
a perdere il controllo della pulitrice per pavimenti che scivolava sulla cera sgocciolata e andava a sbattere contro le porte delle stanze. Pecha, il tossico della seconda squadra che quell'anno era stato tre volte soldato scelto, grid attraverso la porta che Cross succhiava il cazzo alle scimmie e mangiava la passera alle puttane e avrebbe perfino pagato per leccare il buco del culo alle grasse signore nere che lavoravano allo spaccio militare, anche se avevano pi peli in faccia dello specialista
John Anthony Dominic Donatelli di South Philadelphia,
il soldato che il sergente maggiore faceva radere due volte al giorno, il viso perennemente coperto da un'ombra.
Cross fece sbattere la pulitrice contro la porta di Pecha finch il tossico non grid soltanto testa di cazzo e ciucciacazzi e figlio
di puttana, e poi realizz che il silenzio avrebbe portato silenzio e chiuse il becco.
Jack guard Keller, che faceva finta di dormire, poi i loro zaini pronti buttati contro la parete. Keller con gli occhi di Tom Cruise e il sorriso intonato. Keller il ragazzo senza talento
che parlava svelto, che non si era raffermato ma probabilmente
l'avrebbe fatto l'indomani in un ultimo impeto di
sentimentalismo. Keller spaccone e atleta universitario fallito, a cui Jack era stato unito per quattro lunghi anni e che a partire
dal giorno dopo non avrebbe neppure attraversato la strada
per vedere mentre si tagliava i polsi. Dodici ore e sarebbe finito tutto; Jack non avrebbe pi dovuto guardare il suo sorriso
da conduttore di quiz a premi e vedere l'uomo che avrebbe
potuto salvargli la vita, facendo fuori il muso giallo o il russo
o l'ispanico che gli aveva puntato alla testa il suo AK47. Per quattro anni Jack era stato amico di tutti, perch non si poteva
mai sapere quando avrebbero lasciato cera per pavimenti e pennelli per passare alle granate dirompenti e ai proiettili veri, trasformandosi da custodi a killer nel giro di poche ore.
Quando Cross fin con il corridoio e ripose la pulitrice nel ripostiglio del plotone, Keller si mise a sedere sulla branda. Si infil una felpa nera con il cappuccio anche se faceva caldo e si avvi verso la porta, lasciando cadere due saponette in una calza prima di annodarla. Quindi aspett che Cross con la sua gamba rotta zoppicasse gi per le scale e fumasse una sigaretta
con il sergente di giornata maledicendo il suo stato. Jack Tyne si gir su un fianco con il lenzuolo che gli si attorcigliava
tra le gambe, mentre Keller apriva la porta e usciva nel corridoio
scintillante.
Quella sera Jack e Keller avevano fatto per l'ultima volta la fila per il rancio, con i cuochi che colpivano le mani dei soldati
famelici con le spatole e con i cucchiai per servire. Fatevi le seghe con quelle mani, soldati. Nei piatti bianchi fumavano contorni di granturco, fagioli bolliti, polpette di vitella impanate
e pur liofilizzato. Fredericks faceva la fila per i piatti che venivano preparati sul momento, impaziente come un cane, esprimendo ad alta voce la speranza che i cuochi non finissero gli anelli di cipolla prima che venisse il suo turno di ordinare un hot dog al chili, il pasto che consumava due volte al giorno da quando era arrivato al battaglione. I soldati affamati imprecavano
contro i cuochi, che si muovevano con aria insonnolita come gatti e sorridevano mentre distribuivano riso da ampi recipienti,
riso salato soltanto dal sudore che colava gi dai loro avambracci tatuati. Jack e Keller si misero in fila con i loro vassoi
e si diressero verso il massiccio recipiente del caff, con cinque
zipoli che servivano quello che i sergenti maggiori chiamavano
succo del firmaiolo, acqua santa, sbobba.
Lo scorso sabato pomeriggio Gilligan cercava guardie extra per il parco macchine, disse Keller a Jack. Aveva preso i passepartout
nell'ufficio del sergente maggiore, perch nessuno dei nuovi arrivati rispondeva quando bussava la prima volta. Sai come: quando il responsabile degli alloggi viene a cercare guardie,
tutti i topi di baracca sgusciano fuori delle finestre e si nascondono
negli armadietti a muro. Ricordi quando beccai Fredericks
con il suo sorrisetto idiota appeso al davanzale della finestra come se stesse facendo sollevamento sulle braccia?
Quel rottinculo era talmente sbronzo che sbavava. Gilligan comincia
ad aprire le porte senza trovare nulla oltre alle tende che sventolano nelle finestre aperte. Sente il fottuto casino che fanno
i nuovi atterrando sull'erba sotto le finestre del secondo piano.
Nessuno era in stanza tranne il tuo amico Thomas. Quel finocchio
era steso tutto spogliato sulla branda e si smanettava il suo cazzo da finocchio davanti a riviste piene di tizi nudi in giubbotti
di pelle e cappelli da poliziotto. Thomas ci dava gi di brutto.
Gilligan si  limitato a dirgli che avrebbe fatto meglio a lasciar
stare l'uccello, a trovare le calze e a presentarsi entro cinque minuti in fondo alle scale pronto a eseguire gli ordini.
Quando i passi pesanti degli scarponi risuonarono nel corridoio,
Jack si gir due volte nella branda. Venivano per Thomas,
e Jack immagin che fossero in cinque, le facce come bacon
crudo, le teste rasate nascoste nei cappucci delle felpe nere. Due per tenerlo e tre per picchiarlo; era cos che si faceva.
Avevano i passe-partout del sergente maggiore, che tintinnarono
sonoramente nella baracca silenziosa prima che la porta di Thomas si aprisse e si richiudesse rapidamente. Tutto
sarebbe stato fatto nel modo pi veloce e umano, per quanto
potesse esserlo una pestata, che dura solo un minuto. Jack fiss la sua ombra ammassata contro la parete di blocchi di cemento grigi, e vide Thomas che veniva imbavagliato con la maglietta appallottolata e bendato con un cerotto applicato sugli occhi bagnati e avvolto intorno alla faccia, poi lasciato supino e legato con il nastro adesivo alla branda di legno, in modo che il suo corpo delicato potesse ricevere i colpi del sapone
Ivory infilato nella punta delle calze verdi dell'esercito, la faccia che si contorceva come quella di un epilettico durante
un attacco. Jack si copr le orecchie con entrambe le mani
e si rigir, affondando il viso con gli occhi spalancati nel cuscino,
finch non vide una miriade di macchioline.
Mia madre era in piedi a finire una sigaretta quando io e Gina
tornammo dalla clinica dell'aborto, a Chicago. Indossava una vestaglia rosa che non si era sfilata per tutto il giorno; aveva
i capelli arruffati di chi ha dormito. C'erano un cuscino e una coperta sul divano verde, un bicchiere di vino da pasto sul tavolino.
La casa era buia, a parte la luce bluastra della TV. Gina pass davanti a nostra madre, le gambe cos magre che le cosce non si toccavano mai, e percorse l'ingresso attraverso le nuvole di fumo diretta alla sua stanza come una figura che svanisca nella
nebbia. Sembrava poco pi di un'ombra, con la consistenza di una raffica di vento, talmente staccata dal mondo che ormai nulla poteva toccarla. Dove pensava che avessero messo il feto morto? Dove pensava che andassero a finire?
Guardai mia madre spegnere la sigaretta in un portacenere sul tavolino come se volesse bruciare il vetro. Mentre continuava
a stropicciare il mozzicone schiacciato, mi sbottonai il giaccone
di lana scozzese.
Stai sgocciolando per tutta questa maledetta casa, disse.
Venne verso di me con uno strofinaccio stretto nella mano. La luce della TV alterava i colori, facendo diventare il fumo di sigaretta
blu, bianco, rosso. Si inginocchi e strofin via le gocce dal linoleum, raccogliendo una foglia morta che mi era caduta dallo stivale. Volevo chiederle se fosse capace di strofinarmi via di dosso quella giornata, quel momento della mia vita che mi stava
diventando impossibile dimenticare. Strofin e strofin, questa
donna che non sopporta le ditate sui muri e i cuscini fuori posto.
Fuori i rami degli alberi, neri di pioggia, si piegavano al vento. Mia madre si alz con lo strofinaccio appallottolato nel pugno, pi bassa di me di tre teste. Il fumo e il vino da pasto le avevano arrossato gli occhi.
Hai una sigaretta? chiese.
Presi una Marlboro dalla tasca del giaccone, gliela porsi e l'accesi con un fiammifero umido. Aspir e soffi fuori il fumo con il viso increspato, come se fosse disgustata.
Non so come fai a fumare questo schifo, disse.
Non sei obbligata a farlo, replicai.
Sono maledettamente forti.
Fumava e guardava fuori dalla finestra con le labbra tremanti.
Il vento faceva volare la pioggia dai rami degli alberi. Si strinse
le braccia intorno al seno. Avrei potuto dirle qualcosa, ma non lo feci. Volevo che rabbrividisse accanto alla finestra piena di spifferi, con gli occhi gocciolanti come gli alberi.
Un paio di mesi fa Billy Mahone si  infilato tre volte nella finestra di Gina, disse. L'ho sentito. E stato quel piccolo figlio di puttana a metterla incinta.
I suoi occhi offuscati mi guardavano riflessi nella finestra.
La pioggia cadeva obliqua attraverso la scura immagine del suo viso. Cosa pu fare all'anima una vita di sconfitte.
Devi andare da quel piccolo bastardo, Jacky, disse. Sei suo fratello e lei non ha il padre.
Mia madre premette la faccia contro la finestra, appannando il vetro con l'alito, avvicinandosi sempre di pi come perfondersi con il proprio riflesso. Non mi guard quando uscii dalla porta d'ingresso e il vento spinse in casa la pioggia e le foglie morte.
Mi avviai lungo la strada sotto i rami curvi dei salici e tagliai attraverso un terreno dietro le case fino alla via successiva, mentre
la pioggia si trasformava in una nebbiolina densa. Volevo crederle, perch un ragazzo carino come Billy Mahone avrebbe potuto benissimo inguaiare la sorella di chiunque. Aveva diciannove
anni e capelli lunghi e soffici da ragazza - il tipo che voleva che le superiori non finissero mai perch in qualche modo
sapeva che quelli erano gli ultimi giorni in cui poteva sognare di diventare una star del rock and roll. Lavorava al deposito di legname caricando tavole e pannelli di compensato dietro ai pickup delle imprese di costruzione, mentre i vecchi indicavano i suoi capelli e gli chiedevano se si accosciava per pisciare. Lo vedevo
girare per Watega sulla Camaro bianca che aveva rimesso in sesto nell'officina della scuola, pi stucco che metallo, sempre
con una ragazzina vanesia che giocava con i suoi capelli. Il venerd sera andava in giro con gli occhiali da sole, cantando insieme
allo stereo a tutto volume, facendo il gigione come se avesse scritto di suo pugno le canzoni rock che cantava. A ogni modo, non mi era mai piaciuto.
Aveva ricominciato a piovere e sentivo l'odore della strada bagnata e degli scarichi delle macchine che indugiavano nell'aria. Mi infilai tra due basse villette in mattoni e mi accesi una sigaretta al riparo dal vento. I nidi di uccello cadevano dalle
querce sottili. Andai nel vicolo e tolsi il coperchio di metallo a un bidone dell'immondizia. Per un attimo tornai bambino, con il coperchio per scudo e un pezzo di scopa trovato in un mucchio
di spazzatura per spada. Sferrai un colpo contro la mia ombra
proiettata vagamente sulla porta di un garage, quasi fossi un cavaliere. Ma il fumo della sigaretta in bocca mi bruciava gli
occhi, mentre le sirene pomeridiane della Roper Stove e della General
Foods chiamavano al lavoro il secondo turno. Tutto questo
mi riport al perch ero nel vicolo dietro Euclid Street. Sputai
il mozzicone in una pozzanghera e mi diressi verso la casa di Billy Mahone. La pioggia allagava i giardini sul retro e cani bagnati
aspettavano in silenzio nelle verande, mentre le loro ciotole
si riempivano d'acqua. Agitai il coperchio contro le gocce nel modo in cui un pugile si allena contro l'ombra.
Volevo fargli del male perch nei suoi occhi c'era una mollezza
che la vita non aveva sfiorato. Lo odiavo per come se ne andava in giro per Watega a bordo della sua Camaro bianca, cantando le canzoni della radio con ragazze carine a cui piaceva farsi scompigliare i capelli dal vento, mentre io camminavo nei vicoli sapendo che in realt la vita non era altro che un marine con la pancia squarciata che fissa nel vuoto come fanno i morti.
Come poteva andarsene in giro in macchina e bere birra e parcheggiare
sulle rive scoscese del fiume per scoparsi ragazze minorenni
sul sedile di dietro? Non lo conoscevo nemmeno, ma odiavo quello stronzo perch era abbastanza stupido da godersi la sua giovinezza e guidare la Camaro tanto per fare. Doveva capire
che gli uomini non erano molto migliori dei cani. Volevo che sapesse almeno questo.
Era un'ora dopo l'imbrunire quando la Camaro con doppio scappamento di Billy entr nello spiazzo ricoperto di ghiaia dietro la villetta dei genitori. La luce della porta sul retro riluceva
indistinta nella nera cortina di pioggia. Ero fradicio per essere stato accovacciato dietro una catasta di legna tra mucchi di cacche di cane sciolte dalla pioggia. I miei pensieri presero strane direzioni, finch non smisi di pensare, la mente ridotta quasi a un brandello di notte. Aveva i finestrini fum, e con la pioggia cos fitta non c'era modo che mi vedesse. Rimase un po' in macchina per sentire la fine di una canzone alla radio.
Ero diventato vuoto, fatto di paglia, un buon soldato. Puoi
convincerti di tutto, perfino delle tue stesse bugie, non ci vuole
granch.
Lasciai che Billy scendesse dalla macchina e chiudesse lo sportello prima di assalirlo senza fare rumore. Guardai la mia ombra muoversi con me. Billy aveva i capelli lunghi raccolti in un berretto da baseball, e il mio primo colpo con il coperchio del bidone dell'immondizia glielo fece volare dalla testa mandandolo
a finire in una pozzanghera. Cercai di colpire il suo bel viso
come mi ero esercitato a fare, dall'alto alla testa, dal basso alla
mascella. Ora Billy aveva i capelli sugli occhi, bagnati dalla pioggia e dal sangue che gli usciva dal naso. Croll in ginocchio e cadde tre volte sulle mani. Aveva gli occhi chiusi. Non sapeva chi lo stesse picchiando.
A cuccia, cane, gli dissi. Ho detto a cuccia.
Strisci nella pioggia mentre martellavo il suo corpo snello, le dita intorpidite per aver tenuto il metallo freddo senza guanti.
La ghiaia del vicolo gli macchi i jeans di grigio. Tossiva e sputava e io ridevo come un degenerato. Poi si accasci su un fianco, le gocce di pioggia che gli colavano sul viso macchiato di sangue come sudore. Non sentivo niente. Scaraventai il coperchio
del bidone dell'immondizia nell'oscurit e corsi a casa per la strada da dove ero venuto.
La mattina seguente un tenente dell'MP di nome Stangel e il comandante della compagnia entrarono nella stanza della baracca con gli sguardi ansiosi di uomini affamati che devono
finire un lavoro prima di mangiare. Keller grid l'attenti con voce tonante, e lui e Jack batterono i tacchi sulle lucide mattonelle del pavimento. Indossavano le uniformi verdi da cerimonia con i pantaloni infilati in scarponi da lancio tirati a lucido. Il capitano Merkel, il comandante della compagnia, incroci le braccia sul petto in modo che il distintivo di West
Point brillasse alla luce del sole che entrava obliqua attraverso
i vetri della finestra. Era un ufficiale di tempo di pace, promosso unicamente perch sapeva correre la maratona e all'esercito piacevano i buoni corridori. Controll i nastrini sulle uniformi di Jack e di Keller per fare sfoggio di osservanza
del regolamento, come un anziano di West Point, sempre pronto ad angariare gli allievi del primo corso e a dargli dei cacasotto. Aveva gli occhi disegnati come buchi di culo sul viso.
Il tenente dell'MP aveva la faccia sottile e sospirava annoiato,
dopo aver parlato del pestaggio del soldato semplice Andrew Thomas a una sessantina di soldati, ognuno dei quali
aveva dichiarato di cadere dalle nuvole. Lasci Jack e Keller
sull'attenti e li guard senza sospetto n ironia.
Ieri notte il soldato semplice Thomas, disse l'MP,  stato trovato mentre vagava per Ardennes Street con gli zigomi rotti
e una borsa militare piena di abiti civili. Voglio sapere chi  stato a organizzargli la festa.
 successo questo, signore? chiese Keller.
Il tenente della MP guard il pavimento come se cercasse un posto dove sputare.
Come mai sapevo che avresti risposto cos? disse. Scommetto
che anche tu dormivi, magari sognando dei fottuti lecca
lecca.
Sissignore, fece Keller. Dormivo.
L'MP guard Jack mentre il comandante di compagnia perquisiva la stanza in cerca di potenziali note di biasimo, come
aveva imparato a fare a West Point.
A che ora era a letto il caporale Keller? chiese.
Nel pavimento lucidato a cera Jack vide s stesso appeso a testa in gi sotto Keller. Sent un vuoto allo stomaco. Non riusciva a inghiottire. Sapeva che era tutta scena che faceva tra s e s, perch aveva gi deciso di mentire.
Alle 22,00, signore, disse.
L'MP sospir pesantemente e alz gli occhi al cielo. Il
comandante di compagnia guardava nel corridoio, mentre il resto
della Compagnia Bravo aspettava nelle stanze di essere interrogato. Aveva le mani sui fianchi, il distintivo di West Point sempre in bella mostra. C'era poco altro da notare nel capitano Merkel, e forse ne era perfino consapevole.
Sei a conoscenza di una qualsiasi attivit omosessuale riguardante
il soldato semplice Andrew Thomas? chiese a Jack l'MP.
Nossignore, rispose Jack.
 la solita storia, non  vero, soldato? disse l'MP. Una brutta caduta. Una scivolata sul sapone.
Non saprei, signore.
Certo che no, soldato. Non sei pagato per sapere, sei pagato
per fare. E a volte fate tutti maledettamente bene. Non c' altro.
Il comandante di compagnia era gi nel corridoio, quando l'ufficiale dell'MP si gir e varc la soglia. All'MP non gliene frega quasi un cazzo, pens Jack. Non proprio niente, ma quasi. Keller diede l'attenti mentre Jack guardava fuori dalla finestra. La Compagnia Alpha stava marciando nella piazza d'armi dopo una lunga corsa, i soldati erano esausti e sembravano
disidratati, le T-shirt scurite dal sudore. Cantavano in cadenze sonore, con le braccia che dondolavano in formazione
come strofinacci sporchi. Se sul fronte russo devo morire,
con una fica russa fammi seppellire. Quando i passi dell'ufficiale
svanirono lungo il corridoio, si sedettero sulle brande accostate alle pareti e si accesero una sigaretta, usando il coperchio
di una scatoletta di lucido per scarpe Kiwi come portacenere.
Porca troia,  filato tutto liscio, disse Keller.
Fece il suo sorriso da conduttore di quiz a premi e diede un calcio agli zaini ammucchiati ai piedi della sua branda.
Jack lo fiss e annu, poi guard il fumo che si spandeva
nell'intensa luce del sole. Keller socchiuse gli occhi per il fumo
e and su e gi per il corridoio con la sigaretta.
Abbiamo sempre tenuto la stanza pulita, Jacky, disse. Pi pulita di quanto questi stronzi abbiano mai visto. Merkel non ha potuto trovare un cazzo di niente. Ufficiale rompicoglioni
di merda.
Gi, disse Jack. Proprio cos.
Non potranno dire niente sul nostro conto quando ce ne saremo andati.
A che ora hai il volo? disse Jack.
Keller si sedette e tenne il coperchio del Kiwi sotto la sigaretta.
Fece per rispondere, ma gli si riempirono gli occhi di lacrime,
come se si rendesse conto di essere completamente perduto.
Faticheranno a trovare un granello di polvere in questa stanza, disse Keller. L'abbiamo ripulito per bene questo posto
del cazzo. Non  vero, Jacky?
Vero.
Ci verranno a stare due sacchi di merda, lo sai, disse Keller.
Due reclute bastarde col cazzo moscio.
Potrebbe essere.
Due grossi pezzi di merda.
La sigaretta faceva dolere la testa a Jack, ma la fum per tenere le mani occupate.
Sai, disse Keller, non mi sento tanto sicuro di voler partire
oggi.
Jack scosse via la cenere e la lasci cadere sul pavimento.
Non gliene importava pi niente. Keller versava qualche lacrima,
mentre il viso gli si copriva di un rossore lucido. Fece un sorriso forzato, ma gli tremavano gli angoli della bocca.
Sono un buon soldato, disse.
Stavano seduti. Nessuno dei due parlava. Ben presto l'ultima
sigaretta insieme fu fumata. Jack schiacci il mozzicone
nel coperchio e si alz per strofinarsi via la cenere grigia dalle
cosce dei pantaloni. Le mani di Keller tremavano mentre si accendeva un'altra sigaretta con il mozzicone, guardando Jack che si metteva lo zaino in spalla. Aspettava che dicesse qualcosa, e Jack lo sapeva.
Quanti lanci abbiamo fatto insieme, Jacky? chiese Keller.
Ottantasei, senza contare i cinque alla scuola di lancio.
Ricordi quando facemmo la marcia a squadre di venti chilometri
in due ore e cinque minuti? Stabilimmo il fottuto record
del battaglione, quel giorno. Ricordi che il sergente maggiore
e il vecchio vennero alla mensa e pranzarono proprio con noi?
Certo.
Ma a partire da oggi niente di tutto questo significa pi un cazzo, disse Keller.
Dipende da chi ti star a sentire.
 finita, Jack. Non  vero?
S.
Anche se rimango nella compagnia per altri tre anni, non sar pi la stessa cosa. Saranno tutti congedati o trasferiti. Dicono
che perfino il sergente maggiore si prepara ad andare in pensione. Ma l fuori non gliene frega un cazzo a nessuno.
Hai ragione, disse Jack.
Guard Keller che fumava come se avesse bisogno della nicotina per respirare.
Perch avete pestato Thomas? chiese Jack.
Non lo so. Forse per la vecchia compagnia.
Fai buon viaggio, Killer.
Jack gli fece un cenno del capo e lasci la stanza prima di dovergli stringere la mano. Il suo riflesso lo segu lungo tutto il corridoio fino alla scala, e nel guardarlo si sent quasi come si era sentito all'idea di stringere la mano a Keller.
I cani turbavano i sogni di Morrison, che non riusciva a dormire
un'ora di fila. Aveva allucinazioni nelle quali branchi di cagnacci con la schiuma alla bocca e senza occhi lo inseguivano
tra i palazzi della citt. La notte prima si era svegliato e ne aveva sentiti abbaiare cinque nel vicolo dietro la Monroe e la Sagamon. La sua stanza d'albergo era un tugurio senza luce e lui giaceva sul materasso nudo, aspettando di morire straziato
dai cani. Ma nel vicolo era tornato il silenzio. Sapeva che non c'erano stati n cani n rumori. La stanza non era ancora illuminata dalla pallida luce grigia del mattino. Aveva ascoltato
il proprio respiro, timoroso di chiudere gli occhi, perch sapeva
quale forma avrebbero preso i suoi sogni.
Quando era marine in Vietnam, nel plotone c'era un
radiotelefonista, un indiano del Nuovo Messico, che sosteneva senza vantarsi che suo padre era il pi gran sant'uomo acoma(5) del loro pueblo. Aveva il viso piatto, come se non avesse
zigomi, e a ventun anni aveva gi le rughe per il forte sole.
Era un camminatore instancabile, beveva poca acqua e mangiava
le cavallette come un gatto. Era stato il padre a mandarlo
in Vietnam, perch il vecchio percepiva le anime erranti
di tutti gli uomini del posto che erano morti tanto lontano dai loro antenati. Bisogna danzare per i morti. Questo
era il suo unico scopo in Vietnam, e si offr volontario per trasportare la radio in modo da non dover uccidere soldati
dell'esercito nordvietnamita o vietcong. Portava le sue cose in una piccola borsa di pelle appesa al collo e perfino i due
lakota(6) delle Black Hills del South Dakota credevano che fosse
matto per come cantilenava, e si univano agli altri marine quando lo chiamavano Grande Capo o Tonto.
Dopo la battaglia di Hue, il plotone di Morrison sgombrava
i tunnel usati dai nordvietnamiti per infiltrarsi in citt mandando cani randagi a far saltare le trappole esplosive. I
marine si conquistavano la fiducia dei cani con il prosciutto delle razioni in scatola e li mandavano a morire ridendo. Facevano
scommesse su quanti minuti avrebbe impiegato un cane
a far saltare una granata innescata, a cadere in un punjipit(7), a essere morso da un serpente corallo legato al soffitto del tunnel. Alcuni dei cani ci mettevano mezz'ora a morire, soprattutto
quando si impalavano sui paletti dei punji-pit, lamentandosi
per lunghi minuti. Questo rattristava molto il ragazzo
acoma, che rimaneva pi pensoso che ferito. Disse ai marine che il cane era un dono di amicizia e amore da parte dello Spirito Che  In Ogni Luogo, e che in questo modo facevano
guerra al suo amore. Un giorno, disse, i sogni di tutti loro sarebbero stati infestati da cani con occhi freddi e selvaggi,
che li avrebbero attaccati in branchi silenziosi. Morrison
rise insieme agli altri.
Morrison era steso sulla schiena e ascoltava il cuore che si sollevava sotto lo sterno. Nella settimana precedente si era svegliato e aveva visto i cani per la prima volta. Era avviluppato
in un lenzuolo sudicio, strafatto di cocaina. Le sagome nere correvano davanti alle loro ombre ancora pi scure, i denti gialli brillavano nell'afa notturna grondanti di bava. La stanza gir, l'aria si riemp dell'odore di cani caldi e bagnati
che gli mordevano e laceravano le gambe e la faccia sudata.
Sent formarsi profonde ferite e le mani scostarsi bagnate dal viso dopo averlo toccato, ma non vide sangue. Non voleva morire straziato dai cani rabbiosi, ma sulle sue gambe: un marine,
un poliziotto. Per qualche tempo dorm con una pistola fissata alla mano con del nastro adesivo, finch una notte sent l'abbaiare isterico e si svegli premendo il grilletto senza mirare.
La bocca della pistola lampeggi. Spinse il grilletto finch
il cane dell'arma non scatt sul cilindro vuoto. L'intonaco
crepato sopra la finestra era cosparso di fori di proiettile, i vetri rotti riflettevano la luce della strada dalle assi imbarcate del pavimento. Si alz e barcoll verso la finestra, il corpo inondato di un sudore acido, la pistola che fumava nella mano
floscia. Abbass lo sguardo sulla strada, dove una puttana grassa colpiva con un coltello la porta di un negozio sbarrato da tavole, gridando nell'afa desolata.
Rimase seduto sveglio a lungo, terrorizzato all'idea di stendersi.
Una volta gli sembr di sentire abbaiare oltre la strada e le rotaie della sopraelevata, ma non ne fu sicuro. Quando un camion del latte avanz rumorosamente per la Monroe facendo
scattare l'allarme di un auto, credette di sentire abbaiare in mezzo a quello strepito. Fiss la finestra aperta e aspett l'alba
grigiastra, appoggiando la canna della pistola al suo teschio pulsante da molte angolazioni diverse.
Di notte Morrison batteva le strade e non vedeva mai la luce
naturale. Baratt i suoi stivali con scarpe da pallacanestro di cui tinse di nero i lacci con lucido da scarpe, in modo da non fare rumore mentre si avvicinava furtivamente alle stanze
dei ladruncoli dagli occhi spenti nei corridoi bui degli alberghi
per clienti di passaggio, spaccando le porte con un'accetta
da pompiere quando i suoi colpi rimanevano senza risposta. Potevano fregare i greci, ma a lui non lo avrebbero
mai fregato. Lui indossava i colori della notte, jeans larghi e T-shirt, e a mezzanotte si volatilizzava nell'aria di Greek Town lungo Halsted Street, dove ogni mattina i camerieri lavavano
via con il tubo dell'acqua il piscio degli ubriachi dal marciapiede davanti ai loro ristoranti. I giocatori al verde, i grassoni eccitati dal rischio, cercavano di sfuggire a Morrison dormendo completamente vestiti accanto alle finestre aperte sulle scale antincendio. L'ex poliziotto comprava le guardie giurate e i portieri di notte perch bussassero al suo posto mentre lui si arrampicava sulle scale antincendio, sorprendendo
i ladruncoli a una notevole altezza dalla strada con il braccio teso e la '38 in pugno. Quelli lo supplicavano di lasciarli
vivi con scene pietose, e Morrison sperava segretamente
che uno di loro lo facesse fuori.
Con una tasca piena di soldi, orologi e anelli di poco valore Morrison si incammin verso il deposito di carne del greco a Fulton Market per dargli la sua parte. Imbocc un vicolo di mattoni scuri a nord di Madison Street, dove barboni di tutte le razze, fuori di testa per aver bevuto lattine di combustibile, aspettavano un panino con la mortadella e una mela fuori da un ricovero per poveri. Avevano gli occhi rossi, le labbra nere di sporcizia. Vento caldo soffiava da sud e i tuoni rimbombavano
intorno a Chicago senza promettere pioggia. Il cielo era diafano. Puttane smunte che facevano marchette per dieci dollari
lo chiamavano dalle soglie di magazzini. Lui nutriva sogni di possibili imboscate, di uomini con fucili a pompa o pistole automatiche in tutte e due le mani che lo uccidevano sotto le travature scure della sopraelevata di Lake Street. Immagin uomini senza volto che si bevevano i suoi soldi in bar senza nome,
mentre lui si alzava in volo tra le nuvole notturne verso il buco nel cielo che conduceva in paradiso. Sentiva i vagoni passare
alle sue spalle con lo strepito di un disastro immaginario.
Piet  ci che ho mostrato loro mentre se ne stavano l con le
budella che macchiavano le macerie, dopo che il carro armato li aveva buttati gi dalle fiancate per uccidere altri musi gialli.
Piet  ci che chiedo loro adesso.
Due ragazzi neri lo guardarono risalire Morgan Street verso
le rotaie della ferrovia. Erano seduti in due su una bicicletta
scassata, il sellino svuotato dell'interno di gommapiuma
e ridotto a un lungo pezzo di metallo sgangherato. In mezzo a un groviglio di erbacce accanto alle rotaie era parcheggiata
la macchina di alcuni messicani, che ora erano seduti
sul cofano e ridevano, bevendo lattine di birra e pisciando
alla luce balenante dei treni dei pendolari. Nessuno dei due ragazzi neri indossava una camicia, n aveva i lacci alle scarpe da tennis. I loro corpi allampanati avevano gi un bel tono muscolare. Il pi piccolo piangeva e il suo amico smilzo scuoteva la testa disgustato.
Chiudi il becco, Kenjuan, disse l'amico. Danny Irish ti sentir.
Kenjuan tir su il moccio e fiss la strada piena di buche.
Se non chiudi il becco te ne vai a piedi, disse l'amico.
Danny Irish ti far pagare per camminare sulla sua strada.
Morrison si mise davanti ai due ragazzi fumando. Un leggero
vento soffiava sui mucchi di sacchetti dell'immondizia e mattoni rotti. Kenjuan li guard con occhi offuscati. L'amico tese le lunghe gambe per mantenerli in equilibrio sulla bicicletta.
Gli ho detto che l'ammazzerai, disse l'amico a Morrison.
E lui non ha denaro per pagarti.
Vacci piano col tuo fratellino, disse Morrison.
Non  mio fratello. Sta con noi e basta.
Vacci piano comunque.
Non l'ho nemmeno toccato. Ma potrei. Non sopporto questi pianti.
Le lacrime alteravano la vista di Kenjuan. Morrison sapeva
che il ragazzo percepiva il mondo come attraverso un vetro rovinato. Si rivide seduto dietro a suo fratello fuori del
Comiskey Park su una bicicletta che avevano rubato ai ragazzi italiani alla Notre Dame Academy, occupato a chiedere spiccioli
agli ubriachi dopo una notte di scorribande.
Perch piange? chiese Morrison.
Quegli ispanici laggi hanno un cane che sta morendo, disse
l'amico. E stato investito da una macchina o da qualcos'altro
e se ne sta steso l tra le erbacce. Kenjuan pensa che sia il suo vecchio cane, e io continuo a dirgli che non ne ha mai avuto
uno.
Morrison infil una mano in tasca e porse una banconota da venti dollari all'amico.
Dividila con lui o ti ammazzo, disse.
Veramente  mia.
 sua e tua.
 quello che volevo dire.
I ragazzi si allontanarono sulle gomme lisce, con le punte delle scarpe di Kenjuan che strusciavano sulla ghiaia e sulle buche piene di terra. Morrison si pass la mano sulla fronte e li guard. I loro corpi sparirono lentamente uno dietro l'altro, finch non si sent che il fruscio della catena. Si avvi verso le rotaie.
I messicani erano piccoli di statura e dalle lattine di birra gli sgocciolava sulle scarpe l'acqua fredda dei secchielli del ghiaccio. Dopo che i treni dei pendolari furono passati, pezzi
di carta sudicia volarono sulle rotaie come se scimmiottassero
il movimento dell'erba agitata dal vento. La macchina su cui erano seduti era blu con un parafango verde e della carta
crespa rossa era appiccicata con il nastro adesivo sugli stop. Due uomini stavano pisciando sulle lattine di birra vuote
senza guardarsi, i colli flosci per il gran bere. Il cane era tra le erbacce, tra l'ombra della macchina e il passaggio a livello
sollevato. Giaceva appallottolato su mozziconi di sigaretta e fogli di giornale a brandelli con le cosce straziate nere di sangue.
Aveva gli occhi vitrei, era assillato dalle mosche e muto, come rassegnato a soffrire prima di morire. Morrison vide che il cane aveva lo stesso sguardo degli ubriachi.
Un messicano robusto tracann la sua birra e scese barcollando
dal cofano della macchina. Morrison sapeva che si chiamava
Anselmo; macellava le capre per l'Ayala Meats sulla strada del mercato. I risvolti dei suoi jeans sbiaditi erano macchiati
di sangue e di grasso, di una poltiglia di trippa e cervello.
Si avvicin al cane. L'altro uomo beveva e parlava svelto in spagnolo senza fare alcuna attenzione a Morrison.
Ehi, Danny Morrison, disse Anselmo. Qualche figlio di puttana ha fatto davvero male alla mia dolce cagnetta. Aspetto
di vedere se vive o crepa. Mi sbronzo perch l'amo.
Il cane guard Morrison senza alzare la testa. Le mosche gli riempivano le orecchie rognose e gli strisciavano sui globi oculari. Morrison sapeva che era una femmina, perch vedeva
i capezzoli che avevano cominciato a inturgidirsi e lo stomaco
pesante e gonfio tra le zampe di dietro.
Da quant' che sta qui cos questo cane? chiese Morrison.
Anselmo rideva.
La mia cagnetta? disse. La mia cagnetta soffre da un bel pezzo. La mia cagnetta ha sofferto tutta la notte senza fare il minimo rumore.  stata con me tutta la vita;  innamorata. E
alla fine guarda un po' cosa le tocca: c' solo un ragazzino nero
a piangerla.
Gli occhi di Morrison e del cane si incontrarono. Occhi in cui l'oscurit era assoluta. Tir fuori la '38 dalla cintura e gli spar due volte a bruciapelo alla testa. La carcassa salt e si gir; la polvere si lev a onde. Anselmo rise e indietreggi vacillando,
rompendo il silenzio provocato dagli spari. Morrison
si infil di nuovo la pistola nella cintura e si volt con
un'espressione terribilmente triste. Non guard pi il cane.
Alcuni uomini risero, altri rovesciarono indietro la testa per farsi scorrere pi velocemente in gola la birra.
Anselmo si strofin via il sudore dalla guancia non rasata.
Le avevo detto di andarsene, disse. Gliel'avevo detto tante volte, ma la mia cagnetta mi amava troppo. Non ero l'uomo giusto per lei.
Morrison respir a fondo, come se si stesse tuffando sott'acqua.
Anselmo sorrise e prese una lattina di birra gocciolante dal secchiello del ghiaccio. L'ex poliziotto allung la mano.
Avanti, Danny Morrison, disse. Adesso c' la veglia funebre.
Faceva caldo, tirava vento e non era ancora l'alba, la mattina
in cui Jack Tyne torn nella contea di Watega, Illinois.
Guidava la Ford LTD che aveva comprato da Wilder attraverso
i campi all'estremit orientale della contea. La luna faceva
brillare i fusti ingialliti del granturco e i lampi muovevano
le loro ombre tra i solchi. La polvere sferzava il parabrezza come fosse pioggia, e Jack sentiva l'odore della siccit sulla campagna; ben presto con i colpi di tosse sput grumi di catarro
marrone di polvere. Chiuse i finestrini e guid attraverso
le due colonne di calcare che segnavano l'ingresso del Saint Joseph's Cemetery. La campagna era desolata, il granturco morto prima che i fusti raggiungessero l'altezza del ginocchio.
Il cancello di ferro battuto era aperto tra le alte erbacce. Il vento caldo succhiava le foglie avvizzite delle querce ai lati della carrozzabile che si inoltrava nel cimitero. Jack parcheggi
la macchina e scese. Sebbene fosse stato congedato da meno
di ventiquattro ore, l'esercito gli sembrava ormai lontanissimo.
Keller, Wilder e perfino Thomas erano praticamente morti per lui. Risal lo stretto sentiero tra i sassolini e i grovigli
di sanguinella, dove bandierine americane, marcite e rimaste
l dal Memorial Day, segnavano le tombe dei veterani morti. Sparsi sull'erba bruciata dal sole c'erano pezzi di fiori di plastica e vasi di polistirolo, che allontan a calci come se fossero lattine.
Le prime sbavature di alba grigia scivolarono sui campi mentre Jack raggiungeva la lapide disadorna di un veterano
piatta nella terra. Si strofin via la polvere dagli occhi e avanz lentamente. L'erba gli scricchiolava sotto gli scarponi. Rimase
in piedi nei suoi blue jeans nella luce pallida. Due corvi volarono
gracchiando verso i campi per rosicchiare i fusti di granturco rotti. Lungo le file di tombe c'erano le lapidi di antenati
che non conosceva, il nome di ciascuno di loro inciso in piatte lastre di bronzo. La pi vecchia apparteneva allo zio di suo nonno, morto nel 1899 combattendo a Cuba. Guard il nome di suo padre e fiss le lettere finch le parole non sembrarono
quelle di una lingua dimenticata. John L. Tyne. 1946-1968.
Corpo dei Marine degli Stati Uniti. Repubblica del Vietnam
del Sud. Quando gli occhi gli si velarono di lacrime, come aveva previsto, si gir verso il caldo vento del mattino per asciugarli, ma non ci fu niente da fare. Si sedette sul nome di suo padre e si abbracci le ginocchia.
Una volta venni in questo cimitero con mio nonno, la mia mano di bambino persa nella sua. La stringeva senza accorgersene,
graffiandomi le dita con i calli del suo palmo. Mio nonno faceva l'idraulico e aveva una presa d'acciaio, dopo avere usato per una vita chiavi per tubi. Era un uomo arcigno con gentili occhi
da polacco, azzurri come i fiumi nei paesaggi a olio da quattro
soldi. Quando camminava svelto zoppicava a causa della scheggia di una granata giapponese che gli aveva rotto il femore
a Saipan. Chiamava questa cicatrice la sua chiusura lampo, perch gli girava tutt'intorno alla coscia destra, e mi diceva che di notte si toglieva la gamba come faceva con i pantaloni.
L'erba del cimitero era bagnata dopo una notte di pioggia leggera, e mio nonno mi trascin lungo la fila di lapidi. Io arrancavo
a tre passi da lui nella sua lunga ombra. Camminavamo
senza fare rumore nel prato deserto. Si ferm davanti a molte
tombe e si chin a leggere i nomi della sua giovinezza e i luoghi lontani della loro morte incisi nel granito o nel bronzo.
Tunisia, Nuova Georgia, Trancia, Sicilia, Okinawa. Quanto ai
nomi, suonavano come quelli di una lista a Ellis Island. Gotto,
Pajack, Konicki, Armenise, DiBrita, Siezmenko. Gli si bagnavano
sempre gli occhi, sebbene non ne colassero mai lacrime.
In autunno si chinava a togliere le foglie morte dalle lapidi, ma senza mai dire una parola degli uomini l sotto.
Attraversammo il sentiero di ghiaia e camminammo nel cimitero
passando davanti alla crocifissione in cemento e ai cippi comuni con i loro piccoli monumenti funebri. Ciuffi di verghe d'oro. Bottiglie da mezzo litro di Early Times vuote. Una piccola
Vergine di ceramica. I campi verdi si stendevano oltre le due cripte imbiancate dove erano sepolti i parroci, questa terra pi piatta del petto di un bibliotecario, diceva il vecchio, il vento
delicato tra i pennacchi del granturco. La tomba di mio padre
era dov'era sempre stata, appena oltre una quercia, ma non abbastanza vicino da trovarsi sotto l'ombra dei suoi rami. Nessuno
dei due guardava. Sapevamo che era l.
Il vecchio mi condusse fino alla quercia e poi si ferm con il berretto in mano. Il mozzicone di sigaro che masticava gli macchiava
il labbro inferiore di una sottile striscia di succo di tabacco.
Non avanz oltre, perch non lo faceva mai. La quercia avrebbe potuto essere una montagna rocciosa con il picco perso
tra le nuvole. Una volta lo vidi guardare verso il punto dov'era la tomba e baciare il vento come se fosse la guancia del figlio morto. Ma quella mattina si limit a fissare i campi alla sua maniera, quindi imprec in silenzio nel polacco che parlava
da ragazzo. Lasci cadere la mia mano, poi si infil il berretto
e si appoggi alla quercia come per puntellarsi contro una raffica di vento, ma il vento era debole. Mi mise il braccio intorno
alla spalla ossuta e mi spinse contro la gamba inferma come
se abbracciasse di nuovo il figlio morto.
Per me era la vita dopo tanti massacri, disse il vecchio. Mio figlio arriv quella primavera di pace, la prima dopo tanto tempo,
come i fiori sui meli. Lo amavo. Tua nonna si divertiva a
vedermi sorridere mentre gli cambiavo i pannolini o gli facevo il bagno o canticchiavo una canzone che mi ero inventato quando
la notte piangeva. Potevo guardare nei suoi occhietti e non vedere niente, niente dei giorni in cui usavo un lanciafiamme per snidare i musi gialli dalle caverne con il fuoco quando rifiutavano
di arrendersi. Con quell'odore e quel sapore che mi rimanevano dentro per interi giorni, tanto che quando respiravo
aria pulita mi sembrava di soffocare. Ma c'era di pi. Mi piaceva
bruciare quei figli di puttana. Lui mi faceva dimenticare quel lato di me.
Mio nonno tacque e guard il cimitero, scavando con i tacchi
degli scarponi nell'erba.
Sai che non  neanche l sotto, disse il vecchio. Il corpo dei marine ha rimandato la sua bara vuota. Di lui non era rimasto nulla da seppellire.
Stavamo accanto all'albero mentre il sole accecante scacciava le nuvole con il suo ardore. Aspettavo che mi dicesse qualcosa che non sapevo su mio padre, ma taceva e fissava lontano, a chilometri
e chilometri da qualsiasi cosa. La campagna si riemp di verghe d'oro e le ombre dei sassi divennero pi nitide nella luce
violenta. Cerano le bandierine che gli uomini artritici che facevano
parte dei Veterani di Guerra mettevano sulle tombe dei caduti ogni Memorial Day; molte erano state buttate gi dalla pioggia, ma qualcuna era ancora in piedi. Avevo gi l'abitudine del vecchio di non guardare per vedere se c'era la bandierina di mio padre. Scendemmo lungo il sentiero di ghiaia cos come lo avevamo risalito, solo che adesso il vecchio non mi teneva la mano, n me l'avrebbe pi tenuta.
Ombre di uccelli sorvolarono Jack mentre il sole gli bruciava
la faccia. Un vecchio pickup Ford carico di rastrelli e pale
arriv seminando polvere lungo il sentiero di ghiaia, passando
davanti a fosse scavate di fresco e a un tendone
montato per proteggere dal sole un centinaio di sedie pieghevoli.
I cumuli di terra che avrebbero riempito la buca erano
gi sbiaditi, assumendo il colore riarso e bruno del vento.
Dopo che il motore fu spento, il furgoncino ebbe un ritorno di fiamma. Due vecchi in uniforme da lavoro verdi scesero nella scia di polvere con i cestini del pranzo.
Uno dei becchini si sedette lentamente sotto un giovane hickory, servendosi dei bassi rami pendenti per calarsi gi.
Mangi un panino e si strofin le ginocchia guardando i campi desolati con l'aria imperturbabile dei vecchi che sono
certi di aver visto di peggio. L'altro uomo era pi energico,
e cammin sorridendo verso Jack lacerando con le scarpe la sanguinella e le erbacce. Aveva la pelle rossa e indurita
dal sole, sul dorso delle mani vene azzurre simili a filielettrici. Quando l'ombra dell'uomo copr la sua, Jack alz lo sguardo.
Scusa, figliolo, disse il vecchio.
Mentre parlava, Jack sent l'odore del caff nel suo alito.
La vernice nera del cancello del cimitero gli macchiava la camicia
verde.
Non  bello dire a un visitatore di alzarsi, disse l'uomo. Ma devo farlo. Tra meno di un'ora ci sar il funerale. I fiori stanno
arrivando. Hanno dovuto fissare l'orario in modo che non avvizzissero.
A Jack si erano addormentate le gambe - quando si alz, erano rattrappite. Il vecchio lo guard con cautela, pensando magari che fosse un ragazzo imbottito di droga, o forse matto,
perch dalla tensione che avvertiva nella gola Jack era sicuro
di aver parlato da solo. L'altro becchino fischiava sistemando
gli attrezzi da giardino nel ripiano del pickup. Aveva le ginocchia costantemente piegate.
Non mi piace cacciarti via, disse il vecchio. Ma devo.
Chi  morto? chiese Jack.
Sentendo Jack parlare con una voce normale, il becchino incresp le labbra in un sorriso.
Il vecchio prete, rispose. Padre Stremkowski. Si far viva met dei polacchi della contea.
Si gratt le guance non rasate ed esamin il viso di Jack, i suoi occhi rossi, il taglio di capelli militare.
Verrebbe da pensare che chiss cosa succede quando sotterri
un prete. Non succede niente. Muoiono tutti allo stesso modo. Ma la gente deve venire a vedere se avviene qualche trasfigurazione.
Jack indic la tomba del padre.
 stato lei a scavare questa fossa? chiese.
Il vecchio ridacchi leggermente con il naso.
Io e Howard le abbiamo scavate tutte prima di diventare troppo vecchi, disse. Tutte a partire dal 1946. Non abbiamo avuto nessun altro lavoro, a parte quando siamo stati in marina
durante la guerra.
E questa l'ha scavata lei?
Certo. Solo che non ricordo i particolari.
Il vecchio abbass lo sguardo sulla lastra di bronzo, muovendo
le labbra come se leggesse l'iscrizione. Il suo viso sembrava
un sacchetto marrone spiegazzato.
Sissignore, disse. Ho seppellito tutti questi ragazzi. Tutti.
Perfino il nipote di Howard, Pete Grezlak.
A Jack bruciavano gli occhi. Sapeva che quei due vecchi avrebbero chiamato puttane le mogli piuttosto che pronunciare
la parola Vietnam.
 un tuo parente? chiese il vecchio.
Mio padre.
Nei tempi andati ho conosciuto tuo nonno Walt. E anche tuo zio Eddy. Ed non  mai tornato dalla Francia, ma suppongo
che tu lo sappia. Era un ottimo ragazzo. Sarebbe stato una persona da conoscere. Le guerre sono sempre state spietate
con Watega. Mi  dispiaciuto della morte di Walt, ma mi sono
fatto delle gran risate quando ho sentito che Walter Tyne voleva essere cremato e far versare le sue ceneri nel fiume Watega...
Cos i suoi nemici non avrebbero potuto pisciare sulla sua tomba.
Esatto, ragazzo. O amavi Walt o non lo amavi. Ed erano in parecchi a non amarlo.
Grazie, signore.
Torna alle tre, disse il vecchio. Per quell'ora lo spettacolo sar finito. Saranno tutti delusi per non aver visto nessun angelo
piombare a terra a prendere il vecchio prete. Io non ho mai avuto bisogno di quel figlio di puttana se non per farmi firmare gli assegni della paga. Disse certe cose su mia figlia dopo
il suo divorzio. Non bisogna dimenticare le circostanze che spingono la gente a fare determinate cose. Mai.
Jack si allontan e sal sulla macchina di Wilder, e per un lungo istante pens alla puttana grassa con i capelli ossigenati
in piedi fuori del finestrino.
Guid per tre chilometri, attraversando il fiume Watega sul Waldron Bridge e prendendo la Route 113 che correva lungo le rive di fango secco e crepato. L'acqua era bassa e marrone, immobile come una roccia, e mostrava banchi di sabbia e piloni
di ormeggio in secca. I serpenti d'acqua scivolavano nella
pallida luce proiettata dal sole sul fiume. Si diresse a est verso
la citt, passando davanti a fabbriche di cucine a gas e a fonderie sbarrate con assi, con grovigli di erbacce nelle fessure
dei parcheggi e reti di recinzione disseminate di escrementi
di uccello.
Alcuni vecchi erano seduti su secchielli e pescavano senza speranza dal Court Street Bridge, le loro ombre sul marciapiede
simili a corpi caduti. Pass davanti ai grandi magazzini Aldens e Carsons, le cui vetrine polverose non esibivano roba
elegante, ma solo cartelli di affitti che offrivano un'infinit di metri quadrati, poi davanti al soldato dell'Unione di bronzo
che vegliava sul prato del tribunale, mentre incarti di hamburger
scivolavano nei canali di scolo sospinti dal vento caldo.
I parchimetri erano a pezzi come la citt, quella strada commerciale ridotta a una serie di negozi vuoti e di bar senza nome, con una macchinetta cambiasoldi davanti a cui i poveri
che ricevevano il sussidio stavano in una lunga fila, mentre i loro bambini spastici piroettavano e facevano a pugni sui marciapiedi.
Guid attraverso le strade senza marciapiedi della sua infanzia,
nel quartiere andato in rovina insieme alle fabbriche, tra le malconce villette blu e bianche di blocchi di cemento grigi con le antenne della TV che spuntavano dai tetti rappezzati
col catrame. Parcheggi l'auto davanti a un viadotto della ferrovia, sotto l'occhio vigile di una donna grassa che se ne stava seduta sui gradini di casa sua bevendo RC Cola in una camicia da notte a fiori. Oltre le rotaie c'erano i campi da pallacanestro del Tubman Park, dove si aggirava nelle notti d'estate, un ragazzo pallido che i neri credevano incline al suicidio,
impassibile davanti agli sfott di bianco pezzente, rottinculo
e yankee del cazzo, come se fosse sordo. Stava al di l dei campi recintati, guardava le partite di mezzanotte e aspettava
di comprare un sacchetto da cinque dollari di marijuana,
mentre i neri si passavano bottiglie di liquore di malto bagnate
e fumavano sottili spinelli che sapevano di menta, dando boccate con rapidi gesti. Questa merda  aspra, porca troia. Una notte fum marijuana insieme a un ragazzo meticcio
di nome Marshaun, con gli occhi azzurri e i capelli dritti come i suoi, cacciato a guardare le partite da dietro la rete mentre uomini a torso nudo tiravano gomitate e si cavavano gli occhi per mandare la palla a canestro. Loro due sedevano sul marciapiede, a una certa distanza l'uno dall'altro, guardando
gli operai della General Foods che spalavano grano dai carri merci coperti e lo caricavano in recipienti montati su carrelli elevatori. Raccont a Marshaun la storia della sua vita,
i tristi particolari di come gli piaceva stare a guardare il patrigno
che si scopava la sorella, finch scopr di non aver detto
una parola.
La casa di suo zio era pi bianca sul lato est che sugli altri tre muri, come se i pittori si fossero interrotti a met del lavoro.
Il vialetto di ghiaia attraversava una rete di recinzione senza cancello ed era disseminato di linguette di lattine di birra
e mozziconi di sigaretta. Jack mise le mani sulla rete e le tir via, scottate.
Lo zio Walt era in garage, seduto su un contenitore termico
di metallo, una birra aperta accanto agli scarponi Brogans.
Con le mani magre reggeva un cannello da taglio e divideva un travetto d'acciaio con la sua sottile fiamma azzurra. La pelle
abbronzata degli avambracci era talmente deturpata dalle vesciche del suo lavoro di saldatore da sembrare un collage di molte razze differenti. La limatura arancione ardente cadeva sul pavimento di cemento e bruciando diventava nera.
I passi di Jack sulla ghiaia si persero nello strepito della fiamma che tagliava il metallo pesante. Walt alz lo sguardo dietro la maschera da saldatore, quindi gir lentamente la manopola del cannello, cosicch la vampa azzurra divenne arancione per la mancanza di acetilene e il fuoco di ossigeno puro sbuff fumo nero. Spense l'ossigeno dopo essersi acceso
una sigaretta alla sua fiamma.
Ehi, zio Walt, disse Jack. Sai niente di quel povero cristo che la moglie ha costretto a fare la vasectomia e poi ha sbattuto
fuori a calci in culo dalla casa che aveva costruito per lei?
Sei a casa secondo le regole? chiese Walt.
E tu riesci ancora a fartelo venire duro?
Se non fossi il figlio di mio fratello...
Mi butteresti fuori dal tuo furgoncino al Tubnam Park e grideresti al negro.
Diavolo, disse Walt. I ragazzi ti lascerebbero andare per la tua parlantina e poi inseguirebbero me per farsi sentire.
Si fecero due risate e si sorrisero come vecchi compagni.
Jack voleva bene allo zio, il solitario fratello del padre che part per il Vietnam alla fine del 1969 sapendo che non c'era niente da vincere. Walt non era il preferito di suo nonno, ma era il fratello che torn a casa per mostrare al vecchio la sua Stella d'Argento nella custodia di pelle verniciata. Il vecchio si limit a guardare la medaglia con i suoi occhi tristi e a chiedere
a Walt quando voleva cominciare a lavorare: stavano installando
l'impianto idraulico in tre case nuove del North Side,
dalle parti di Saint Rose, e poteva prenderlo con s come manovale. Walt lo chiam figlio di puttana, lasci la citt il giorno stesso che torn a casa e rimase via sei anni. Il luogo in cui pass quegli anni cambiava a seconda di quanto Jack Daniels
beveva insieme alle sue Bud alla spina. A volte era il Messico.
A volte la California. Parlava perfino di tre anni in Europa.
Non riusciva a tenere in piedi fino in fondo le sue bugie.
Alla fine torn e si mise a lavorare per il vecchio.
Walt fece un sorriso ancora pi largo a Jack e si gratt la barba. Il globo e l'ancora del corpo dei marine che aveva tatuati
sull'avambraccio sinistro, una volta ricchi di dettagli, erano
diventati una macchia verde indistinta. Si alz sulle anche abbastanza per aprire il contenitore termico su cui era seduto e porse a Jack una birra fredda.
Stai bene, osserv Jack.
Meglio dell'anno scorso, disse Walt. Veronica mi faceva andare alle riunioni degli alcolisti anonimi. Ti dir, Jacky, non ha senso stare a sentire un mucchio di ubriaconi sobri fatti di caffeina. C'erano uomini adulti che piangevano e si abbracciavano
di fronte alle donne. Non ho mai visto tante femminucce tutte
insieme. Pensavo che il mondo stesse andando a puttane. Lei mi ha fatto leggere un libro su un maledetto gabbiano
che pensava come una persona(8). Tutti quegli ubriaconi lo leggevano e lo consideravano la Bibbia. Dobbiamo solo usare l'immaginazione per migliorare questa merda, mi dice Veronica.  di questo che parla il libro. E allora che cazzo di differenza c' con lo sbronzarsi?
Potresti vivere dieci anni di pi.
Non ne vale la pena. Dieci anni di cacate in un sacchetto da colostomia per rinunciare al bourbon? Al diavolo, usare l'immaginazione per migliorare questa merda? C' qualcuno che ha visto questa merda migliorare abbastanza per sapere come dovrebbe essere? Continuavo a fargli questa domanda.
E loro che dicevano? chiese Jack.
Un accidenti di niente.
Jack vide che la fatica e l'alcol avevano distrutto gli occhi dello zio. I suoi gentili occhi azzurri erano circondati da cerchi
di rughe che dicevano di visite di buon mattino ai bar dove
beveva e sparava le sue cazzate sulle donne divorziate che sognano la tenerezza. Walt diede un tiro alla sigaretta e scosse
la testa come un uomo stanco di sentir muovere la propria bocca, ma consapevole che non gli rimaneva che quello.
L'anno scorso mi sono ricoverato all'ospedale della Veterans
Administration a Hines, disse Walt. Sai, per Veronica e per i ragazzi. Non credo che tu l'abbia saputo.
No, disse Jack.
Non era affatto male. Ero in una stanza con quattro altri reduci,
tutti ex marine. Un sacco di fumo e di barzellette, sai.
Laggi c'era questa ragazza carina che faceva tirocinio come strizzacervelli. Mi chiede cosa pensavo che mi avesse fatto finire
cos, mi dice che non dovevo fare altro che tornare indietro
all'ultimo periodo buono e ricominciare. Io scavalcavo musi gialli morti lungo la zona smilitarizzata quando lei faceva la terza
elementare, ed eccola seduta l a dirmi che il mio problema era che usavo l'alcol per curare gli effetti di un trauma passato.
Io non riuscivo a pensare ad altro che a lei che si dimenava mentre le leccavo la fica e a come avrei lavorato di lingua. Non doveva avere ancora assaggiato nemmeno tre uccelli.
Sono contento che questa siccit non abbia rovinato tutto,
fece Jack.
Alla salute di una nuova generazione di reduci, disse Walt.
Possa essere di gran lunga migliore dell'ultima.
Fecero cincin con le lattine e Walt si fiss la punta degli scarponi. Poi si scol la birra, simulando un sorriso.
Ho visto tua madre, disse. Anche tua sorella. Suppongo che tu sappia che Gina si sposa il prossimo mese. Mi ha detto con chi, ma non me lo ricordo. Tua madre  sempre sposata con quell'agricoltore di Saint Marie. Deve avere qualche dollaro.
Lei era alla guida di questa grossa Lincoln gialla. Avevo voglia di chiederle se portava Elvis sul sedile di dietro.
Non ho ricevuto nemmeno una lettera in due anni.
E tu ne hai scritta una? chiese Walt. Quanto a me, ho lasciato
perdere dopo che non sei venuto a casa quando  morto
il vecchio.
Sono venuto a vederti, poi me ne vado un po' in giro.
La strada  una gran puttanata, Jack. Un circolo vizioso del cazzo. Non ci troverai che stronzi.
Jack tacque e si gir. Il sole brillava abbagliante contro le pareti di blocchi di cemento grigi, quasi ad annunciare l'avvento
di un qualche spirito. Walt tir fuori altre due birre. I
suoi occhi si erano fatti rossi e vitrei. Porse una lattina gocciolante
al nipote.
No, grazie, disse Jack. Sto ancora finendo questa.
Walt gli accost ancora di pi la birra.
Avanti, disse.
Non riesco a berle cos, replic Jack.
Magari ce la fai.
No, insistette Jack. Non ci riesco.
Walt accese una sigaretta e soffi fuori il fumo tra una sorsata
di birra fresca e l'altra.
Ah, se avessi un nichelino per tutte le linguette di birra della
mia vita, disse. La cosa buffa  che mi piace proprio mettermi
nei casini. Comunque, ho pensato di dirti che le avevo viste.
E io suppongo che ti dir che non me ne frega un cazzo.
Non ho nemmeno conosciuto l'agricoltore di Saint Marie.
Tutto quello che so  che se crede alle stronzate di mia madre,
non vale la pena conoscerlo. Che ne pensi?
Tua madre  sempre tua madre.
Ha oltrepassato il limite, come zia Veronica, disse Jack.
Non si tratta di oltrepassare il limite, disse Walt. In realt le donne non sono poi tanto differenti dagli uomini. Odiano stare
sole proprio come noi e si attaccano a chiunque trovano in giro, finch non gli capita qualcuno di meglio. Ma la verit  che a questo mondo nessuno va avanti, ci muoviamo solo di traverso.
A me non dispiace stare solo.
Questo perch non sei mai stato insieme a qualcuno.
Jack accese una sigaretta e la fum.
Mia madre non l'ha mai amato, disse. Immagino che si sia fatta mettere incinta due volte prima di accorgersene. Poi lui  stato ucciso in Vietnam.
Walt si asciug gli occhi. Stava diventando sentimentale e patetico come un vero ubriaco.
Di cosa diavolo parli? disse. Ma se non puoi nemmeno ricordarteli
insieme.
Non l'ha mai nominato. Ricordo che ci pregava di chiamare pap
Donny. E poi c'erano tutti quegli altri coglioni che si scopava tra l'uno e l'altro.
Chi ti ha raccontato queste stronzate sul fatto che non amava mio fratello?
Tu, quando ti sbronzavi. Anche prima che morisse il vecchio.
Non l'hai vista piangere.
Okay, disse Jack. Lo amava e non  riuscita a vivere bene senza di lui. Nessuno di noi ci  riuscito.
Ci sono un sacco di cose che potrei dirti, disse Walt, ma non
lo far. Ti dico solo che devi metterci una pietra sopra, Jackie,
il passato non ritorna. Devi perdonare.
Tu sai cosa cazzo ho visto. Avanti, dimmi com'era.
Walt annu e prese una lunga sorsata di birra, quindi si rinfresc
la fronte con la lattina. Strinse la brace della sigaretta e fece volare il mozzicone fuori della porta del garage. La brace fu cenere spenta in un attimo.
In realt la marina voleva che imparassi a riparare radio, disse
Walt. Nel 1968 era un colpo di fortuna per uno studente che aveva abbandonato le superiori. La cosa si sarebbe potuta
trasformare facilmente in riparazioni TV, cos non avrei dovuto
fare il saldatore e rovinarmi le braccia. Saper aggiustare TV  come avere un bar. Sia nei periodi di buona che in quellidi magra la gente non rinuncer mai a guardare la TV e a bere.
Ma sono entrato nei marine come aveva fatto mio fratello maggiore, pensando di trovare il muso giallo che aveva ucciso Johnny e di mandare al vecchio lo scalpo di quel figlio di puttana.
E magari fare in modo che la sua famiglia di musi gialli al nord si vedesse recapitare una bara vuota. Ma ero portato per l'elettronica. Non sarei stato affatto obbligato ad andare in Vietnam.
Walt rimase in silenzio, ma non per dare la parola a Jack.
Gli arruolamenti in marina erano molto richiesti anche allora.
Nel 1968 spedivano tutti i negri, gli ispanici e i bianchi coglioni nei corpi dell'esercito e dei marine e li sbattevano in unit di fanteria. Andavano tutti in Vietnam. Le nullit di tutti
i fottutissimi Stati Uniti finivano laggi ad ammazzare musi
gialli all'ingrosso. Merda, se sapevi fare qualcosa, perfino contare coperte o guidare un maledetto camion, ti risparmiavi
il Vietnam. Ma il vecchio aveva un modo tutto suo di far capire
che avrebbe preferito che fossi io a morire per il mio paese
al posto di Johnny. La cosa buffa era che Johnny non era capace di aggiustare radio.
Non riesco a credere a una cosa del genere sul vecchio, disse
Jack.
Quel figlio di puttana non volle insegnarmi a fare l'idraulico,
disse Walt, anche se ero l'unico a poter imparare il mestiere
da lui. Mi faceva a malapena toccare i suoi attrezzi.
Quando la bara torn a casa vuota, smise di vedermi. Era come
uno di quei vecchi nei film, che alla fine della vita si ritrovavano
con un pugno di mosche. Mor con questo pensiero.
Mi sono sempre chiesto cosa avesse fatto Johnny di tanto speciale, continu Walt. Mise incinta tua madre quando lei non aveva nemmeno diciannove anni. Avrebbe potuto evitare
la chiamata alle armi, ma entr nel corpo dei marine come se scappasse con il circo. Io credo che gliela desse solo calda al vecchio, con tutte le sue stronzate sul fare l'idraulico e seppellire
i soldi nel giardino sul retro. Il vecchio pensava che mi sarei bevuto la sua eredit, e sai una cosa,  quello che ho fatto,
fino all'ultimo biglietto da venti dollari. Ma sono andato a cercare il fantasma di Johnny in Vietnam. Non l'ho trovato.
Sono tornato ridotto io stesso a un fantasma e il vecchio ha continuato a guardarmi senza vedermi.
Gli occhi di Jack erano umidi e guardavano Walt come attraverso
un vetro appannato. Suo zio annu e si gratt la barba,
quindi si alz, usc dal garage e si incammin lungo il vialetto
di ghiaia. Jack and alla porta. Nella violenta luce del sole,
lo zio barcollava lungo la strada senza marciapiede verso il margine dell'abitato, dove i campi inariditi si estendevano per chilometri. Non lo chiam.
Quella notte Jack and a cercare Donny. Trov il suo indirizzo
sull'elenco del telefono in una cabina fuori dal bowling,
dove alcune ragazzine stavano sedute sulle macchine parcheggiate fumando sigarette e restituendo i fischi che gli venivano rivolti dai pickup di passaggio, come battone. Erano
ragazze in carne con i visi rossi e i grossi culi stretti in jeans striminziti; alcune simulavano una fellatio con le bottiglie di bibite, ridacchiando alla volta dei furgoncini pieni di ragazzi di campagna dagli occhi spenti che giravano tutta la notte per le strade senza marciapiede di Watega. Quando lasci il parcheggio
diretto all'accampamento di roulotte di Liberty Gardens,
Jack gli rivolse un sorriso sprezzante. Una di loro lo mand affanculo col dito. Un'altra si diede delle pacche sul sedere gonfio, come per invitarlo a baciarlo. Le odiava con gli occhi del soldato. Non sapeva ancora cosa avrebbe fatto quando avrebbe visto Donny.
Guid lungo il sentiero di ghiaia dell'accampamento, passando
davanti a una roulotte che era stata sollevata a met da un olmo della Virginia che le era caduto sopra, come una lattina
di birra schiacciata dal tacco di uno scarpone. L'albero era enorme, annerito e bruciacchiato da un fulmine. La roulotte stritolata era allineata con le altre lungo il sentiero scavato da solchi e tutte insieme sembravano altrettante auto abbandonate
in una tempesta di neve. Biciclette scassate, materassi gettati
via e pezzi di motore erano disseminati in giro, trasformando
le piazzole in un unico mucchio di spazzatura.
I solchi si trasformarono in una strada di terra battuta mentre
Jack guidava verso il margine del campo di granturco, con
i fusti stentati che scintillavano sotto la luna. Si diresse verso un vecchio granaio oltre il campo, dove da adolescente beveva
birra e si stendeva sul cofano della Firebird di Tommy Ruell a fissare il cielo che era un delirio di stelle sognando di fuggire dagli spazi aperti e dalle ciminiere, mentre gli altri ragazzi
sedevano attorno al fuoco a giocare mezzo brilli con le Budweiser tiepide, annunciando che dopo essersi presi il diploma
delle superiori non avrebbero fatto altro che sbronzarsi.
Perch vuoi entrare nell'esercito, Tyne? Non ti diverti mica
nell'esercito. Non ti puoi rollare uno spinello e sballarti con la musica dei Pink Floyd. Ti perderai una grande festa. Jack era sicuro che ora lavorassero tutti a giornata nei cantieri edili in nero e per pochi soldi, svegliandosi ogni mattina per chiamare
un costruttore da quattro soldi e vedere se avesse bisogno di qualcuno che scavasse fondamenta per cinque dollari l'ora.
Li aveva sempre odiati, perch pensavano di poter passare la vita a far festa senza avere niente da festeggiare.
Parcheggi la macchina e scese nella buca di un vecchio fal piena di lattine di birra bruciate e bottiglie di vino rotte.
Il vento non si era pi alzato dopo l'ultima grossa tempesta di polvere e di pula di granturco. La notte era immobile. Apr il portabagagli e tir fuori un manico di accetta che aveva rubato
nel garage di suo zio, quindi si infil il coltello K-bar dell'esercito nella cintura, dietro la schiena. Non per ucciderlo,
ma per buttarlo a terra e sfregiarlo, in modo che ogni fottuto
giorno si ricordi che avrei potuto tagliargli la gola e lasciarlo a sanguinare nell'oscurit soffocante. E che se mi viene la voglia,
magari posso tornare a sfregiargli l'altra guancia. Jack agit il manico dell'accetta e lo sent fendere l'aria. Il vento si alz all'orizzonte e crebbe in maniera costante, lambendo delicatamente
le foglie appassite della siepe tra la strada e il granaio
non dipinto, con un rumore che poteva ricordare quello della pioggia. Torn di nuovo verso le roulotte per cercare il
numero sedici. Le cassette della posta erano conficcate lungo il vialetto pieno di solchi come denti nella testa di un idiota.
 solo un gran mondo di merda.
La roulotte in cui viveva Donny era l'ultima prima dei campi
di granturco e dietro di essa il terreno coperto di erbacce andava a finire nel letto di un ruscello prosciugato. I finestrini
avevano schermi stracciati e cuciti con filo. In fondo al vialetto
c'era una macchina senza motore n copertoni appoggiata
a blocchi di cemento grigi, imbiancata dagli escrementi di uccello. Le altre roulotte erano buie.
Jack rimase sui solchi ascoltando la sirena lontana della General
Foods che chiamava alle catene di confezionamento il turno di mezzanotte. Mancava poco, quindici minuti, forse venti se Donny si fermava al J&L per comprare una confezione
da sei di Stroh's Light gelate e un pacchetto di patatine.
Fottuti ciccioni bastardi con la loro birra leggera, pens Jack.
Sul vialetto c'erano le foglie avvizzite degli alberi piantati tra un campo e l'altro, e la polvere volava sulle foglie come acqua sui sassi, alzandosi a raffiche nelle tenebre tanto da offuscare le luci dell'interstatale tre chilometri pi in l. Su Jack si riverberava
la luce di mille stelle. Tra la tettoia per l'auto e la roulotte trov un capanno degli attrezzi arrugginito e si nascose
l, dove l'aria era ancora calda, come durante il giorno.
Aveva fumato tre sigarette, quando il pickup di Donny entr
nel vialetto. Schiacci l'ultima, quindi indietreggi nell'oscurit, lontano dai fari. Il sudore gli colava negli occhi.
Sollev il manico di accetta che aveva tenuto contro la gamba
e lo brand come una mazza, quindi avanz verso l'ingresso
del capanno dopo che Donny ebbe spento le luci. Ma prima
di colpire Jack lo vide. Era molto grasso e si muoveva come se il peso gli piegasse dolorosamente le ginocchia. Indossava
gli stessi vestiti che portava sempre quando lavorava alla General Foods, un paio di blue jeans e una T-shirt scolorita,
irreparabilmente macchiata di rosso dalla tinta usata durante
la lavorazione per colorare il cibo per cani. Jack vide il suo viso anche se in realt non poteva, le cicatrici dell'acne che gli deturpavano le guance, il naso storto da quando era stato rotto, i sottili capelli rossi che sembravano trapiantati da qualche animale. Jack rimaneva nell'oscurit esterna del capanno.
Non riusciva a muoversi. Donny fu assalito da un terribile
attacco di tosse causato dalla polvere, e la carne intorno
alla vita strarip e ondeggi. La confezione da sei lattine di birra nel sacchetto gli cadde di mano. Toss per un lungo istante, piegato in due con le mani davanti alla bocca, la sua ombra una macchia sulla terra. Jack Tyne indietreggi furtivamente
nel buio, e pos in silenzio il manico di accetta contro
la parete del capanno. Se fossi stato in lui, me la sarei scopata
anch'io.
La finestra della puttana di Morrison era al terzo piano del vicolo di mattoni, una zanzariera polverosa in un edificio con sei appartamenti. Si frug in tasca in cerca di una sigaretta e alz lo sguardo per l'ultima volta, perch quella era la notte in cui aveva progettato di morire. Lei non si era affacciata a guardarlo, la ragazza nera dagli occhi azzurri e dalla pelle come
margherite gialle, il cigno tra tanti piccioni, che misurava il tempo del suo amore facendo bruciare sigarette in un portacenere
annerito, il suo appartamentino un collage di scatole
di pannolini e vasetti di omogeneizzati, sacchetti di patatine
e lattine di bibite schiacciate. Il prezzo era quaranta dollari per tutto l'amore che riusciva ad avere prima che il filtro bruciasse
fumo nero. C'era sempre il rumore del suo ragazzo che guardava la TV nella stanza dietro la porta chiusa, il trambusto
del suo bambino in una culla improvvisata con una scatola
e una coperta rosa. Glielo manteneva duro con la mano sinistra
e accendeva un'altra sigaretta con la destra, mentre lui frugava nei calzoni abbassati fino alle cosce alla ricerca di altre
banconote. Gli piaceva baciarle la spalla e toccarle il viso e strofinarsi delicatamente contro la parte inferiore dei suoi seni. Una volta gli parve di sentirla mugolare, respirare velocemente.
Si ricordava le ragazze vietnamite nei bordelli di Da Nang, con i loro bambini dagli occhi azzurri che dormivano sui pagliericci accanto alla branda su cui esercitavano il loro mestiere, il freddo delle sue medagliette di metallo tra i loro seni mentre il piccolo tossiva e piagnucolava.
La morte sarebbe arrivata quella notte in un bar sulla Grand Avenue, nella cui cantina con il pavimento di terra battuta
che puzzava di sudore, gin e sangue, il grasso Jesus Pagan
organizzava combattimenti di galli per i portoricani e combattimenti di cani per i neri. Nella terra era stata scavata una fossa circondata da una rete di recinzione a maglie strette,
e l dentro gli animali si battevano all'ultimo sangue sotto le lampadine nude. Qui Morrison e Mateo avevano l'abitudine
di giocare d'azzardo tra i cappelli flosci di paglia, lo spagnolo
dei bassifondi e i mezzi litri di Bacardi 151 mandato gi insieme a una lunga tirata di un sigaro Hav-a-Tampa. I galli dalle lunghe penne si infilzavano gli occhi con i becchi e lasciavano
macchie di sangue nella terra rastrellata. Morrison, lo sguardo completamente vacuo sotto l'effetto del crack e dello scotch, sentiva i buchi dei becchi micidiali come se fosse
lui stesso l'uccello pi debole, mezzo terrorizzato ma molto
geloso. Mateo si limitava a lanciare i soldi, la camicia a fiori
aperta, le tasche appesantite da bottiglie di birra fredda. Io adoro questa merda, Morrison. L'adoro e basta, cazzo. Progett di entrare dopo i combattimenti, una volta che il gestore aveva
gi messo le banconote sudate nella scatola di metallo, di tirare fuori la sua '38 e di chiedere i soldi con la millanteria arrogante
del poliziotto ubriaco. Avrebbe agitato la pistola senza
puntarla, chiamandoli ciucciacazzi, delinquenti, degenerati
ispanici bastardi. Il grasso Jesus e i suoi ragazzi, uomini dalle trippe pelose con crocifissi tatuati su tutta la schiena e tigri sugli avambracci, si sarebbero semplicemente messi a ridere
e avrebbero fatto fuoco. Se era fortunato, quattro pistole
automatiche gli avrebbero sparato all'istante: i proiettili avrebbero fatto roteare il suo corpo come quello di un ballerino,
mentre con i suoi ultimi respiri avrebbe inalato l'aria viziata
mescolata al tanfo della merda di gallo, del sangue di cane
e del sudore puzzolente di alcol dei giocatori ubriachi.
Risal un vicolo nei pressi della Grand Avenue, dove un uomo
giaceva tra i rifiuti di un negozio di liquori con i vestiti macchiati di vomito e urina. Aveva il viso pallido stravolto dal bere. La bava gli colava lungo le guance irsute. Era senza scarpe
e aveva le piante dei piedi macchiate di sangue. Gli imballi
di liquore di malto King Cobra erano straripati dal cassonetto
e lo circondavano, come se fosse stato vittima di una valanga. Morrison lo super. Se solo fossi capace di spararmi, sarebbe tutto finito.
Il bar era al piano terra di una casa bifamiliare di mattoni e le finestre erano aperte senza nessuna zanzariera. Morrison attravers
il vicolo e sal nel passaggio tra i due garage, gettando la propria ombra sugli strati di graffiti dipinti con gli spray. La rivendita di macchine usate accanto al bar aveva dieci auto con le rate mensili scritte con il sapone sul parabrezza, macchine lustre ma ormai andate, che la gente comprava solo per divertirsi
a ridipingerle. Morrison fumava nell'afa e guardava la porta
posteriore del bar, da dove usc imprecando un vecchio nero
con un cane morto avvolto alla bell'e meglio in una coperta bagnata di sangue. La sua faccia di carbone era pi scura della
notte, la camicia di seta aperta e strizzata. Il cane a pelo raso
scivol dalla coperta, la carne morsa a sangue dai denti gialli
del vincitore. Battendo i piedi come un bambino che abbia perso un giocattolo, l'uomo lasci cadere il cane morto in un cassonetto pieno di lattine di birra, quindi lo chiam figlio di puttana. Si allontan sulle gambe piegate e si sventol con un cappello floscio fradicio, bevendo da una bottiglia da mezzo litro che aveva tirato fuori dalla tasca di dietro. Quel cane del cazzo mi costa cinquecento dollari. Peggio di una fottuta donna.
Vaffanculo, cane. Si mise il cappello, raccatt un pezzo di foglio
di giornale che il vento aveva sospinto contro la rete di recinzione
del parcheggio e lo us per ripulirsi le mani dal sangue,
quindi si allontan barcollando nell'oscurit.
La luce all'interno del bar era fioca e grigia, e proiettava l'ombra indistinta del contorno della porta sulla veranda malconcia.
Le mosche scendevano in massa sul cassonetto e ronzavano
intorno alla carcassa del cane. Morrison prese la '38
dalla cintura, dove la camicia spenzolava sfilata dai pantaloni, e immagin la bestia che moriva nella fossa, circondata dall'orribile
risata degli ubriachi, la gola squarciata e un occhio cieco sulla terra coperta di orme di animali, prima che le quattro zampe all'improvviso cedessero. Guard verso la rivendita di macchine. L'ultima cosa che vide fu una Pinto da cinquecento
dollari con la scritta venduta, forse comprata da un messicano
che pensava di poterla riparare quando si fosse guastata.
Abbass il cane della pistola con il pollice e fece un profondo respiro prima di attraversare la soglia. Era la fine.
Jesus Pagan se ne stava obeso e solo dietro il bancone a ferro
di cavallo, lisciando e contando le banconote sudate che aveva diviso in tre mucchi come un mazziere di black-jack. I
due tavoli da biliardo contro la parete erano stati pareggiati con pezzi di blocchi di cemento grigi. Non portava camicia e lo stomaco peloso lo teneva a svariati centimetri dall'orlo del bancone. Accanto a lui un ventilatore girava e risucchiava l'aria respirata un'infinit di volte, e la soffiava contro la sua faccia non rasata. Dal naso gli spuntavano peli. Jesus non alz lo sguardo dalle banconote che stava contando. Su un braccio,
sotto il boschetto di peli, aveva tatuato un leone.
Ve l'ho detto, negri, basta cani per questa sera, disse.
Morrison stava nel bar buio con la pistola spianata. Non arrivava
nessuno. C'era solo l'uomo grasso con i peli del petto bagnati e appiccicati in piccoli ciuffi. Contava tra s e s e muoveva le labbra senza parlare. Un hamburger mangiato a met era posato nel suo involto, le patatine intrise di ketchup.
Il tuo cane crepa, il tuo fottuto cane crepa.  sempre cos.
Ora levati dai coglioni ed esci.
Jesus non aveva ancora alzato lo sguardo dai mucchi ordinati
di banconote.
Il riflesso di Morrison appariva distorto nello specchio crepato
alle spalle del bancone. Vi punt contro la '38 e spar tre volte. Jesus si lasci cadere a terra. Morrison si aspett che si alzasse facendo fuoco, ma non si mosse nulla tranne il ventilatore
che fece volare le banconote su tutto il pavimento di mattonelle sudicio. Sent Jesus che ansimava sbavando con profondi respiri da asmatico, poi si rimise la pistola nei pantaloni,
usc dalla porta e si avvi lungo il vicolo.
I piccioni volavano all'impazzata tra ipali dei lampioni, mentre
la puttana pelle e ossa faceva una sega a Mateo sulla soglia di un magazzino. Morrison guardava dall'auto di pattuglia ferma
all'imbocco del vicolo tra la Lake e la Damen. La puttana aveva gli occhi spalancati per la droga, le braccia sottili con le vene sporgenti. Mateo si appoggi al muro di mattoni con i pantaloni
dell'uniforme abbassati alle ginocchia.
Ah, troia, disse. Tu s che sai come si maneggia un cazzo. Ora fammi vedere le tette, sporcacciona. Fammi vedere come mi
succhieresti il cazzo.
La puttana si alz la camicetta e si mise in bocca il dito di
Mateo mentre lui si masturbava. La mattina era ancora buia. Morrison
fumava una sigaretta, il cielo giallastro che si raggelava tra le case popolari, quando l'operatore della sala radio mand in onda il sergente Jimmy Wills che lesse la notizia della caduta di Saigon: A tutti gli ex marine e ai coglioni della polizia di Chicago
- lasciate che vi dica, fratelli, che il Nam  stato un fallimento,
ci siamo cacati addosso. Un cazzo di spreco, peggio che lasciare sotto la pioggia una fica di prima categoria. Mi sentite?
I musi gialli hanno preso Saigon e noi ci siamo presi un grosso cazzo su per il culo. Grazie per i bei ricordi, Victor Charles, ciucciacazzi
mangiasorci.
Morrison schiacci la sigaretta sul cruscotto. Sentiva nausea,
perch non cera altro da sentire. Prov a fregarsene, con l'unico
risultato di vedere le facce bagnate e serene dei marine a cui aveva sparato e il suo risentimento perch ormai quelli ne erano
fuori per sempre. Nessuno di loro doveva dimenticare nulla, n cercare di non ricordare cosa aveva visto con i propri occhi.
La pioggerella appannava il parabrezza e sfocava le luci dei lampioni. Morrison guard la puttana allontanarsi barcollando nel vicolo. I piccioni strepitarono nel loro gergo gorgogliante e svolazzarono via dalla donna malferma sulle gambe. Quando sal sull'auto Mateo sorrise, poi bevve una tazza di caff freddo che si era versato da un thermos.
Wills ha appena annunciato che Saigon  caduta, disse Morrison.
L'esercito del Vietnam del Nord ormai controlla tutto il paese.
Io ero di leva, disse Mateo. Non me ne frega un cazzo di cosa
succede a quei bastardi musi gialli. Io ero l nel 1971. Allora
non gliene fregava un cazzo a nessuno.
Morrison guid lungo il vicolo, con gli pneumatici che facevano
scoppiare il vetro delle bottiglie. Super la puttana, immersa
fino alle caviglie in una pozzanghera ribollente di pioggia.
Aveva il viso sciupato e fradicio. Mateo tamburell con le dita sul cruscotto a un ritmo di salsa.
Non sono mai riuscito a scoparmi una musa gialla, disse Mateo.
Tette piccole. Fica stretta. Non avevano niente.
Le gocce di pioggia martellavano il cofano dell'auto. La puttana
era ancora nella pozzanghera, confusa nella pioggia. Si muoveva in tondo e guardava il cielo. Morrison premette l'acceleratore
e l'auto procedette sobbalzando sulle buche.
Mi sentivo sempre come un molestatore di ragazzine con quelle muse gialle, disse Mateo. Lo sai, sembravano tutte di dodici
anni, cazzo. Le loro bocche non erano mai grandi abbastanza
per succhiare un uccello come si deve. Qualcuno ci si smerdava, ma non io. Ma sai a chi piaceva? Agli ufficiali bianchi.
Ai coglioni dei college che comandavano. Quei tipi pensavano
che sbattersi una musa gialla fosse il massimo delle scopate.
La dice lunga sulle prostitute bianche, no?
Morrison guid lungo il vicolo dietro a negozi vuoti con monolocali
al secondo piano. Le raffiche di pioggia colpivano tre cassonetti incatenati insieme per le ruote e traboccanti di immondizia.
I sacchetti di plastica erano stati bucati dai becchi dei piccioni. Mateo cantava in spagnolo a tempo con il suo tamburellare,
quando i suoi occhi guizzarono verso i cassonetti. Si zitt e risucchi l'aria tanto da far sbattere i denti. Morrison ferm la macchina.
Va' avanti, disse Mateo.
Cosa hai visto?
Guida e basta.
Morrison fece marcia indietro, apr il finestrino e sporse la testa
sotto la pioggia per vedere. Il vicolo cedeva il passo a uno spiazzo vuoto. Davanti al cassonetto c'erano soltanto un materasso
squarciato e una sedia di vinile. Azion il riflettore verso i muri bagnati mentre Mateo respirava al ritmo dei tergicristalli
che oscillavano. Poi Morrison vide sporgere da dietro il cassonetto
un piede bagnato con le unghie dipinte, leggermente chiazzato di fango.
Solo perch ce l'hai davanti agli occhi, disse Mateo, non vuol dire che tu debba vederlo. Andiamo via. Non significa niente.
Morrison lasci il piede nel raggio del riflettore e chiam un'ambulanza via radio, quasi dimenticando il codice per quella
situazione. Mateo distolse lo sguardo verso l'alba sudicia che arrivava sopra i cavi elettrici e i tetti del West Side.
Io non guardo quella merda, disse. E non tocco niente.
Morrison scese dall'auto di pattuglia come se non l'avesse sentito. Dentro, Mateo tremava, sudando perfino freddo; per lui fare il poliziotto rappresentava soltanto l'opportunit di rubare.
Morrison gir intorno al cofano con la pistola di servizio
spianata, le gambe brevemente investite dalla luce dei fari. Allontan
con un calcio il materasso lacero mentre due topi correvano
via lungo il muro dell'edificio. Le molle sporgevano attraverso
la stoffa e l'imbottitura era sporca di sangue. Sent odore di vermi, di ossa di pollo in putrefazione e di pannolini sporchi di cacca.
La donna pallida giaceva dietro il cassonetto sulla ghiaia e i vetri rotti. Aveva gli occhi gonfi per i pugni. La pioggia le lisciava
i peli del pube, quasi lavando via la chiazza di sperma e sporcizia. Canticchiava una canzone che Morrison riconobbe, ma a cui non riusc a dare un nome.
Le lacrime gli confusero la vista quando si chin per toccarle la gola. Sent un debole battito che gli si ripercosse a ondate nel corpo. La donna lo guardava fisso. Era nuda e tremante, con tagli
ai seni e allo stomaco. Le avevano reciso i polsi, ma non abbastanza
in profondit da ucciderla. Morrison mise la pistola di servizio nella fondina, si tolse il giubbotto di pelle e la copr. Poi le si stese accanto come se fosse il suo amante, mentre le sirene dell'ambulanza si avvicinavano. Il respiro della donna era debole.
Tremava. Canticchi la canzone sconosciuta insieme a lei e in un punto nascosto di s si sent molto innamorato, forse pi innamorato di quanto non fosse mai stato.
Quando Jack Tyne sal i gradini del Viceroy Hotel, i due neri sulla veranda smisero di bere liquore di malto. Si dividevano
una bottiglia da poco pi di un litro avvolta in un sacchetto
di carta marrone ed erano troppo ubriachi per tenere la testa diritta. L'aria di Chicago era un afoso collage di motori
su di giri, di musica di radio e di un'invisibile patina di sporco che Jack si sentiva nei pori come colla. Non era n a casa n nell'esercito. Nient'altro importava.
Uno dei neri portava un berretto da baseball ornato di lustrini
e gioielli di plastica. Lanci la bottiglia vuota in modo da farla scoppiare sul marciapiede. Jack respir piano, cerc il campanello e lo premette; il suono giunse dopo un breve istante. Gli uomini cominciarono un'altra bottiglia e la bevvero
in silenzio. Non c'era altro rumore a parte il loro ingoiare.
Guardando attraverso la porta a vetri, Jack vide un uomo alzarsi da un divano verde e zoppicare con le gambe deformi sulle mattonelle dell'atrio. Apr la porta e rimase a guardare fuori, una crosta lattiginosa intorno alle labbra. I neri bevevano
a lunghi sorsi e mosche verdi facevano a turno ad atterrare sulle loro palpebre. I due erano mezzo andati e se ne stavano seduti vacillando, come legna trasportata dalla corrente sulle rive di un fiume d'estate, pieno di moscerini e marciume. L'uomo
guard Jack con gli occhi arrossati dal bere e si gratt i ruvidi
peli del petto attraverso una T-shirt consumata.
Ci sono stanze libere? chiese Jack.
L'uomo aveva le unghie premute contro il petto. E la patta
sbottonata.
Un giorno, una settimana, quanto? domand.
Una settimana tanto per cominciare, disse Jack.
Allora fanno quaranta, pi venti per le lenzuola. Se non le rovini, poi i venti te li riprendi. Non c' coprifuoco, ma a volte
dormo e non sento il campanello. Se succede, sei completamente
fottuto.
L'uomo apr di pi la porta e squadr Jack con occhi senza
colore. I neri stavano a bocca aperta, fissandolo come uccellini
in attesa di un verme.
Vi avevo detto di smammare, negri, disse.
Quelli non si mossero.
Stronzi figli di puttana. Questi stupidi negri non sono nemmeno buoni a smammare. Entra, ragazzo.
L'atrio odorava di immondizia calda e terminava con una scala di metallo. C'erano sedie pieghevoli, un divano di vinile
verde, fumo che saliva da un portacenere a fusto. Il tavolino
era coperto di alti mucchi di giornali e di lattine di Coca dal distributore nell'angolo, che faceva sfoggio della scritta si restituisce merda secca. Su una sedia era ammucchiata una pila
di biancheria, mentre l'altra sosteneva una piccola TV con una stampella piegata per antenna. Il notiziario delle dieci si era appena aperto con un servizio su un grosso incendio in corso; i bambini neri facevano i buffoni e ballavano davanti alla telecamera, mentre il reporter cercava di leggere quanto era successo.
L'uomo si lasci cadere pesantemente sul divano. Aveva la testa rasata coperta di piccole cicatrici. Sembrava felice che Jack fosse un bianco.
Questi negri dovrebbero solo farsi furbi, e poi avrebbero tutto il fottuto lavoro che vogliono, disse.
Ce ne sono un sacco in giro, osserv Jack.
Una caterva. Ci sono pi fottuti negri che piccioni. Non bisogna
fare altro che immaginare come spillargli un po' di soldi.
Un tipo giovane come te dovrebbe pensarci.
Jack alz lo sguardo dal pavimento. Una melma bianca si era rappresa sulle mattonelle.
Ma non  facile fare soldi con i negri, disse l'uomo. Devi stargli appresso tutto il santo giorno, e poi vogliono sempre vedere il capo per un motivo o per l'altro. Ma merda, comprano
qualsiasi cosa tu dica che gli serve. Non importa che cosa.
Spenderanno i loro ultimi dieci dollari per la stronzata pi inutile che ci sia e saranno felici come pasque. I negri sono fatti
cos. Se riuscissi a trovare un paio di tipi in gamba che lavorino
per te, avresti davvero svoltato.  questo il trucco.
Quale?
Trovare un paio di tipi in gamba. Le donne sono le migliori,
ma allargano le gambe per un hamburger e rimangono
continuamente incinte.
Jack gli diede tre banconote da venti dollari. Le lenzuola erano ingiallite e odoravano di vecchi portacenere. L'uomo gli allung la chiave della stanza, che prese da una cassaforte
poggiata accanto a lui sul divano. Macchie da fegatoso e nei sporgenti gli punteggiavano il cocuzzolo. Cominci a tossire
come un cane che cerchi di vomitare. Jack voleva chiedergli
dov'era la stanza, ma le lacrime gli colavano dagli occhi
mentre ingoiava e tossiva pi forte. L'uomo indic con il pollice dietro di s, su per le scale, dicendo vagamente IE come
se avesse la bocca piena di ghiaia. Non smise di tossire.
La stanza non era molto pi grande di uno sgabuzzino
con una branda e un lavandino dipinto di bianco. Il sottile
materasso su cui Jack pos lo zaino dell'esercito era pieno di bruciature di sigaretta. L'insegna al neon rossa lampeggiava
dietro l'avvolgibile, e quando lo sollev gli colp violentemente
gli occhi. Per la prima volta in vita sua non poteva vedere le
stelle e la luna per via delle luci della citt che riflettevano
la foschia dell'inquinamento. Fuori c'erano solo gli ubriachi con le loro bottiglie, le labbra sporche, gli occhi rossi,
uomini sfatti come i manichini abbandonati nei cassonetti dei grandi magazzini. Bevevano apertamente dalle bottiglie di vino gelato, come se la citt non fosse altro che uno sconfinato
bar. Gli ubriachi erano ovunque, seduti sulle panche delle fermate degli autobus, sui gradini delle chiese, sui cofani delle
macchine altrui. Jack cerc di guardare al di sopra degli avvinazzati
barcollanti che frugavano nella sporcizia del vicolo, ma oltre i tetti non riusc a guardare. La citt era pi estranea di tutti i suoi sogni, e all'interno del suo ronzio ininterrotto sperava di sfuggire non solo al granturco andato in malora, ma anche a s stesso e ai propri ricordi.
Jack and verso la piccola branda, si strapp di dosso la T-
shirt e si sedette sul materasso sottile, quindi si stese e appoggi
i piedi alla traversa di ferro. Il cielo era stato oscurato da nuvole senza pioggia. Si tolse gli scarponi con un calcio. Si copr
gli occhi con la biancheria piegata. Senza il suo amore, Gina?
E quale amore hai visto mai per saperne abbastanza? Quella
notte sogn lampi che balenavano senza rumore sopra i campi di granturco andato a male, finch la pioggia non arrivava
e inondava i fusti fino alle barbe delle pannocchie. Sud e si rigir molte volte nel sonno, ma non si svegli nemmeno una volta per far correre lo sguardo sulla stanza e chiedersi dov'era.
Dorm tutta la mattina seguente, ed era gi quasi buio quando si alz dalla branda e trov la doccia comune in fondo
al corridoio. Tre cipolle sporgevano dalla parete e dietro un divisorio di metallo erano ammucchiati degli escrementi.
Carta igienica bagnata era incollata al soffitto. Si lasci le scarpe
da tennis per evitare di sporcarsi i piedi. Si lav da solo con la schiena contro la parete e non ci mise molto.
Quella sera si sedette sulla veranda bevendo una Coca e fumando
una sigaretta dell'ultimo pacchetto che aveva comprato
a Fort Bragg. Fanculo l'esercito. Nel momento in cui schiacci il mozzicone sul gradino, due uomini con gli occhi di fuori incattiviti dall'alcol irruppero fuori dall'albergo e rotolarono
gi dalla veranda. Le loro facce sussultavano sotto i colpi maldestri e dalla bocca gli colavano vivide gocce di sangue.
Jack si alz e si tolse di mezzo, mentre un uomo che sembrava
giapponese afferr il viso di un tizio dai denti da scoiattolo
e lo morse, mentre l'altro scalciava e si divincolava. Allora quello con la faccia da giapponese diede un forte strattone, come per strappargli quanta pi carne poteva dalla guancia prima di lasciarlo andare e correre come un pazzo per il marciapiede.
L'uomo ferito si tenne la guancia con una mano e lo insegu con il sangue che gli sgorgava tra le dita.
Un giovane nero segu gli uomini che lottavano sulla veranda
e rimase a guardarli accanto a Jack. Era alto e con il collo grosso, la T-shirt aderente sui muscoli del petto e sui bicipiti ben cesellati. Guard Jack con occhi grandi e gentili, e fece un sorriso cos largo che quasi gli si chiusero. Risero insieme quando un ubriaco con i capelli crespi ispezion il marciapiede
con l'andatura di un cane a tre zampe, forse cercando nel canale di scolo mozziconi di sigaretta abbastanza lunghi da raddrizzare e riaccendere. Quando l'ubriaco si allontan barcollando,
il nero offr a Jack una Kool e lui l'accett.
Grazie, disse.
Di niente.
Accesero le sigarette e si sedettero. Jack non sapeva se il nero lo stesse guardando o meno.
Figli di puttana fuori di testa, disse il negro dei due uomini.
La scorsa notte li ho visti bere insieme, disse Jack. Erano a braccetto proprio qui sul marciapiede.
A volte comincia cos. E a volte finisce nello stesso modo.
Fumarono le sigarette al mentolo e soffiarono via il fumo nell'ultima luce del giorno, puntellandosi su una mano.
Herman dice che cerchi lavoro, disse il nero.
Chi  Herman?
Lo stupido figlio di puttana che gestisce l'albergo. Quel mandrillo bastardo ha tutti i libri zozzi che esistono in circolazione.
Sta sempre l dietro a farsi le seghe. Scommetto che non  sul divano a guardare i suoi quiz a premi.
Il nero annu esageratamente. Jack lo guard.
Avanti, disse. Scommetto che se andassi in bagno, ci troveresti
quel coglione chiuso dentro.
Su questo ti prendo in parola, disse Jack.
Il nero scosse la testa ridendo. Teneva la sigaretta in mano pi che fumarla.
Cos, ti serve un lavoro? chiese.
Niente roba in cucina, per, disse Jack. Non sono cos in bolletta.
In questo sono con te. Il lavoro in cucina  peggio della fottuta
prigione. Hai tutti quegli ispanici che corrono di qua e di l rincoglionendoti con le loro chiacchiere in messicano, perch
un negro come me non li capisce. In realt nessun bianco
odia un negro quanto un messicano. Ma quando Hector e Juan si mettono a bere, sono quasi peggio di un autobus della
chiesa pieno di negri che hanno ricevuto lo spirito santo.
Hai mai visto un mucchio di negri che cantano Ges?
No, disse Jack.
 una cosa da pazzi. In ogni modo, il mio nome  Blake. La mia mamma mi ha chiamato come non so che bianco in una soap opera1.
Io mi chiamo Jack. La mia mamma mi ha chiamato come mio padre.
Si tratta di Blake Carrington, uno dei protagonisti di Dynasty, interpretato da J. Forsythe.
Di cognome non fai Meoff, vero? chiese Blake. Una volta ho visto quel film dove degli stupidi ragazzi bianchi telefonano
a un bowling e si fanno chiamare Jack Meoff(9).
No, rispose Jack. Ma non sei il primo a chiedermelo.
Da che parte del mondo vieni?
Contea di Watega. Campagna. Ho appena lasciato l'esercito.
Un bastardo di campagna trasformato in Gl Joe. E adesso
cosa diventerai?
Qualsiasi cosa tranne quello che ero.
Io sto solo cercando di stare lontano da quei matti di negri che mi capitano tra i piedi, disse Blake. Ma ti piace fare traslochi?
Jack lo guard, quindi fece volare il mozzicone in strada.
Sai, disse Blake, fare traslochi per i bianchi dalla citt a North Shore.
Hanno bisogno di uomini?
Hanno sempre bisogno di uomini. In quel senso  come l'esercito. Si lavora talmente sodo che certi negri svengono perfino.
Merda.
Non c' tempo per la merda, uomo bianco. Dobbiamo far traslocare le donne bionde.
Pagano bene?
Non c' niente che ti faccia guadagnare altrettanto. Non puoi ridurti a diventare un ubriacone come quasi tutti i bianchi
che girano da queste parti come disperati.
Li ho notati, disse Jack.
Sono quelli che odiano di pi i negri. Il ricco non ha neppure
bisogno di sapere che esistiamo. Ma essere bianchi  tutto
quello che hanno quei poveri bastardi.
Sono stato nell'esercito con alcuni di questi tizi.
Ci scommetto, disse Blake. Io ero nei marine con tutti i loro
cugini.
Il mattino seguente risalirono la Grand Avenue da est nell'oscurit che precede l'alba, passando davanti ai negozi che vendono tutto a un dollaro sbarrati da assi e ai chioschi di hotdog, dove, una volta spuntata la luce del giorno, i poveri sarebbero
affluiti come mosche. Jack e Blake camminavano fianco
a fianco sul marciapiede.
Cosa facevi nei marine? chiese Jack.
Guidavo un camion, facevo a botte con i razzisti e contavo
i fottuti giorni.
Merda.
E tu che facevi? domand Blake.
Il paracadutista.
Ci sono due sole cose che piovono dal cielo - le cacate di uccello e gli stupidi. Non ti ho mai scambiato per nessuno dei due.
Jack sorrise.
In quattro anni, disse, non ho mai visto piovere cacate di uccello, ma di stupidi ne ho visti parecchi. Ti mancano mai i marine?
Il morbido viso di ebano di Blake era gi lucido di sudore.
E a te, ti manca mai la diarrea?
Procedettero ridendo lungo la strada fino al parcheggio di camion della compagnia di traslochi, dove l'immondizia sparsa
qua e l dal vento si attaccava al filo spinato ritorto in cima alla rete di recinzione. I camion stavano nelle loro ombre proiettate dalla luce dei lampioni pallida come latte, il cancello
era chiuso con una pesante catena legata tra i pali. Parecchi
neri si muovevano confusamente accanto al cancello o sedevano sul bordo del marciapiede, mangiando gi i panini
dei pranzi al sacco. Gli uomini indossavano pantaloni felpati e T-shirt con le maniche tagliate, e molti avevano cinture di cuoio da sollevamento pesi intorno alla vita. I capelli cosparsi
di gel dei giovani brillavano nell'oscurit mattutina. Jack e Blake si unirono al gruppo, e Jack cerc un'altra faccia bianca.
Non ne trov nessuna, e si sent osservato con una rabbia e un'ira che non aveva mai conosciuto. Si sentiva come un pranzo su un piatto. L'odore degli spinelli e del vino dolce regnava
ovunque e chi fumava una canna non faceva alcuno sforzo per nasconderla.
Blake sput e si asciug le labbra con il braccio, quindi guard i suoi compagni. Socchiuse gli occhi con aria minacciosa.
La sua corporatura robusta assunse la posa di un pugile
a cui venivano lette le regole. Li guard tutti come se potesse
trapassarli con lo sguardo.
Quest'uomo  con me, disse.
La fratellanza scorre nel profondo, fece un nero dalla faccia
di carbone.
Guarda quel bastardo pallido, disse un ragazzo magro con i capelli arruffati. Magari  solo un negro caduto nella candeggina.
A Jack si attorcigliarono le budella mentre si avvicinava a Blake.
Quest'uomo  con me, disse Blake. Non ve lo ripeter pi.
In fondo al parcheggio dei camion c'era una roulotte sulla cui parete ondulata la luce dei lampioni proiettava le ombre dei sacchetti di carta spinti dal vento contro la recinzione. La porta si apr e ne usc un uomo che parlava polacco con qualcuno
rimasto dentro. I neri si affollarono al cancello e aspettarono,
lanciando occhiate a Blake e a Jack con l'aria di chi gli avrebbe volentieri tranciato via il naso con cocci di bottiglia.
Dall'altra parte della strada arrivavano i ritardatari su lunghe macchine dai parafanghi arrugginiti, con fogli di plastica invece
dei finestrini e perfino carta crespa rossa al posto degli stop. Il polacco avanz attraverso i suoi camion con la lentezza
del crepuscolo estivo, quindi apr il cancello girevole con una chiave legata alla cintura. Era un uomo basso vestito con abiti di seconda mano. Sotto l'ascella aveva una '45 automatica
in una fondina da spalla. Sciolse la catena scintillante con una sigaretta che gli pendeva da un angolo della bocca, stando
in modo che tutti vedessero la pistola. Le sue labbra sottili
erano senza sorriso come quelle di un cane. Guard i visi neri con disgusto.
Blake e Jack furono gli ultimi della fila a entrare nel parcheggio,
dove i camion Ford 1000 malconci erano posteggiati
con i parabrezza ricoperti da insetti spiaccicati. Un nero dai capelli a cespuglio e il fiato che sapeva di marijuana si affianc a Jack, squadrandolo con gli occhi sporgenti prima di tirare fuori alcune cose di tasca: uno Zippo, una catena d'oro, un Rolex falso con un intarsio in pietra sintetica, due barrette di cioccolato pi o meno squagliate. Apr le mani come fossero un tavolino e allung la sua merce per mostrarla a Jack.
Allora? chiese il nero.
Niente, disse Jack. Scorse Blake che scuoteva la testa.
Qui non vedi niente che ti serve? insistette il nero.
No.
Qui non vedi niente che vuoi comprare?
Niente.
Fumi spinelli?
Non so di cosa diavolo parli.
Ecco qua.
Il nero si rimise tutto in tasca e tir fuori una scatola di piccoli
sigari svuotati e riempiti di marijuana.
Ecco, questi sono spinelli, disse.
Blake si infil una sigaretta spenta in bocca e si mise tra i due.
Lascia in pace quest'uomo, disse.
Gli sto solo offrendo i miei servizi, replic il nero.
Smamma, negro, disse Blake.
Gli uomini ciondolavano accanto ai loro camion e mangiavano
Twinkies e cotenne di maiale da sacchetti di plastica. Si erano gi divisi in equipaggi di tre e aspettavano che gli venisse
assegnato il lavoro. Alcuni piegavano coperte da trasloco,
attorcigliavano corde in modo sciatto e ridevano ad alta voce del luccichio della faccia bianca di Jack. Un vecchio nero
dalla barba bianca zoppicava intorno ai camion e controllava
la pressione dell'aria degli pneumatici colpendo i battistrada
consumati con un bastone. Gli uomini pi giovani lo chiamavano Zio Billy, Zio Tom, o solo vecchio bastardo dal muso di capra.
Il polacco afferr Jack per il braccio e rise con uno sbuffo violento, tanto che gli caddero dei peluzzi dal naso. Guard Jack per un lungo istante, quindi si pul il naso con il dorso della mano. La '45 automatica era in bella mostra sotto l'ascella
sudata. Blake era andato accanto al suo camion a fumare da solo lontano dai pi giovani, che giocavano a rincorrersi per tutto il parcheggio. Assomigliava un po' a Wilder, pens Jack, l'uomo che voleva soltanto fare il suo lavoro ed essere lasciato
in pace. Il polacco sorrise e annu con la testa grossa.
Sei un ragazzo sfigato, disse a Jack.
Jack non apr bocca.
Tutto solo coi negretti, disse. Sei proprio sfigato.
Speravo solo di lavorare, disse Jack.
Ti proviamo, ma non durerai. Dopo oggi non vorrai pi tornare. Impazzirai a lavorare con i negretti. Loro perdono tempo come ragazzini e lavorano solo per il vino e la droga.
Il polacco ammicc a Jack, come se fosse sorpreso che fosse
ancora l. Puzzava di cane bagnato.
I ragazzi bianchi che vengono qui sono tutti ubriaconi e
casinari, disse. Non tornano mai il secondo giorno. Questo  un lavoro per negretti, e solo i negretti lo sanno fare. Nessun bianco ci  ancora riuscito.
Lavorer con Blake, disse Jack. Andr tutto bene.
Allora va' e prega la tua buona stella, disse il polacco. Ma domani non ti rivedo. Lo so.
Blake era seduto sul predellino del camion con un nero chiamato Arthur, che mentre Jack si avvicinava si vuot in bocca un sacchetto di patatine piccanti. Blake sorrise e gli diede
delle pacche sulla spalla. Arthur era molto tranquillo, come
se fosse avvolto in un'atmosfera tutta sua. Portava occhiali da sole e sgranocchiava le patatine con l'aria del duro che  stato in galera.
I negri sono fatti cos, disse Blake. Si aggiuster tutto prima
del pomeriggio. Gli rode solo il culo che non fai questo cazzo di lavoro da tanto tempo quanto loro.
Jack si guard la punta degli scarponi, mentre Arthur si lasciava
cadere di mano il sacchetto.
Qui cerchiamo di arrangiarci, disse Blake. Tutti, nessuno escluso.
Lo so.
Allora non farci caso.
Perch tu sei diverso? chiese Jack.
Per me la gente  tutta uguale. Un nero impazzisce a pensarla
in un altro modo, perch continua a vedersi come un negro. Cos non si campa. Giusto, Arthur?
Arthur fiss il cielo scuro da dietro gli occhiali.
A me non mi frega un cazzo di niente, disse, se non di scopare
qualche troia. Sai, tanto da rivoltargli la passera. Solo questo
conta.
Quando uscirono dal parcheggio, a est la luce giallastra cominciava
a lambire la citt. Il camion guidato da Blake pass da una marcia all'altra e prese le buche cos forte che gli specchietti
laterali si rigirarono e non furono pi visibili dall'abitacolo.
Arthur sedeva affondato nel sedile accanto al finestrino
e tamburellava con il pugno sulla parte esterna dello sportello
canticchiando una canzone rap. Your ivoman play ing you like a wild jack. Sorrise beffardo al proprio riflesso nel vetro
del parabrezza mentre la luce del giorno rompeva l'oscurit
afosa sui tetti delle case trifamiliari del West Side, come per vantarsi con quell'atteggiamento del rilascio anticipato da Joliet dopo aver scontato due dei suoi quattro anni per rapina
a mano armata. Era basso ma micidiale. Jack stava in mezzo,
mentre attraversavano quelle zone fatiscenti inondate di merda di piccione e di polvere lurida, dopo tanti giorni senza pioggia.
Chiudi il becco, Arthur, disse Blake. Non voglio sentire queste stronzate.
Arthur smise di cantare, ma continu a battere sulla parte esterna dello sportello del camion. Rovesci indietro la testa e fece finta di dormire.
L'unico effetto di quelle canzoni  far comportare i negri come un mucchio di idioti, disse Blake. Scommetto che  stata
qualche canzone rap a farti agitare la zip gun in faccia all'arabo
e a farti filare con 134 dollari. Gli sbirri hanno sbattuto te, stronzo, in galera, e intanto lo stupido negro che canta quelle canzoni prendeva dei bei soldi. Cos' successo a Marvin Gaye? Nessun figlio di puttana ha fatto altro che mettersi nei guai dopo averlo sentito cantare.
 stato fatto fuori dal suo vecchio, disse Arthur. Gli ha sparato
con una pistola da ispettore Callaghan. Ecco cosa cazzo  successo a Marvin Gaye.
Dico solo che ti deve mancare la galera. Se continui con questo atteggiamento, quel funzionario messicano che sorveglia
i detenuti in libert sulla parola ti far rimettere i jeans di Stateville, quelli con il lembo apribile sul culo.
No, Cristo, disse Arthur. Non lo voglio l'uccello nero. Non lo prendo. Casomai lo metto io in culo a qualche grasso polacco.
Che parla inglese peggio di venti negri campagnoli, disse Blake.
No, disse Arthur. Di cento cinesi ubriachi.
Blake si ferm al rosso e si sbellic dalle risa. Arthur adocchi
una ragazzina nera che aspettava l'autobus su una panchina.
Infilate tra le lunghe trecce aveva delle perline di plastica
bianche. L'autobus stridette lungo il bordo del marciapiede attraverso il fumo dei gas di scarico, i freni ad aria che scoreggiavano
sonoramente. La ragazzina fiss oltre Arthur, gi per la strada animata, facendosi scoppiare la gomma da masticare in bocca. Lui la guard di sbieco attraverso gli occhiali scuri, passandosi la lingua sulle labbra come per farle vedere che gi ne sentiva il sapore.
Ehi, ragazzina, le disse.
La ragazzina si gir e gli fece una faccia cattiva. Aveva occhi
duri come marmo, la pelle cioccolato chiaro.
Ma guarda un po' questa troia, disse Arthur.
 abbastanza in gamba da guardarti su per il buco del culo,
fece Blake.
Merda, disse Arthur. Sapeva di marijuana e olio di cocco.
Blake sorrise a Jack, che stava guardando pure lui la ragazza,
anche se non interveniva. Pens che magari era incinta, da come si copriva lo stomaco con un sacchetto di plastica.
Dove dobbiamo andare esattamente, a Fullerton? chiese Blake a Jack.
Invece di controllare da s, mentre guidava indic la commessa
sul portablocco a molla.
Guarda l, disse.
625 West, disse Jack. Terzo piano.
E da l dove dobbiamo andare?
A far visita ai fottuti bianchi, disse Arthur. Cos'altro vuoi trovare da quelle parti?
Negro, disse Blake, oggi devi proprio sentire una gran mancanza della galera.
La galera non  tutta una merda, replic Arthur. Sono i negri
a comandare, l dentro.
Ci sarebbe da piangere, fu il commento di Blake.
S, se sei sottochiave e sei bianco, disse Arthur.
Credo che la nostra meta sia Winnetka, annunci Jack.
Cazzo, Jackie, disse Blake. Oggi due negri e un bianco cresciuto
a granturco consegnano il Sogno Americano per otto dollari l'ora pi una merdosa mancia esentasse.
Jack sorrise.
Sissignore, disse Blake. Quella del negro  una vita interessante.
Poi venne l'aria pulita. Arriv dopo meno di una decina di isolati. Se prima la luce del sole aveva sfolgorato abbagliante nella foschia dell'inquinamento sopra le rivendite recintate di auto usate e le macchinette cambiasoldi a prova di proiettile, adesso il cielo era azzurro e pulito, e c'erano caff e librerie e statue di grandi uomini nei parchi accanto ad aiuole di fiori con innaffiatrici a pompa, e l'acqua azzurra del lago Michigan che si levava all'orizzonte, cosicch Jack non capiva dove finiva
il lago e dove cominciava il cielo. Era un'estate meravigliosa
nelle strade fiancheggiate da querce, aceri e case di pietra
grigia ricoperte di edera, dove belle donne bianche camminavano lungo i marciapiedi con l'incedere distaccato di modelle in passerella, in camicette abbastanza trasparenti da lasciar vedere i pizzi dei reggiseno.
Blake guid il camion tra le strade laterali, dove macchine tedesche con le griglie del radiatore quadrate erano parcheggiate
fittamente lungo i marciapiedi. I bovindi delle case di citt avevano vetri colorati che catturavano la luce del sole come
all'interno di un caleidoscopio. Arthur fissava la gente che faceva jogging, le persone pagate per portare i cani a fare la passeggiata, gli uomini in giacca e cravatta con il giornale ordinatamente
piegato sotto il braccio e le giovani donne che camminavano agili e ondeggiavano come le fantasie di Jack su di loro. Il suo sguardo voleva terrorizzare quel mondo con la brutale tristezza di un altro a soli dieci isolati di distanza, ma passava inosservato tra quella gente del freddo vento del lago,
perch a loro non sarebbe mai toccato realizzare che c'era di che essere spaventati.
Mentre Blake parcheggiava il camion in doppia fila, la coppia
dai capelli biondi scese le scale d'ingresso di una casa
trifamiliare in pietra grigia con una tazza di caff in mano. L'uomo
era magro e dall'aria gentile, la donna tranquilla come pu esserlo una grossa mamma gatta. Indossavano T-shirt della Northwestern University di una taglia pi grande della loro e pantaloncini cachi. Avevano un'aria pulita che Jack odiava. Aveva una gran voglia di vedere il tizio un tantino insanguinato,
lo sguardo gentile cancellato da un potente gancio
sinistro. Continuava a guardare la moglie attraverso gli occhiali, mentre lei se ne stava tutta seria, per niente in vena di scherzi.
Sissignore, disse Blake. Ecco qua Mike e Megan, o Jim e Anne, o Brian e Jennifer, o una dannata merda del genere.
Forse anche Elliot e Rachel. Lei ti staccherebbe i coglioni.
Lui si limiterebbe a guardare e a dirti quanto  fantastico tutto
quanto. Prover a darci una mano. Magari ci porter un fottuto hamburger da McDonalds.
Blake sospir, mentre Jack rideva.
Per loro non siamo che negri e feccia bianca, disse Blake.
Grossi pezzi di merda. Scommetto che lui non ha mai fatto a botte e che lei non  mai venuta in vita sua. Anche per questo lo odia.
Acchiapperei quella troia per le orecchie e me la inculerei, disse Arthur.
Tieni il tuo culo da delinquente qui finch non ce ne andiamo,
disse Blake ad Arthur. Non voglio che passi tutto il giorno
a scoparti quella donna con gli occhi e ci mandi a puttane la mancia.
Arthur annu e si appisol con l'aria paciosa dell'uomo capace
di addormentarsi ovunque gli capiti di stendersi. Blake sorrise a Jack mettendosi una scatoletta di lucido per scarpe marrone in tasca, quindi si strofin via il sudore dal viso con la mano.
A cosa serve il lucido? chiese Jack.
A coprire tutti i punti in cui graffiamo i loro mobili.
Che figlio di puttana, disse Jack.
Ci sono un sacco di trucchi che un negro impara per farsi dare la mancia da un uomo bianco. Merda, Jackie. Arthur rester
nel camion e cercher di sistemare tutto quello che mi sfugge. Ma c' una cosa di cui non mi capacito in questo genere
di bianchi.
Cosa?
Saranno tanto ricchi, ma che aria idiota hanno.
Nel parcheggio dei camion la fila della paga si snodava al buio e i neri fumavano sigarette al mentolo fino al filtro. Erano
un gruppo di gente rozza, con jeans larghi, le facce e le
T-shirt chiazzate di sudore e sporcizia. Gli uomini pi vecchi stavano in piedi come se fossero appoggiati a un lampione e guardavano nel vuoto con occhi infossati, forse sognando una vita oltre la fatica della giornata o sommando gi le paghe
accumulate in lunghe ore per spenderle con donne dalle
gambe grosse nei bar del West Side. I giovani erano agili come grossi gatti, lunghi e muscolosi, con le vene che gli sporgevano dalle braccia e occhi che spiavano la debolezza altrui come la loro unica risorsa.
Jack e Blake scesero dal camion dallo sportello del guidatore.
Il nero dalla barba bianca sistem sulla ghiaia uno di quegli sgabelli che si trasformano in scalette, sal sul paraurti
davanti e apr il cofano. Controll l'asta di livello dell'olio con una torcia e la ripul con una vecchia T-shirt. Aveva le ginocchia
curve nei pantaloni e un cinto erniario intorno alla vita. Arthur se ne stava buttato contro il finestrino con gli occhi
mezzo chiusi perso in un rap osceno, I want to fuck you in th ass.
Andiamo a metterci al nostro posto, disse Blake. A quanto
pare siamo sull'ultimo camion.
Quanto dobbiamo aspettare? chiese Jack.
Finch quel bastardo polacco non  abbastanza brillo da dimenticare che passa le sue giornate insieme ai negri.
Dov'?
Nella roulotte a bere birra con tre polacchi pi grassi di lui.
Andarono verso la fila, e Jack ignor le occhiate ostili scrutando
il cielo in cerca di pioggia e sperando che quando fosse
venuta sarebbe caduta fredda per giorni. I giovani cantavano
canzoni rap, battevano le mani e si passavano bottiglie di liquore di malto da poco pi di un litro come se fossero spinelli.
Arthur faceva il buffone in mezzo a loro, si era svegliato
a lavoro finito e si era calato senza sforzo nella nuova situazione.
Jack e Blake presero posto in fondo alla fila dietro un nero grasso non molto pi vecchio di loro, con le mascelle
sudate e la pelle pi scura di qualsiasi altro uomo nei paraggi.
I suoi denti davanti d'oro riflettevano la luce dei fanali del parcheggio dei camion. Guard Jack, fece uscire due sottili
strisce di fumo dal naso e annu, lasciando cadere una lattina
di Coca vuota. Sull'esterno del polso aveva il tatuaggio di un cappello a cilindro e di un bastone da passeggio dentro una stella.
Nato e cresciuto nel West Side, fratello, disse a Blake.
Blake gli rise in faccia. Imit gli occhi duri di un sergente istruttore.
Charles, disse. Sei un'offesa per la luce del sole.
E tu un'offesa per la razza. Figlio di puttana negro che lecca
il culo ai bianchi.
Sono qui, mica scappo via, grassone.
Ti insegnano a uccidere nei marine? disse Charles. Perch dovrai uccidermi.
Negro, smettila di fare promesse.
Charles strinse i pugni e lasci spenzolare le braccia gonfie.
Aveva i seni come le donne. Capezzoli flosci delle dimensioni
di un dollaro d'argento si intravedevano attraverso la T-
shirt sudata.
Ho tutta la vita a disposizione, se ne vuoi un po', disse.
Con tette come le tue, disse Blake, non so se dovrei pestarti
o scoparti.
Arthur pass il liquore di malto, and dietro a Charles e fece
un sorriso a trentadue denti mentre mimava la sodomia, scopando
l'aria come un cane senza cagna. Gli uomini se la facevano
sotto dalle risate. Un nero con la testa avvolta in una cuffia da doccia rise talmente forte che cadde e ruppe la bottiglia di liquore di malto contro il parafango di un camion. Un ragazzino
dalla pelle gialla allarg le mani e fece finta di palpare le tette
quinta misura di Charles, mentre il grassone partiva al suo inseguimento attraverso i cerchi di luce. Il culo flaccido gli ballonzolava.
Il suo respiro pesante risuonava nell'oscurit. Si stanc molto presto e rimase ad ansimare accanto al cancello con le mani sui fianchi grondanti. Lunghe gocce di muco e di bava gli colavano dalla bocca e dal naso.
Il polacco usc dal caravan, butt la sigaretta in una lattina di birra vuota e depose la lattina a terra, quindi la schiacci completamente. Fece un sorriso storto e fiss con uno sguardo
ostile la fila della paga, prima di sputare sulla ghiaia. I suoi connazionali lo seguirono fuori e aprirono delle birre fresche.
Parlavano in polacco tra scoppi di risate ubriache, tutti e tre, le rosse facce di slavi appuntite come ghiaccioli. I loro abiti da lavoro scoloriti erano macchiati di grasso di assale e di vernice.
Il polacco prese il rotolo di contanti dalla tasca e sciolse l'elastico che lo teneva insieme. I neri assunsero la posa ansiosa
di cani a cui sia stata promessa della carne avanzata.
Tu, disse il polacco, indicando Jack.
Jack lo guard dal fondo della fila. Il cuore gli martellava e gli venne la bocca secca.
S, tu, insistette il polacco. Sto guardando te. Vieni a prenderti
i tuoi soldi, ragazzo sfigato.
Da qualche parte, lungo il marciapiede della strada oltre la recinzione del parcheggio, risuon la campanella del carrettino
di un venditore di gelati. Un cane abbai. Jack Tyne cap che non avrebbe potuto sentire quei rumori a meno che tutte
le voci nella fila non avessero taciuto. Gli uomini gli rivolgevano
sguardi feroci. Lui guard Blake, che si fissava le scarpe
da baseball strappate.
Il polacco sorrideva come un poliziotto tonto.
Non vuoi il tuo denaro? chiese.
Jack si fece avanti e la sua ombra lo segu fuori dell'ombra pi grande del camion. Gli uomini si misero in bocca le sigarette,
le accesero e le fumarono nel crepuscolo. Un nero con la camicia aperta e il simbolo di una banda sul petto sput una sorsata di liquore di malto verso Jack. Il polacco stava nel cerchio
di luce come un attore di variet perverso, tendendo le banconote a Jack.
Quante ore hai lavorato? chiese.
Dieci.
Non stai sparando cazzate.
No, disse Jack. Ho lavorato dieci ore.
Perch i negretti ne sparano un sacco, di cazzate. Hanno sempre la bocca piena di merda. Hanno sempre qualche troiata
da dire. E magari tu hai mangiato un po' della loro merda col cucchiaio.
Rivolse uno sguardo truce a Jack. Aveva il viso bagnato e gli occhi quasi completamente rossi per aver bevuto birra con quel caldo.
Cosa c' che non va, ragazzo sfigato?
Jack rimase in silenzio.
Anche se sfigato, sei pur sempre un bianco, disse il polacco.
 sempre meglio che essere un negretto con mille dollari.
Jack prese le banconote piegate come se gli avessero allungato
della cacca di gatto. Erano ottanta dollari.
C' un piccolo extra, disse il polacco. Faccio di te un ragazzo
fortunato. E che hai la carta della Polonia stampata sulla
faccia.
Scoppiarono tutti in risate gutturali.
Torna domani, ragazzo fortunato. Mi servi per tenere gli altri
in riga. Far di te un grande boss.
Diede una pacca sulla spalla di Jack, forte, con la mano aperta, quindi fece dei cenni ai neri perch andassero a ritirare
la paga. Quelli si allinearono con gli occhi abbassati, presero
i loro soldi e si ficcarono le banconote in tasca senza contarle.
Jack si allontan e aspett Blake accanto alla recinzione, curvandosi sui talloni contro la rete metallica e guardando i neri che varcavano il cancello con il sudore che gli gocciolava dalle palpebre. Alcuni se ne andavano zoppicando leggermente
diretti a un negozio di liquori al di l della Chicago Avenue, dove ragazzini messicani bevevano bibite seduti sulle
macchine parcheggiate, Vegas e Pinto truccate con i finestrini
fum e i cerchioni e le rifiniture che valevano pi delle macchine stesse. I vecchi si toglievano i cappelli da baseball per farsi rinfrescare dal vento le fronti solcate da infinite
rughe, prima di scomparire in mescite di alcolici, in autobus parcheggiati o nella grande oscurit giallastra pi oltre. Ora nessuno di loro faceva attenzione al ragazzo bianco solitario.
I loro pensieri erano rivolti alle sbronze o alle scopate imminenti,
per dimenticare la giornata.
Jack e Blake camminarono in silenzio per i vicoli dietro il Viceroy Hotel. L'oscurit era bianca dove la strada balenava tra le case trifamiliari in rovina. Jack guardava il compagno che proiettava contro il muro di un garage l'ombra delle mani
messe in modo da raffigurare degli animali. Poi Blake sollev
le braccia per sgranchirle e gir il collo in ampi cerchi.
Essere un negro  sicuramente una strana faccenda, disse.
Non saprei, fece Jack.
Non c' niente da sapere.  cos e basta.
Jack offr a Blake mezza barretta di cioccolato, ma quello rifiut con un gesto della mano.
Non puoi fidarti dei neri pi di quanto ti fidi dei bianchi, disse. La maggior parte di loro vogliono dimostrare che sono i bastardi pi neri del mondo. I bianchi o ti guardano dritti attraverso il culo o ti dicono quanto sono dispiaciuti.
Dispiaciuti di che? chiese Jack.
Be', sai, di che casino  essere negro.
Quel tizio, quel nero di nome Felder nell'esercito, mi ha detto pi o meno la stessa cosa, disse Jack. Sembrava solo anche
quando era con altri neri.
Conosco quella sensazione. E poi, non succede spesso che un negro possa dimostrare il suo odio verso un ragazzo bianco
cos apertamente.
Jack taceva.
Alcuni di loro hanno aspettato tutta la vita che uno come te venisse qui oggi. Non va bene cos. Bisogna solo guardare la gente e cercare di capire se  okay o no.  tutto quello che si pu fare realmente.
In questo non sono tanto bravo.
Nessuno  bravo a indovinare, disse Blake. Bisogna solo tirare
a sorte.
Jack guard il vicolo che si allungava senza fine e offr una sigaretta a Blake, dopodich le accesero con lo stesso fiammifero
nella sua mano a coppa.
Le porte della chiesa battista primitiva erano tenute aperte sulla sera afosa da vecchi cerchioni, mentre un vento che soffiava
da ovest diffondeva il puzzo che saliva dai sacchetti dell'immondizia strappati nel cortile vuoto dall'altra parte della strada. Morrison era seduto sul bordo del marciapiede e guardava dritto dentro la chiesa ogni volta che il semaforo rosso che tratteneva le auto con la musica martellante e i finestrini
fum diventava verde. Aveva gli occhi infiammati dalla
sabbia portata dal vento. Pur essendo la sera del venerd, i fedeli erano agghindati come la domenica, con abiti da donna
bianchi e completi da uomo viola con le giacche lunghe dalle spalle imbottite e i pantaloni affusolati, e si alternavano al pulpito per cantare con il microfono. Cosa? Cosa farei? Cosa
farei senza Ges? Le loro parole erano alterate dalle pale dei ventilatori che giravano nelle finestre sopra il vicolo.
Tutti i fedeli ballavano con gli occhi spalancati e le facce madide di sudore. Le grasse matrone turbinavano pi veloci del ritmo della musica eseguita da un gruppo di adolescenti dietro il pulpito, quindi crollavano in preda alle convulsioni, lasciandosi cadere svenute sui banchi sgangherati per poi parlare
ansimando come paranoiche nel gergo di Dio. Il gruppo continuava a suonare: basso, tastiere, batteria a quattro pezzi,
i suonatori rigidi come blocchi di ghiaccio. Gli abiti a fiori
delle donne erano strizzati e si appiccicavano ai ventri stanchi.
Ragazzi con vestiti da quattro soldi le sventolavano per farle rinvenire, gli sguardi timidi e spaventati, le teste crespe,
uno o due lanciando rapidi sguardi al vicolo scuro oltre la porta della chiesa, sognando forse di fuggire nella sua ombra, come se capissero che Caino non era Abele, n lo sarebbe mai stato. Gli adulti dai visi di carbone in tuniche bianche ondeggiavano
e battevano le mani composti sotto le luci pi violente
del sole di mezzogiorno, dando a tutti i supplici dal primo
all'ultimo due minuti per cantare variazioni su un singolo verso. Non puoi guardarti indietro una volta che Ges ti ha trasformato.
Morrison guardava i fedeli e centellinava lo scotch in lenti sorsi. La navata principale della chiesa fu ben presto ingombra
di danzatori: colli sudati di donne con fili di perle false, ragazzine con perline di plastica intrecciate nei capelli, ragazzini
che agitavano braccia e gambe con movimenti terribilmente
leziosi e complicati.
Inspir e si guard le grandi mani come se le loro linee e le loro callosit potessero indicargli la via di casa. Non lasciare che nessuno ti distolga da Dio. Gli faceva male il petto. Sapeva
che la nausea sarebbe diventata insostenibile se non avesse
trovato l'uomo con la Delta 88 e la gamba fuori uso, perci si alz e con la bottiglia in mano pass davanti a una ragazzina
nera sulla veranda di una casa trifamiliare. Aveva i codini e scimmiottava una danzatrice del ventre, poi salt e incroci e rincroci le gambe prima che i piedi nudi toccassero il cemento.
Morrison si strofin gli occhi e si incammin lungo la strada andando a sbattere contro le macchine parcheggiate e cercando di concentrarsi su un bagliore arancione parecchi isolati pi in l. Si muoveva insieme a lui.
Sulla Ashland Avenue si aggrapp a un parchimetro e vomit
nella grata della fogna alla luce dei fari delle poche macchine
di passaggio. Morrison imprecava o sputava o correva perfino dietro di esse, dietro agli adolescenti stretti come sardine
in Caprice personalizzate con spinelli e bottiglie da poco
pi di un litro. Una macchina rallent, fece marcia indietro e lo bersagli di bottiglie e sassi mentre le lacrime gli alteravano
la vista. Il lancio di pietre spavent i piccioni, che abbandonarono
i coperchi dei cassonetti. Gli uccelli si dissolsero nell'oscurit, come la macchina. La faccia di Morrison era bagnata
di vomito e sudore freddo.
Vag per una ragnatela di vicoli, camminando come se le ginocchia non gli si piegassero. In una curva piena di sporcizia
vicino alla sopraelevata di Lake Street, Morrison trov un giovane nero steso a faccia in gi sui sassi di un vicolo, sotto la piattaforma di carico dei camion di un magazzino. Dai suoi jeans erano state strappate le tasche di dietro. Morrison lo osserv
un minuto per vedere se era morto. Gli gett contro della
ghiaia con il piede, poi una lattina di birra e il pezzo di un blocco di cemento grigio rotto. Il nero allung la mano in cerca
di un appiglio nell'aria notturna, i capelli tutti sporchi di brecciolino. Morrison si avvicin barcollando. Vide che gli avevano sfondato gli occhi con una tavola, e vide il sangue che ne usciva in sottili rivoli. La bocca molle del nero si contorse.
La testa si mosse come se provasse a guardare al di sopra della
spalla. Morrison sfil la '38 dalla cintura e fece per allontanarsi
dietro un palo del telefono, vedendo tre corpi dove sapeva
che ce n'era uno solo, quando inciamp all'indietro e premette il grilletto per pura paura. Il suono della detonazione
si perse velocemente tra gli isolati bui.
I suoi occhi si contrassero quando, mettendosi a sedere, si ritrov le gambe su un ragazzo bianco allampanato. Rotol via. Il ragazzo si mosse pesantemente, le guance butterate dalla
ghiaia. Morrison si inginocchi, quindi vomit bile acida sul taglio di capelli militare del giovane. Vedeva i muscoli asciutti della sua schiena sotto la T-shirt sottile e le costole che si alzavano a fatica per respirare. Lo tocc. Quello si gir su un fianco. Della bava gli col dalla bocca. Sembrava che i suoi
occhi si aprissero lateralmente, come le palpebre interne dei gatti, e le sclere erano intrise di sangue. All'improvviso si lament,
spandendo tutt'intorno la puzza del vomito di Morrison.
Le labbra si ritrassero dai denti insanguinati. Ingoi, forse
pensando di parlare.
Morrison si alz, inciamp all'indietro e si sedette pesantemente
su un mucchio di scatole di cartone. Poi si rialz. Rimase
l vacillando a fissare il ragazzo attraverso gli occhi appannati.
Cazzo. Si guard intorno. Vedendosi la pistola ancora in mano, se la ficc nella cintura. A terra c'era una striscia
in cui la ghiaia rada era stata rimossa: l il ragazzo era stato
trascinato per le caviglie. Il nero giaceva immobile sullo stomaco, con le chiappe che spuntavano dalle tasche dei blue jeans strappate. Morrison si gir, poi fece un passo avanti, gli occhi fissi sulla faccia del ragazzo bianco tutta bagnata e ingrigita
dalla notte, mentre i ricordi gli affluivano come fitte nelle budella.
Dopo che Morrison gli aveva sparato, i marine feriti giacevano
con gli intestini attorcigliati intorno alle macerie. Nessuno di loro si lamentava. Nessun grido si disperdeva fievole nel vento.
Batt tre volte gli occhi come se volesse cancellarsi quello spettacolo dalla testa. Giacevano tutti con grandi sorrisi sotto l'acqua, come onde oceaniche o alti picchi di montagne. Il plotone
si alz e si dispose in due file dietro ai carri armati, mentre
la pioggia sibilava e faceva fumare le canne calde dei fucili.
Morrison fin in fondo alla formazione fradicia e appront il fucile
per continuare all'infinito quella marcia attraverso citt e paesaggi non ancora sognati. Ma giurava di essere rimasto con gli uomini a cui aveva sparato abbastanza a lungo da guardare perfino s stesso che se ne andava.
Morrison corse per circa un isolato allontanandosi dal ragazzo
bianco e da quello nero, prima di fermarsi di nuovo. Rimase
l nel vicolo a fissare il giovane, la faccia sepolta nella
polvere e nelle felci di citt, scosso da conati di vomito. Morrison
si prese il viso tra le mani e lo strinse come se strizzasse tutta l'acqua da una spugna. Cazzo. Niente rimane morto, perch
niente lo  veramente. Percorse a ritroso il vicolo alla volta
del ragazzo, quindi corse verso di lui, mentre quello sembrava
farsi al tempo stesso pi vicino e pi lontano.
Era mezzanotte passata quando Morrison torn nella sua stanza d'albergo con il ragazzo. Dopo averlo portato a spalla per pi di un chilometro, aveva ceduto una prima volta. Erano
rimasti stesi tutti e due tra le erbacce del cortile posteriore
di una carrozzeria disseminato di vetri rotti che scintillavano
come stelle cadute sulla terra. Morrison vomit in silenzio nell'aria stantia e sent gli occhi infossarsi e sporgere come quelli di una rana. Il ragazzo si guardava intorno lamentandosi,
i jeans neri di urina. Morrison infil la '38 nella cintura dietro la schiena e si alz faticosamente insieme al giovane stordito, la bocca rilasciata e storta.
Arriv a destinazione percorrendo il vicolo sul retro del suo albergo, attraverso le buche asciutte e le strisce di luce proiettate dalle finestre, super il corridoio, quindi sostenne il ragazzo mentre varcavano la porta a vetri tenuta aperta da un blocco di cemento grigio e poi mentre salivano le due rampe
di scale. Apr la sua porta con un calcio, senza usare una chiave, lo fece stendere sul materasso nudo e apr la finestra.
Il ragazzo si dibatt, arrot i denti, quindi li digrign lentamente.
Morrison pens che forse percepiva i suoi incubi. Poi si avvi lungo il corridoio con un secchio che usava come portacenere.
Torn con l'acqua, accese il ventilatore e lo avvi facendo girare a mano la pala. Poi si rivolse al ragazzo. Respirava piano
attraverso il naso. Aveva le guance gonfie, gli occhi che si stavano facendo viola e neri. Gli tolse gli scarponi da
combattimento sciogliendo con cautela i lacci e lo guard, studiandone
con cura la faccia, come se potesse ricostruire il modo in cui i pugni vi si erano abbattuti. Ammazzer chiunque lo abbia ridotto
cos, perch gli animali non si massacrano, si uccidono, proprio come si fa con un muso giallo, ricordatelo. Si inginocchi
accanto al piccolo letto, bagn una T-shirt nell'acqua fredda e pul la faccia del ragazzo, passandogliela sotto gli occhi
e sulla parte superiore della mascella. Il ragazzo era immobile,
perduto in un sonno agitato. Morrison canticchi, quindi
cant, passando la T-shirt sul collo sudicio e sulla gola sporchi di sabbia, prima che il suo stesso corpo si rovesciasse in preda ai conati di vomito e una sottile striscia di bile verde gli gocciolasse dalla mascella. Mise la mano a coppa sulla bocca
e continu a pulire il ragazzo dagli occhi scuri. Posso farcela,
basta che lo fissi. Ho talmente tanto da perdere, cazzo.
Jack Tyne dorm un sonno agitato e sogn che i campi di granturco della sua giovinezza venivano bruciati dal sole, finch
non rimanevano che solchi nudi spazzati dal vento. Il fiume
era un letto di fango crepato con pozze infestate da insetti
su cui galleggiavano le foglie delle querce e degli hickory sulle rive. Pochi fusti di granturco spuntavano dalla terra come
arti avvizziti. Non c'era una citt, ma solo strade polverose
e campagna bruciata. Vedeva tutto come attraverso due occhi,
ma non vide mai s stesso.
Quando si svegli aveva la testa dolorante, il cuoio capelluto
e il collo che gli facevano male. Socchiuse gli occhi gonfi
e senza guardare scorse un ventilatore che risucchiava aria calda da una finestra dall'altra parte di una stanza. Distinse una luce pallida da entrambi i lati del ventilatore, poi un frullio
d'ali di piccioni che volavano via e atterravano sul davanzale.
Era l'alba ed era lontanissimo da qualsiasi posto conosciuto.
La stanza puzzava di portacenere, whisky versato, sudore asciutto e fresco. Suppose di trovarsi su un letto. Pens
perfino che magari stava ancora sognando, ma la testa gli faceva troppo male per essere nel mondo dei sogni.
Si tocc la faccia. Aveva tumefazioni sugli occhi e brutti lividi
sulle guance. La mano venne via bagnata. Aveva le dita slogate e graffiate, con sabbia grossa e schegge conficcate sotto
le unghie. Le spire di metallo delle molle del materasso gli si infilavano nella schiena. Cerc di alzarsi sui gomiti, ma gli si oscur la vista e ricadde indietro. Il materasso si incurv fino
al pavimento. La stanza gir, mentre tossiva sputando muco
e si ricopriva di sudore freddo.
Metti il piede sul pavimento, disse un uomo.
Jack sent l'odore di una sigaretta che si avvicinava. Guard nella direzione della voce, ma aveva la vista annebbiata e coperta
da una patina grigia. Il sudore gli gelava la pelle come acciaio. Si sent prendere la gamba sotto il ginocchio, quindi sent che veniva guidata delicatamente sul pavimento, in modo
che la pianta del piede lo toccasse appena. Rotol di lato e toss forte, vedendo con la coda dell'occhio che il materasso
era nudo, macchiato di umori marroni. All'improvviso gli strofinarono uno straccio bagnato sulla bocca, e sent che dopo
ogni passata veniva risciacquato in un secchio. Il giramento
di testa rallent, il sudore freddo spar. Jack sollev la testa per vedere l'uomo, ma quello lo spinse gentilmente indietro, posandogli lo straccio bagnato sugli occhi.
Stai fermo, disse a Jack. Immagina qualcosa nella tua testa e fissalo.
Jack immagin il cervo che usciva sulle rocce scoscese in riva
al fiume a sud di Watega e rimaneva immobile a bere l'acqua
marrone al crepuscolo. La stanza si ferm. Il cervo continu
a bere.
Io ho superato lo stesso giramento fissando te che te ne stavi
steso qui, disse l'uomo. Non ti sei mosso tutta la notte, ma il tuo polso era buono. Sono rimasto seduto nell'angolo a guardarti
finch non  spuntato il sole.  cos che ce l'ho fatta.
Aveva l'alito metallico per le sigarette. C'era una stanca esaltazione nella sua voce, come se si sentisse sollevato dopo essere sopravvissuto a un disastro.
Sai come ti chiami? chiese l'uomo.
Jack Tyne.
Parlare gli faceva male alla mascella.
Io sono Danny Morrison. Ieri notte ti ho trovato svenuto
in un vicolo tra la Damen e la Grand Avenue. C'era un negro
del cazzo non lontano da te. Si direbbe che siate stati aggrediti
da qualcun altro della sua razza. Cos si direbbe dai lividi che hai sulla faccia.
Cazzo.
Non ricordi niente, vero?
Solo che stavo tornando a casa dal lavoro.
Lo straccio si sollev dal suo viso abbastanza a lungo perch
la calda luce del sole gli pungesse i globi oculari sotto le palpebre.
C'era un tizio nero con me, disse Jack. Lui era a posto. Ci stavamo accendendo le sigarette con lo stesso fiammifero.
Non ricordo altro.
Ho visto un altro tizio, ma avevo posto solo per te. Non ricordi
nemmeno che ti ho portato. Ci scommetterei. Merda, non me lo ricordo nemmeno io. Per me la scorsa notte potrebbe
essere stata cinque anni fa. Ce l'ho fatta. Ce l'ho fatta.
Ce l'ho fatta guardandoti.
Ce l'hai fatta a far cosa? chiese Jack.
Morrison rimase in silenzio per un lungo istante.
Non avevi nulla per affrontarli? disse.
No.
Bisogna sempre avere qualcosa sottomano per questi stronzi.
L'altro tizio era vivo?
Avevo spazio solo per portare te, rispose Morrison.
Era un tipo come si deve.
Che si fotta, Jack Tyne. Probabilmente  stato lui a organizzare
tutto, e poi ai compari non  bastata la loro fetta di torta.
Non  andata cos.
Non lo sai che genere di stronzo disperato era.
Avevo una stanza, una macchina e del denaro.
Adesso hai me, disse Morrison.
Quando Morrison sollev lo straccio per sciacquarlo, Jack socchiuse gli occhi. Abbass lo sguardo su di lui e sorrise. Alla
luce del sole vide che la sua faccia era una rovina - naso storto,
occhi iniettati di sangue, orecchie a cavolfiore. Non vide tutto in una volta, perch all'inizio l'intera faccia non era altro che una macchia e assunse la sua forma mutilata molto lentamente.
Era come una brutta bruciatura a colori. Alla luce del mattino, sembrava ustionata.
Morrison si indic il viso.
Ho sfondato qualche porta, disse.
Jack era imbarazzato, ma non intimorito. Si sentiva al sicuro
e non sapeva perch.
Morrison si divise i capelli neri intorno al cucuzzolo come per mostrare a Jack qualcosa.
Guarda che roba, disse.
Aveva due brutte cicatrici, una accanto all'altra. Sporgevano
dal cuoio capelluto, avevano il colore dello stucco ed erano
esattamente della stessa misura. L dove avrebbero dovuto
esserci i capelli, c'erano solo le cicatrici.
Quella a sinistra me l'ha fatta un cecchino muso giallo a Hue. Mi ha proprio sfiorato. Quel cucciacazzi mi ha sparato attraverso un buco nel muro quando pensavo che fosse tutto finito. Poi sono tornato a casa e il mio ex suocero mi fa entrare
nel dipartimento di polizia, e tre settimane dopo essere uscito
dall'accademia un negro su di giri mi fa quest'altra. Ero seduto
nell'auto di pattuglia e lui mi spara stando tra due macchine parcheggiate. Sono quasi uguali, non  vero?
Jack rispose di s. Respirava lentamente e sentiva il ritmo del proprio respiro.
A un negro si pu far prendere una bella strizza, disse Morrison.
Sono tutti chiacchiere e droga. Ma un muso giallo... un muso giallo bisogna farlo fuori per bene.
Jack alz lo sguardo su di lui.
C' una storia in ogni segno che ho addosso, disse Morrison.
Anche in questo tatuaggio.
Mostr a Jack il globo e l'ancora del corpo dei marine sull'avambraccio sinistro. L'inchiostro verde era chiazzato sotto un groviglio di peli.
La sera che me lo sono fatto un negro dell'MP me le ha suonate
con il manganello a Oceanside. Mi ha detto di smetterla di bere per strada e ha provato a darmele di santa ragione davanti
a queste due puttane messicane. Le ragazze ridevano chiamandomi femminuccia perch mi lasciavo strigliare da un negro. Lo chiamai ciucciacazzi, gli presi il manganello e lo stesi sul cofano di una macchina. Gli ruppi i suoi bei denti bianchi. Ero cos allora. Credevo di poter fare qualsiasi cosa.
Ma gli stronzi si sono rotti le nocche a forza di picchiarmi. Dal primo all'ultimo.
Sei stato in Vietnam? chiese Jack.
Morrison si accese una sigaretta e annu attraverso uno sbuffo di fumo. Aveva l'orecchio destro deforme e accartocciato
su s stesso.
Mio padre era a Hue durante l'offensiva del Tet.
Era un marine? chiese Morrison.
S. Ma non  mai tornato a casa. Fino a cinque giorni fa io ero un soldato. Ottantaduesima aerotrasportata.
Anche se Jack era l, Morrison sedeva solo guardando fuori
della finestra, gi nella strada. A Jack sembrava che avesse gli occhi umidi, ma non ne era sicuro. Il vento soffiava direttamente
nella finestra, pi in fretta di quanto il ventilatore non riuscisse a risucchiarlo nella stanza. Le pareti erano macchiate
di acqua uscita dai tubi scoppiati e di sperma fatto schizzare via dal dorso delle mani, il soffitto era ingiallito dal fumo di sigaretta. Morrison sorrise, butt la sigaretta fuori della finestra, risciacqu lo straccio e lo rimise sugli occhi di
Jack, rendendo di nuovo la luce del sole diafana come quella del crepuscolo.
Non sei pronto a guardare niente, disse Morrison. Stattene
steso l e tienili chiusi.
Durante la sera Jack si svegli da un sonno senza sogni, quando Morrison torn nella stanza con del gelato e un cartone
di latte. Il ventilatore girava facendo sbatacchiare la gabbia
metallica che lo circondava. Mentre giaceva confuso e con gli occhi pesanti, Jack sent Morrison che spingeva la sedia accanto
al letto. Ne annus il sudore che sapeva di alcol. Morrison
apr il cartone e lo tenne in modo che Jack potesse succhiare
il latte da una cannuccia. Il suo stomaco si ribell; lo risput sulla T-shirt sporca. Morrison gli strofin via molto delicatamente il vomito lattiginoso dal mento, quindi gli disse
di bere, e quando il cartone fu vuoto gli fece mangiare il gelato
alla vaniglia imboccandolo con un cucchiaio. Aspett pazientemente
tra un boccone e l'altro. Era tutto tranquillo.
Morrison si prendeva cura di lui con amore, forse come potrebbe
fare una mamma in TV. Jack sent la radio da una macchina
di passaggio, le voci frenetiche dei DJ che spingevano le parole nell'aria notturna. Dopo un po' Morrison si alz, esamin
la stanza, trascin di nuovo la sedia accanto alla finestra e ci si sedette. Era molto consapevole dello spazio e non rimaneva
mai troppo a lungo vicino a Jack. Accese una sigaretta,
o magari non era mai stato senza. Jack non lo sapeva, perch
continuava a vedere la stanza come attraverso i buchi di una palizzata.
Ero con i marine a Hue come il tuo vecchio, disse Morrison.
Gli istruttori a San Diego gli hanno detto quello che hanno
detto a me l'ultimo giorno di campo addestramento reclute.
Noi gli stavamo intorno sul pavimento tirato a lucido delle baracche, e loro se ne stavano l con i loro perfetti cappelli
da campagna militare del cazzo e i calzoni verde mare
con la piega e le scarpe lucide come specchi. L'ultimo giorno di campo addestramento reclute, lo sai, gli istruttori somigliano
un po' meno a degli di e un po' di pi a degli stivatori
addetti al carico del bestiame. Alcuni di voi stronzi non torneranno
dal Vietnam. Non vi racconto cazzate, bellezze. Ma almeno morirete da marine. Il comandante garantisce a ognuno
di voi lo stesso trattamento: un fucile, uno zaino e un biglietto
di sola andata per il Vietnam. Il resto ve lo dovete guadagnare.
 un trattamento vantaggioso perch  onesto. Ma non c'era niente da guadagnare, Jack Tyne. Gli istruttori lo sapevano, e anche noi. Le possibilit di tornare erano le stesse
che vincere una mano di black-jack giocata nelle baracche su un baule ai piedi di una branda. Carte scelte a caso. E un pivellino e un baro hanno le stesse probabilit quando le carte
sono scelte a caso.
A Hue ho ucciso dei marine feriti. Gli ho sparato l dov'erano, con le budella sparse sul cemento crivellato dai colpi. Gli ho sparato in testa proprio come se fossero dei musi
gialli di merda. Non so se mi odio per questo. Non lo so davvero. Ma so che invidio la loro fortuna.
Fortuna? chiese Jack.
Non posso certo dire che da allora ci sia stato qualcosa che  valso lo sforzo. Nessuno  stato tanto buono da togliermi dalla mia infelicit.
Quando Morrison diede una tirata alla sigaretta nell'oscurit,
fumando come se la nicotina fosse ossigeno, Jack vide il sudore rappreso nella barba di due giorni.
Sono tornato dal Vietnam e ho fatto il poliziotto per tredici
anni. Ero di pattuglia in questa stessa strada e picchiavo quasi a morte gli stronzi nel vicolo qui dietro. Ma non c' gusto
a picchiare i coglioni. Gli uomini tristi non reagiscono. Mi sono messo in brutti pasticci con la droga, Jack Tyne. Fumavo
crack come una puttana che ciuccia i cazzi. Avevo perfino
una bella moglie e non riuscivo a farmelo venire duro per scoparmela,
a meno che non facesse delle vere porcate. L'ho costretta
a fare la puttana. Le ho tolto la luce dagli occhi e ridevo
nel farlo. Lei ha cominciato a chiavarsi dei negri. Sai come sono con i loro ti amo, piccola di merda. Non ricordo nemmeno
com'era fatta. Quando tornavo a casa la trovavo l e non volevo neanche vederla. Questa ragazza irlandese pulita, figlia di uno sporco sbirro, le tette talmente bianche che si vedevano
le vene attraverso la pelle. Credo che non sapesse come
vivere, a meno che qualche stronzo non la trattasse come una merda. Ognuno si diverte a suo modo, Jack Tyne. Fanculo
lei, fanculo me. Due anni fa ho preso questa stanza per morire. Per farmi saltare le cervella contro queste mura macchiate
di sborra. Ma non ho le palle per farlo.
Morrison smise di parlare. Sembrava che il suo racconto fosse finito. Si lasci cadere sulla sedia e la inclin sulle gambe
di dietro. Jack sent il pulsare lento del proprio sangue nel polso e nella gola.
Mia sorella ha delle belle tette, disse Jack. Aveva il corpo di una donna quando era ancora una ragazzina e perfino i vecchi volevano farsela. Mio nonno si innervosiva quando lei lo abbracciava,
e dopo un po' non gliel'ha pi permesso. La respingeva.
Cominci a scoparsi il mio patrigno quando aveva quattordici anni, e io li stavo a guardare e mi piaceva. Se lo scopava
standogli sopra, e a me piaceva guardarle le tette mentre lo faceva. Mi veniva duro. A volte non riesco a pensare ad altro.
A Fort Bragg hanno picchiato un ragazzo perch credevano
che fosse finocchio, e mentre lo pestavano io pensavo alle
tette di lei.
Morrison non disse niente. Accese una sigaretta e la diede a Jack. Poi guard la parete, gli occhi chiusi nella violenta luce
del sole.
Volevi fartela, Jack Tyne? chiese.
Jack diede una tirata e toss, ma continu a fumare. Si stese
sulla schiena.
Non so cosa volevo fare, disse.
Non sei di qui.
Sono della contea di Watega.
Sei venuto qui a morire?
Jack era spaventato. Sentiva e diceva troppe cose. Non aveva mai ascoltato la propria voce esprimere i pensieri che faceva su sua sorella. Allora dev'essere vero. Non  pi come un sogno. L'ho detto e mi sono sentito, perci  successo.
Allora? disse Morrison.
Sono venuto fin qui per sparire. Ho cercato di farlo nell'esercito, ma continuavo a trovarmi dappertutto.
 uno schifo, non  vero?
Non so se lo  o non lo so ancora.
Scommetto che pensi che ho ucciso il tuo vecchio, disse Morrison.
Finalmente Jack aspir il fumo senza tossire.
Mi dicono che era un coglione, disse. Probabilmente sarebbe
tornato a casa dal Vietnam peggio di com'era prima.
Per cinque giorni e cinque notti mangiarono qualunque cosa
Morrison portava dalla strada: panini di pita con carne e salsa di cetriolo, hamburger gocciolanti di ketchup, lattine di fagioli fredde che Morrison apriva con un apriscatole militare
P-38 attaccato al portachiavi a catenella. Il ventilatore girava
senza posa, anche se non faceva altro che diffondere il calore che gli copriva collo e faccia di sudore, ma comunque l'aria era meglio mossa che ferma. Parlarono senza fine e ognuno denud la propria anima nella squallida stanzetta sopra
Monroe Street. Morrison sedeva nella sedia accanto alla finestra con le gambe allungate, senza mai guardare Jack quando partiva con le sue storie senza capo n coda. Erano pi simili a peccati confessati che a storie raccontate. La sua
faccia era calma e triste, gli occhi senza luce e chiusi a volte per lunghi istanti.
Jack era seduto contro la parete sul materasso sottile, quando
i suoi occhi gonfi si aprirono. Le poche cose di Morrison erano ammucchiate in una sacca da viaggio accanto a un lavandino
rotto. Aveva aiutato Jack a fare i primi passi e lo aveva
portato al gabinetto in fondo al corridoio, il braccio robusto
intorno alla sua schiena, sostenendolo in modo da fargli sfiorare appena con i piedi il tappeto consumato. Prima l'aveva
fatto pisciare in un cartone di latte vuoto. L'aveva aiutato a cacare in un sacchetto dell'immondizia. Gli rinfrescava il viso
con uno straccio e con secchi pieni di acqua fredda e gli parlava di quanto fosse strana la lucidit appena riacquistata.
Cos quel marine ti ha chiesto di ucciderlo? disse Jack.
L'ha fatto con gli occhi. Proprio come una donna ti dice che vuole scoparti. Ci sono cose che la gente non riesce a chiederti. Le budella gli sgusciavano attraverso le dita. Sembrava
che provasse a trattenerle.
Io avrei fatto la stessa cosa per il mio amico Wilder.
Non era mio amico. Non lo conoscevo. Poi non ho pi voluto
conoscere nessun altro.
L'avrei fatto comunque.
Non era per lui, disse Morrison. Era per me. Certe cose sono
semplicemente troppo dure da vedere. Lui era una di quelle.
Ma ti  toccato anche vederlo morto.
E lo vedr sempre. Ma era in pace. Aveva uno sguardo sul viso come se fosse riuscito a buttarla in culo a tutti quegli stronzi. A volte divento invidioso e lo odio.
Ma  per questo che sei diventato un tossico.
No. Mi piaceva farmi. Perci mi drogavo. Perfino un coglione
come me deve avere qualcosa da amare.
Quando era il suo turno di sentire Jack, Morrison fumava
una sigaretta dopo l'altra e gettava i mozziconi dalla finestra.
Lo guardava dritto negli occhi. Ascoltava con grande attenzione,
spesso chiedendogli di ripetere. I suoi occhi si illuminavano.
Jack cercava di trattenere le lacrime e parlava per due ore, profondamente commosso dal modo in cui quell'uomo ascoltava senza dare giudizi. Quando confess di essere un codardo, un altro crepuscolo afoso incombeva sulla citt.
Avrei potuto ammazzare Donny due volte, disse, magari tre. Avrei potuto spaccargli la testa. Ma non odiavo quel figlio di puttana perch si scopava mia sorella. Ero geloso perch le piaceva tanto. Scopava con passione. L sopra di lui in quelle
notti.
Morrison gli sorrise e annu, gli occhi umidi ma senza lacrime.
Jack Tyne sospir e scopr di essere molto innamorato.
E tornato dalle pozzanghere di Hue per portare via il buio dalle tenebre e trasformare la notte in semplice notte.
Quando fu in grado di camminare senza avere l'impressione
che la terra vorticasse contro il cielo, Jack Tyne and con Morrison a consegnare carcasse di agnello congelate. Lasciarono
la stanza di Monroe Street che era mattina presto e faceva
ancora buio, con gli edifici accesi del Loop che si levavano
a est come gioielli pacchiani. Piccioni grassi e dalle lunghe ali facevano la spola tra il filo della luce e il davanzale della finestra con i becchi aperti, lanciando strani richiami.
Camminarono insieme per i lunghi vicoli, passando davanti alle scale antincendio di ferro, ai cassonetti brulicanti di mosche,
alle coppie di cani macilenti che vagavano per la citt dietro le loro ombre che spaventavano Morrison. Portava dei sassi in tasca per cacciarli via, e se ne serviva spesso. Le sue tasche
non erano mai sprovviste di pezzi di blocchi di cemento grigi, di mattoni rotti. I cani si allontanavano uggiolando nella
mattina buia e Morrison respirava pi facilmente.
Arrivarono alla strada del mercato, dove uomini grassi con grembiuli macchiati dalla carne scaricavano quarti di mucca e di maiali da autoarticolati frigoriferi. Mentre la trasportavano
nei magazzini per appenderla ai ganci, dalla carne sulle loro
spalle si levava vapore freddo. Gli uomini si appoggiavano alle porte dei depositi di carne e affilavano i coltelli da macellaio
contro le pietre bagnate, i visi vacui come quelli dei gatti. Gli elevatori correvano tra le piattaforme di carico. Infuriavano
discussioni in spagnolo e polacco. Nelle stalle aperte
dispositivi elettrici per uccidere le mosche scoppiettavano
istericamente in una luce bluastra.
Jack Tyne camminava fiero accanto a Morrison nei blue jeans e nella T-shirt con le maniche tagliate che aveva avuto in prestito. Gli pareva che loro due avessero sangue simile. Con la coda dell'occhio vedeva Morrison che vegliava su di lui, mentre l'ex poliziotto camminava con i fianchi magri e gli scarponi
pesanti. L'odore della carne che si scongelava era dappertutto.
Morrison tir fuori una sigaretta dalla tasca e alz un fiammifero.
Fece un gesto verso la lunga strada di depositi, indicando
quello proprio in fondo, vicino alla Halsted, e gli autoarticolati
parcheggiati. Davanti alla stalla c'erano due messicani che caricavano carcasse di agnello dietro a un furgoncino.
Avevano facce prive di sorriso e lavoravano molto rapidamente.
Morrison parl prima di buttare fuori il fumo.
 qui che lavoriamo, disse. Questo  il furgoncino. Io guido
e tu consegni gli agnelli.
Non sembra difficile.
La parte peggiore  pulire il sangue dopo che si sono scongelati
a met. I gatti faranno ressa qui attorno. Tutti cercano di entrare nel furgoncino e leccare il sangue. Tu gli dirigi contro
il tubo dell'acqua, ma alcuni se ne fregano di bagnarsi.
Hanno una voglia matta di sangue. Vedrai.
Jack camminava ascoltando.
Non ci fai caso per sei dollari l'ora.
Ne guadagnavo otto come traslocatore, disse Jack.
Cazzo!
Morrison sorrise con la sigaretta in bocca, quindi mise il braccio intorno a Jack e lo strinse a s per un lungo istante mentre camminavano ridendo.
Il deposito aveva le dimensioni di un grande garage, con un ufficio in una galleria sopra la porta della cella frigorifera. La saracinesca era sollevata. Il greco grasso stava in fondo alla scala e fumava e beveva caff come un uomo che non  andato
a dormire. I suoi mocassini bianchi avevano dei fregacci neri,
cenere di sigaretta macchiava la camicia di seta spiegazzata.
I messicani portavano le carcasse di agnello fuori dalla cella frigorifera con le mani infilate nei guanti, e dalla pelle si levava vapore freddo. Era rossa e bianca, perch il sangue dei garresi era ancora ben congelato. Gli agnelli avevano gli occhi
azzurri stranamente attaccati alle orbite. I loro colli oscillavano
mentre i messicani li caricavano dietro il furgoncino su un foglio di cartone. Ammucchiati l dentro al buio, gli agnelli
scuoiati e sbudellati sembravano uccelli preistorici dai
grossi denti.
Pensi di poterti inciuccare tanto da baciarne uno? chiese Morrison.
Me la sono quasi fatta con una puttana pi brutta di loro quando ero sobrio, disse Jack.
Un cazzo duro punta sempre a nord, non  vero? disse Morrison.
Non l'ho nemmeno toccata.
Lo stronzo del tuo amico si  preso quella che volevi tu.
Come fai a saperlo?
C' sempre un amico stronzo, e poi tu non sei un tipo grintoso.
Jack Tyne sput e rimase in ascolto, pensando vagamente a Keller e al suo sorriso da conduttore di quiz a premi e chiedendosi
se fosse gi in lista per il terzo gallone. Morrison entr
nel deposito e parl con il greco. Il grande aspiratore vicino
al tetto risucchiava l'aria direttamente fuori del deposito.
Il greco non guard Jack a lungo, se mai lo fece.
Jack stava osservando i messicani che lavoravano alla maniera
silenziosa dei fiumi che scorrono e del vento che soffia a raffiche, quando un nero sudato risal la strada trascinando un carretto da fruttivendolo con sopra un'alta pila di pallet di legno. Il nero evitava i camion e gli elevatori e le file di operai che scaricavano la carne bovina in quarti. Era seguito da cani rognosi che si lanciavano in avanti cercando di annusargli le scarpe malconce. Aveva il viso che sembrava fatto di fango indurito,
la testa di ghirigori grigi. L'uomo spinse il carretto fino
a Jack e lo guard, mentre i cani arretravano e ringhiavano
l'uno contro l'altro, i denti gialli lucidi di saliva. I pallet sul carretto vacillarono e l'uomo li blocc con la spalla.
La scorsa notte, disse a Jack, i bastardi mi hanno pestato finch non mi sono quasi cacato sotto. Mi sarebbe tanto piaciuto
volare. Sai. Volare via.
Chi ti ha pestato? chiese Jack.
I bastardi mi hanno pestato. Chi altro?
L'uomo puzzava come l'acqua sul fondo di un cassonetto.
Non portava segni di violenza, solo quelli dell'et.
Non sono il tipo d'uomo che sta attento al peccato, disse.
Non ha senso. Mi piacerebbe solo saper volare, ma il Signore ha voluto che camminassi. Tutti i suoi figli ricevono scarpe per camminare, quando invece hanno bisogno di ali per volare.
Ma comunque non ci sono angeli negri. Non ne hanno mai dipinto nessuno. Eppure ci sono. Chi dipingeva semplicemente
non li vedeva. E sai perch?
No, disse Jack.
Le sclere dell'uomo erano diventate rosse. I cani uggiolarono
e rasparono il pavimento con i sederi macilenti, poi corsero
via insieme alle loro ombre.
Perch volano troppo veloci, disse. Proprio come dovresti
fare tu. Danny Irish  un ossesso. Non  come noi altri.
Jack si gir e guard i messicani che caricavano gli ultimi agnelli. I globi oculari azzurri sbirciavano qua e l fuori dal furgoncino. I messicani piegarono le bocche in cupi sorrisi e si pulirono le mani sui grembiuli macchiati.
 matto, dissero di Morrison. Completamente fuori di testa.
Nei giorni successivi attraversarono in lungo e in largo il North Side, passando davanti alle pensiline senza luci dei cinema
da un dollaro, ai bar senza vetrine con le insegne della birra che dondolavano al vento, ai marciapiedi disseminati di gomme da masticare fuori delle stazioni della sopraelevata, dove storpi vendevano calze legate a mazzi. Le strade affollate
li portavano da una macelleria all'altra, con le facciate strette
tra rivendite dell'usato e negozi di video gestiti da indiani: qui greci dagli occhi neri lavoravano in soffocanti stanze sul retro con il sudore che cadeva dai loro visi non rasati sui tavoli
cosparsi di brandelli di carne a fette. Avevano l'umore nero
come i loro baffi, questi uomini la cui vita consisteva nel fare
a pezzi la carne. Quando capivano che il ragazzo di Morrison era nuovo del giro, perfino schizzinoso sugli agnelli che consegnava, fissavano i loro occhi da pazzi nei suoi e ammiccavano adagio, come prostitute che si mettono in mostra,
prima di troncare la testa di un agnello con un colpo netto
di mannaia. Le teste staccate traballavano accanto alle loro scarpe da tennis insanguinate senza rotolare mai, a volte annuendo
perfino sul pavimento di cemento, come se si facessero
matte risate con i macellai. Alcuni erano eccellenti ventriloqui
e tiravano fuori la voce in modo che le teste staccate salutassero Jack in un inglese sgrammaticato, mentre loro affilavano
lunghi coltelli sulla cote e provavano il filo delle lame radendosi strisce di peli neri sulle braccia. C'erano macellai a cui mancavano tutte le dita, e agitavano i moncherini verso
Jack con finta civetteria, mandandogli perfino dei baci e chiedendogli
se gli piacevano i greci.
Morrison osservava Jack che distoglieva lo sguardo e lavorava
in silenzio come se fosse da qualsiasi parte fuorch in una macelleria. Era un ragazzo forte, capace di portare una carcassa congelata per spalla dal furgoncino alle macellerie, dove le mosche sbattevano come grandine contro le porte a zanzariera. Le appendeva ai ganci a testa in gi per le zampe legate con del filo metallico, e al caldo quelle facevano presto
a scongelarsi. Ma Morrison vedeva che Jack era scosso da tutto ci. I suoi occhi sbattevano come l'otturatore di una macchina fotografica. Dopo ogni colpo di mannaia faceva una smorfia, quasi gli stessero staccando la testa e il culo.
Guardava fuori delle porte sul retro come chi ha gli occhi fissi
nel vento, sperando di trovare un posto su cui posare lo sguardo.
Alla fine di quelle giornate tornavano dagli uomini del mercato, che sedevano spalla a spalla sui cofani delle macchine
bevendo birra. Foschia giallastra al crepuscolo. Giochi a rincorrersi con tutti i crismi, zuffe sulle puntate sgraffignate rinviate da mezzogiorno. Poliziotti nelle auto di pattuglia con facce da falco e occhi smorti che aprivano il buio della citt come una baionetta. Jack sfregava il grasso liquefatto e il sangue
dal pavimento del furgoncino con l'Ajax e con una pezzuola
verde come un ladro di baracche messo di corv per punizione,
mentre i messicani innaffiavano il deposito con un tubo flessibile e facevano defluire l'acqua nei canali di scolo.
Morrison stava in piedi a fumare, com'era sua abitudine, soddisfatto
di come quel ragazzo che veniva dai campi di granturco
lavorava in silenzio senza mettere in discussione perch toccasse a lui e non a un altro pulire il sangue. Era un buon soldato. L'ex poliziotto se ne rendeva conto.
Jack sedeva nella parte posteriore del furgoncino con le
gambe allungate davanti a s. Si era infradiciato con l'acqua che gli era servita per pulire, aveva i pantaloni macchiati di Ajax e una mano davanti al naso. Morrison fumava con uno scarpone appoggiato al gancio del paraurti, fissando i gatti che soffiavano e sibilavano per tuffarsi sul foglio di cartone zuppo di cui si servivano per ricoprire il pavimento del furgoncino.
Jack lo guard.
Come si fa a togliersi la puzza di agnello dalle mani? disse.
Morrison rise e guard la sporcizia che orlava le labbra del ragazzo.
Non si fa, disse. Si impara a conviverci.
Jack si limit ad annuire. Il furgoncino era perfettamente pulito, scintillante d'acqua.
Pensi mai di andare a cercare il tuo patrigno? chiese Morrison.
Non torner mai pi laggi, disse Jack. Non c' niente da vedere.
Ci sei gi andato.
E stato un errore. Cercavo la mia casa, ma in realt un posto
del genere non esiste.
Morrison guard le macchie di acqua che salivano sulle gambe dei pantaloni di Jack, poi i suoi occhi terrorizzati.
Ammazzer quel ciccione figlio di puttana per lui. Non dev'essere cos spaventato. Non ce n' motivo, perch non abbiamo
altro da perdere se non quello che abbiamo adesso davanti
agli occhi. Deve saperlo.
Una sera erano seduti accanto alla finestra aperta della stanza di Morrison, spalmando carne in scatola su cracker salati
e mangiando sardine alla senape direttamente dalle scatolette
con le mani. Il freddo era arrivato quella mattina, quando
nuvole nere si erano distese sull'orizzonte, l dove il cielo incontrava l'orlo del lago Michigan. Non c'era vento, perci
le nuvole avevano impiegato tutto il pomeriggio a coprire la citt. Morrison svit il tappo della bottiglia da un litro di Budweiser e vers la birra in due tazze da caff, mentre arrivava
la prima pioggia in tre mesi, una delicata pioggia estiva che cadeva obliqua nella luce dei lampioni.
Le croste sul viso di Jack avevano cominciato a staccarsi ed erano rimpicciolite. I lividi sotto gli occhi erano sbiaditi da giallo-neri a color carne. Aveva perso il taglio militare e i capelli
gli spuntavano ribelli sul collo. La pioggia si intensific e scur il cemento come il cielo, il velo di polvere nei canali di scolo si trasform in fango. Morrison aveva paura che ora che stava bene il ragazzo se ne sarebbe andato, sarebbe scomparso
dalla sua vita in un batter d'occhio. Il ragazzo rovinava le cose. Se andava via, Morrison non sarebbe stato pi solo, ma abbandonato.
Si gir con in mano la tazza piena di birra e nel girarsi vide gli occhi spauriti di Jack e la tristezza che abitava il suo sguardo.
Nei primi bagliori dei lampi la citt sembrava un qualcosa
tirato fuori dal cappello di un mago e rimesso di nuovo dentro.
Non pensi mai di chiedere qualcosa al tuo vecchio? disse Morrison.
Jack lo guard e poi torn a guardare fuori dalla finestra, quando echeggiarono tre tuoni.
Una volta sognavo sempre a occhi aperti che lui tornava dal regno dei morti, disse Jack. Mi si sedeva accanto e mi diceva quello che dovevo sapere. Come essere uomo. Come combattere.
Mi diceva perfino come sarebbe andato a finire tutto quanto. Le cose si sarebbero sistemate, diceva. Per forza. Ma non era veramente lui che sognavo. Era un tizio che avevo visto
in TV. Quella  la cosa pi vicina a un padre che abbia mai avuto. Merda. Mi inventavo perfino ricordi su di lui, mentre non ne ho mai avuto nessuno.
Meglio cos, disse Morrison. L'unica cosa che rovina avere
un vecchio  averne uno.
Da questo punto di vista sono stato fortunato. Io avevo il tipo che ti inventi.
Non  cos male.
Lo  quando cominci a inventare ogni altra cosa sulla tua vita.
Jack sedeva stringendo la tazza. Guardava fuori della finestra
la luce che si spandeva sotto di loro e il cielo sopra le loro
teste, sconvolto dai lampi. Gli si inumidirono gli occhi e gli spuntarono piccole lacrime.
Il mio vecchio era un rifiuto. In mancanza d'altro si sarebbe
bevuto la lozione dopobarba. Quel piccolo bastardo di un irlandese era capace di farsi fare il culo da chiunque, perfino da un grosso gatto. Ma ho smesso di odiarlo molto tempo fa.
Perch? disse Jack.
Ogni uomo  un po' fuori di testa per qualcosa che non ha avuto, disse Morrison. In questo senso un padre non  affatto
diverso da te o da me.
Morrison riemp le tazze da caff e pos la bottiglia vuota sul pavimento.
Sai che ero pronto a uccidermi prima di trovarti? disse. Lo volevo pi di qualsiasi altra cosa. Sognavo di baciare il silenzio.
Di cacciargli la lingua in gola come se il silenzio fosse una puttana. Ma ora non lo voglio pi. E non so dirti perch.
Scommetto che pensavi di essere gi morto, disse Jack.
Qualcosa del genere. Ma non so perch adesso penso di essere tanto vivo.
Le labbra di Jack tremarono in un sorriso.
Non hai mai pensato di vendicarti di Donny? disse Morrison.
Un sacco di volte. Ma adesso non me ne importa pi niente.
Morrison si spinse indietro sulla sedia e guard Jack che stava seduto quasi fosse a cavallo, fissando freddamente il nulla come avrebbe potuto osservare la campagna bruciata e senza un filo d'erba, con lunghi cieli e aspre montagne ammassati
all'orizzonte.
Quando fingevi che il tuo vecchio ti parlava, disse Morrison,
gli hai mai chiesto cosa avresti dovuto fare con Donny?
Di questo non gli ho mai parlato.
Cosa gli chiedevi? disse Morrison.
Lasciavo semplicemente che mi parlasse. Come fai tu. Ma se avessi avuto la possibilit di chiedergli qualcosa, avrei voluto
sapere se fosse mai stato felice.
E basta?
Non riesco a farmi venire in mente nient'altro che avrei voluto davvero sapere.
Jack non aggiunse altro. I suoi occhi distanti si distolsero impauriti, perfino penosi. Non era un soldato pi di quanto non lo fosse un gatto malato. Morrison lasci cadere il discorso,
dopodich si accesero le sigarette e fumarono in silenzio,
mentre la pioggia seria arrivava in cortine nere che il vento sospingeva e faceva rotolare dal lago. Morrison sapeva che quella pioggia sarebbe caduta per molti giorni e avrebbe allagato le fogne, e all'alba i topi esiliati avrebbero giocato sui mattoni del vicolo come bambini.
La pioggia entr obliqua attraverso la porta che conduceva
al deposito del greco, quando Morrison l'apr a Jack. C'erano
quattro camerieri che giocavano a carte intorno a un tavolo
quadrato, vecchi con peli grigi che gli spuntavano dalle orecchie. Il ragazzo mongoloide dagli occhi storti riempiva i loro bicchieri da una bottiglia di scotch. Sbavava e si muoveva
in modo frenetico e a ogni bicchiere che riempiva si confondeva, come se fosse la prima volta che lo faceva.
Stringeva forte il collo della bottiglia e pensava per lunghi istanti se dovesse portare il bicchiere alla bottiglia o viceversa. I camerieri
sedevano scomposti nelle uniformi blu dei ristoranti con le targhette con il nome sui risvolti e mettevano gi inviti
di venti dollari dopo essersi sistemati le carte in mano. Una stufa gli riscaldava le gambe.
Morrison lasci Jack accanto alla porta e si sedette su un mucchio di pallet, attento a non vedere niente che potesse restituirgli
lo sguardo, fissando con occhi preoccupati il muro di mattoni dall'altra parte del locale, dove spazzoloni con frange e scope erano appoggiati dentro alcuni secchi.
Devo scoprire cosa vuole farci fare, disse.
Jack annu con la faccia da gnomo.
In fondo a una grande stanza c'era una scala che portava all'ufficio del greco, appollaiato sopra la cella frigorifera. Il fumo
si alzava dalle bocche dei camerieri cos come dai portacenere.
Il mongoloide aveva esaurito lo scotch e stava con la bocca spalancata, lo sguardo abbassato sulla bottiglia per esserne
sicuro. La tasca della camicia era piena di mance da un dollaro che i camerieri ci avevano ficcato dentro. La lingua gli pendeva dalla bocca, sporca e bianca come schiuma di fiume, mentre teneva la bottiglia sollevata alla luce e la scuoteva per il collo.
La porta dell'ufficio si apr e il greco scese pesantemente la scala. Rimase sull'ultimo gradino, si strofin gli occhi e sbadigli.
La pancia gli teneva come al solito la camicia di seta azzurra
sfilata dai pantaloni e lui aveva rinunciato a provare a
rinfilarcela.
Bene, Danny Irish, disse.
Morrison annu, avvicinandosi alla scala.
Rimasero insieme a guardare il deposito come se fosse aperta campagna. Il greco sorrideva senza allegria mentre Morrison gli dava le ricevute di consegna fissate a un portablocco a molla. Il vento autunnale soffiava nella strada del mercato deserta e spingeva la pioggia in piccole raffiche contro
la porta dell'area di carico. Sentivano le gocce che colpivano
il metallo fin dall'altra parte della stanza.
Ho bisogno che mi recuperi alcuni crediti, disse il greco.
Non lo faccio pi, disse Morrison. Te l'avevo detto.
Preferisci consegnare agnelli morti sotto la pioggia per sei dollari l'ora? chiese il greco. Credo che cambierai idea. Non sei tagliato per questo lavoro.
Faccio le consegne.
Il greco si port la mano alle labbra e diede una tirata alla
sigaretta tenendola tra due dita. Era un gradino sopra Morrison.
No, Danny Irish, disse. Non sei qui per fare il lavoro dei messicani e credo che tu lo sappia. Sei troppo disperato.
Non so di cosa diavolo stai parlando.
Tu spaventi la gente con i fantasmi che ti ossessionano, disse
il greco.  questo che fai.  il tuo biglietto da visita.
A te non ti spavento.
Io ho in pugno una parte di te, come pure di questi camerieri
con il vizio del gioco. Senza di me, nessuno di voi potrebbe
essere quello che . Ma in fondo anche voi in parte tenete
in pugno me. I nostri bisogni e i nostri talenti ci hanno sposato. Credo che tu lo sappia.
Non mi drogo pi. Non da quando  arrivato il ragazzo.
Cos', ti fa da moglie quel ragazzo?
No.
Il greco scese dall'ultimo gradino. Aveva il colletto della camicia
aperto, la sigaretta tra le dita come un anello di diamanti.
Fiss attraverso il deposito Jack che stava accanto alla porta e guardava fuori della finestra.
Tu lo spaventi il tuo ragazzo, disse.
No.
Ma  gi spaventato. Si serve di te per non avere paura. Lo vedo nei suoi occhi, nel modo in cui non guarda mai qualcosa
che potrebbe restituirgli lo sguardo. Poi un giorno tu sarai quello che sei, Danny Irish. Lui se ne andr e tu rimarrai di nuovo con un pugno di mosche.
Non accadr.
Tutto accade. Sempre. Perci aspetter che tu rimanga con un pugno di mosche, poi recupererai i miei soldi.
Il greco rise attraverso il naso gonfio. Il ragazzo mongoloide
girava ancora intorno al tavolo dei giocatori con la bottiglia vuota sollevata davanti agli occhi storti. Osservava attraverso il vetro chiaro, come se l'ultima volta che ci aveva guardato fosse stato pieno di scotch. La bava gli colava dalla bocca. Voleva
proprio sapere dov'era finito il whisky. I camerieri presero
le loro carte dal mazziere con visi gelidi come il pavimento di cemento. Morrison desider che Jack desse le spalle alla porta e lo guardasse, magari gli sorridesse come potrebbe fare
un figlio, ma non lo fece, anzi avvicin ancora di pi gli occhi
alla finestra. Il greco si appoggi alla porta della cella frigorifera,
sospirando come per prendere in giro Morrison.
Tu sogni, disse.
Mi preoccupo solo per lui. Non ha nessuno.
Il ragazzo torner a casa. Sceglier la vita.  ancora giovane.
No.
Il greco si port due dita alle labbra per farlo tacere.
Alcuni uomini costruiscono le croci, disse. Altri ci stanno appesi. Mentre altri ancora inchiodano gli uomini al legno e li guardano morire. Sappiamo tutti e due chi siamo.
Dici troppe stronzate.
Tu stai appeso; io ti guardo morire.
Vaffanculo.
Il greco stava scimmiottando il modo in cui Morrison guardava
con aria trasognata Jack simulando uno sguardo gentile
con gli occhi scuri, quando l'ex poliziotto gli colp la testa liscia
e untuosa. Il viso del grassone si gir per la violenza del pugno, mentre il sangue gli sprizzava dalla bocca come vomito.
Poi Morrison lo colp tre volte con la cintura alla gola. Gli occhi del greco rotearono sotto le palpebre, ma non si chiusero.
Le sue ginocchia cedettero prima che crollasse sul pavimento
di cemento. Cerc di mettersi seduto contro la porta della cella frigorifera, ma Morrison url e gli diede un calcio in faccia che lo fece cadere di lato senza fare il minimo sforzo per proteggersi. La sua pancia pelosa trabocc dal lembo della
camicia. Morrison sorrideva e gli girava intorno, forse come
un cane dei suoi sogni, i denti gialli e la schiuma che gli ricopriva
le labbra sottili. Prese a calci il greco finch la vista della sua pancia bianca che ballonzolava non lo fece scoppiare
in una risata isterica.
Jack era accovacciato accanto alla porta del deposito, con la pioggia che colpiva la piccola finestra e macchiava la luce dei lampioni nel vetro. Aveva paura di muoversi. La faccia di Morrison era bagnata e sporca di pioggia, gli occhi vuoti e senza
luce in un modo in cui Jack ignorava che potessero essere.
Girava intorno al greco e ansimava. Il grassone giaceva goffamente
sulle gambe piegate, la bocca sporca di sangue. Poi Morrison cominci a urlare e a prenderlo a calci nelle costole mentre quello cercava di alzarsi sui gomiti. Ben presto il greco
smise di muoversi. Il mongoloide lasci cadere la bottiglia di scotch sul pavimento guardandosi intorno con aria ottusa, gli occhi che si muovevano freneticamente, la lingua scivolata fuori dalla bocca come quella del greco. I camerieri che giocavano
a carte si alzarono dal tavolo, afferrarono le banconote
dal feltro verde e infilarono la porta passando davanti a Jack con i parrucchini storti e le camicie aperte, correndo uno dietro
l'altro sotto la pioggia. Lasciarono i giacconi sulle spalliere
delle sedie e le carte sparpagliate sul pavimento tra i vetri rotti.
Il mongoloide scimmiottava la cupa risata di Morrison.
Guard Jack e sorrise come il personaggio di un cartone animato
finch non gli si chiusero gli occhi. Con le gambe corte imit i calci di Morrison contro la gamba del tavolo, finch non lo rovesci mandando in frantumi i bicchieri in cui galleggiavano
ancora i cubetti di ghiaccio. L'ex poliziotto era come
un cane inselvatichito, stranamente animato, la sua violenza
quasi una bella danza. Il greco era ridotto a un mucchio di grasso, bava e peli neri. Il mongoloide saltava su e gi, il culoche gli toccava quasi i talloni ogni volta che atterrava. Jack era per met fuori della porta e stava guardando il pi lento dei camerieri che sguazzava nelle buche piene d'acqua, quando
Morrison gir con cautela la testa e lo fiss dall'altro lato della stanza. Dove prima c'era il turchino i suoi occhi erano vuoti e cupi, occhi che avevano visto e portato morte e che supplicavano Jack di penetrare nei loro colori.
Jack si mise a correre sotto la pioggia per le strade bagnate,
inondate del candore lunare delle luci dei lampioni. Puttane
avvizzite erano buttate contro le porte dei depositi del mercato e sorridevano con la bocca aperta, mostrandogli i seni
afflosciati. Corse con un quarto di scotch che Morrison gli aveva ficcato nella cintura, dirigendosi a nord verso lo strepito
metallico della sopraelevata di Lake Street, con le luci delle
macchine che mitragliavano gli edifici di raffiche mute. Pi avanti vide un punto in cui la strada era spaccata. L'asfalto era stato divelto con un martello pneumatico ed era ammucchiato
in un cumulo intorno alla buca. Si inginocchi l dietro e rimase in ascolto di passi, ma una volta che il treno fu passato
non sent altro che la pioggia. Continu a provare a dimenticare
gli occhi di Morrison, ma non riusciva a pensare a niente per toglierseli di mente. Mio padre avrebbe avuto occhi cos se fosse vissuto. Gli stessi buchi neri, come se fosse morto senza che il suo corpo nemmeno lo sapesse.
Raggiunse la ferrovia oltre Green Street passando davanti ad alcuni piccioni morti nel canale di scolo. Le rotaie attraversavano
il fiume fangoso e si inoltravano nel Loop. Una nebbia ricopr la citt da est e gli alti grattacieli si ridussero a macchie di luce, come fuochi sotto il mare. Guad nell'acqua scura che allagava i binari finch non pens di essersi perso abbastanza
nella nebbia. Cammin fino a un muro di cemento a due passi
dalle rotaie e si nascose accovacciandosi tra alcuni arbusti.
Doveva andare da qualche parte, correre tra gli isolati della citt bagnata lontano da quegli occhi, ma non riusciva a muoversi.
Di tanto in tanto beveva in lenti sorsi dalla bottiglia da un quarto e guardava attraverso la rete di binari, ricordando le tristi feste nelle baracche e il bourbon scadente mandato gi con lattine di Coca.
Nell'acqua oltre le luci verdi dei binari risuon un tonfo, come se ci fosse caduto dentro un uomo. Poi giunse il rumore
ripugnante di scarpe che sguazzavano nel fango. Jack guard. La nebbia si posava bassa su entrambi i lati dei binari.
Guard di nuovo. Accanto allo scambio un uomo inginocchiato
si alzava e bestemmiava la madre di Ges in un accento
da montanaro, gridando come se fosse l'ultimo essere umano in un mondo trasformato in acqua scura. Rimase con le braccia che gli spenzolavano flosce, quindi si strofin via il fango dalla faccia barbuta e lo fece volare nuovamente nell'acqua.
Jack stava immobile tra gli arbusti. L'uomo esamin il muro di cemento come un paranoico prima di fissare i suoi occhi sugli scarponi di Jack. Avanz nell'acqua e socchiuse gli occhi. Era molto magro, con i capelli lunghi che gli pendevano
sulla faccia, il giaccone comprato in uno di quei negozi che vendono le eccedenze dell'esercito aperto come la sua bocca.
C' qualcuno? chiese.
Jack rimase in silenzio per un lungo istante. S, disse.
L'uomo si avvicin. Era immerso nell'acqua fin sopra le ginocchia
e guardava Jack con l'intensit sfacciata di un idiota.
Sei la guardia? disse. Ho visto un sacco di guardie in giro.
Per lo pi negri.
No, disse Jack. Niente del genere.
Non ho mai visto tanti negri in posizioni tanto importanti finch non sono venuto a Chicago.
Jack rimase zitto.
E tu? fece il tizio.
Jack guard quell'uomo magro dall'aria violenta.
E tu? Hai mai visto tanti negri che comandano?
No.
Guardavano l'acqua scorrere sospinta dal vento. L'uomo prese una sigaretta fumata a met dall'orecchio. Era zuppa.
Sulle nocche aveva tatuata la parola AMORE.
Non hai da accendere, eh? disse.
Ho tutti i fiammiferi bagnati.
Merda, disse l'uomo. Sarebbe bello trovare del fuoco per questo mozzicone. Sicuro che quei fiammiferi non sono buoni?
Sono finito in acqua come te, disse Jack.
Cazzo! Mi hai visto sbattere il culo? Un negro mi avrebbe accoltellato quando ero gi. Meno male che non sei un negro.
Gi, disse Jack.
Dove sei diretto? disse l'uomo.
Da nessuna parte.
Io vado in California a raccogliere la frutta. Ho sentito che ai bianchi gli fanno comandare i messicani. Basta che ti presenti,
e ti ritrovi con degli uomini sotto di te.  tutto il giorno
che sto qui ad aspettare un treno abbastanza lento per saltarci su.
Qui non passano treni merci, disse Jack. Solo treni passeggeri
e di pendolari.
Sono arrivato in autostop da Knoxville qualche giorno fa, disse l'uomo. Durante il viaggio tutti mi hanno detto che avrei potuto prendere un treno merci da Chicago. Ho immaginato che se aspettavo qui in giro abbastanza a lungo, uno ne sarebbe
passato. Ma quella guardia negra laggi ha cominciato a insultarmi. Un bianco non pu sopportare nessuna faccia tosta di negro e sentirsi in pace con s stesso. Quei messicani laggi in California faranno bene a rigare dritto con me.
Jack guard lui e i suoi pantaloni da lavoro sformati che gli ciondolavano intorno alle gambe.
Comunque qui i treni ci passano e come, disse l'uomo.
Scommetto che la gente ci rimane secca in continuazione.
Scommetterei che tra di loro ci sono stati anche dei ragazzi che facevano faville in macchina.
Pu darsi, disse Jack.
Scommetto che il ragazzo stava per venire, disse l'uomo.
Pensa che schifo, quelli a scopare come scimmie e poi bum.
Gi.
Fai bene a pensarla cos. A casa mia c'era un matto che girava
per le strade di montagna e faceva fuori tutta la gente che stava nelle macchine parcheggiate a scopare. Aspettava che quello venisse e poi gli sparava in testa.
L'uomo sorrise con i denti storti e fece una pistola con le dita.
Bum, bum, disse. Poi una notte si imbatte in due finocchi che se lo sbattono in culo, e la pistola fa cilecca. Indovina cos' successo a quel figlio di puttana fuori di testa?
Cosa? disse Jack.
I due finocchi gli hanno massacrato il culo a forza di frustate.
Non te lo sogneresti nemmeno, ma due finocchi sono sempre due uomini, e scommetto che alcuni di loro possono essere piuttosto cattivi. Hai del whisky l?
L'uomo prese la bottiglia da un quarto dalla mano di Jack e la stapp, quindi tracann a gran sorsi lo scotch. Si scol met bottiglia.
Ci voleva proprio, disse. Quanto mi piace questo bruciore
in gola.
Jack riprese la bottiglia. Gli occhi dell'uomo erano come riflettori
su di lui. Sapeva di cibo marcio.
Non  un cazzo di posto dove passare la notte? chiese.
Davvero, disse Jack. Buona notte.
Quando salt gi dal muro, Jack affond fino alle caviglie nel fango. Guard dall'altra parte dei binari nella nebbia gialla.
Ehi, disse l'uomo. Non avresti un paio di dollari da prestarmi?
Se mi dai l'indirizzo poi te li mando direttamente dalla
California.
Non li ho, disse Jack.
L'uomo lo segu, sguazzando nell'acqua.
Non mando gi niente da quando quel camionista mi ha pagato da mangiare, disse. Due giorni fa.
Jack continu a camminare. Non ho niente, ripet.
Penso che sei un sacco di merda bugiardo, disse l'uomo.
Ne avevi abbastanza per comprare quel fottuto whisky di prima
qualit.
Jack lo guard al di sopra della spalla. L'uomo avanzava veloce
con l'aria seria, borbottando sottovoce figlio di puttana.
Mi piacerebbe vedere cosa hai nella tasca di dietro, disse.
Mi piacerebbe proprio. Fottuto pisciacazzo. Lasciare un bianco a stomaco vuoto.
Jack aument l'andatura, sollevando bene i piedi man mano che procedeva nell'acqua, gli scarponi appesantiti dal fango.
Vedo quel maledetto portafoglio da qui, disse l'uomo.
I binari scintillavano argentei nell'acqua torbida mentre Jack avanzava verso il rombo del traffico sulla Milwaukee Avenue. Teneva la bottiglia come se fosse una granata. Aveva
quasi attraversato la seconda serie di binari, quando l'uomo
gli salt addosso da dietro e finirono tutti e due in acqua.
L'uomo cercava di colpirlo, cazzotti violenti con i pugni ossuti.
Jack gli moll una ginocchiata all'inguine. L'uomo smise
di picchiare e cerc di mordergli il naso, ma Jack si raddrizz
sulla gamba arretrata e gli spacc la bottiglia in testa.
Il vetro gli si ruppe in mano. La fronte dell'uomo si apr
orrendamente prima che alzasse gli occhi al cielo e cadesse all'indietro, spruzzando acqua fangosa tutt'intorno.
Jack si alz e corse lungo i binari nella nebbia. Gli sanguinava
la mano. Aveva in bocca il sapore di sputo schiumoso.
L'acqua era immobile. Il lontano rumore del treno che fischiava
fuori della Union Station arriv fluttuando sui binari.
L'uomo giaceva nell'acqua dov'era caduto. Jack infil in tasca la mano che pulsava e sanguinava, e corse di nuovo verso Green Street ripercorrendo l'identico tragitto dell'andata.
Url nella nebbia il nome di Morrison.
Il piede di Morrison si era alzato per prendere a calci la gola
del greco che giaceva svenuto sul pavimento del deposito, raggomitolato accanto a due bidoni dell'immondizia di plastica.
Non cercava pi di difendersi. Dal naso rotto gli sgorgava
sangue. Il petto si alzava e abbassava con il respiro. Il mongoloide prendeva a calci i pallet ammucchiati dov'era stato
seduto Jack, le sue risate simili a uggioli di cani rinchiusi in un canile. Morrison guard la sua bocca storta e si trattenne
dallo sfondare il collo del greco, quindi corse fuori sotto la pioggia appresso a Jack. Non sapeva se il ragazzo se ne fosse andato da un'ora o da un minuto, n perch stesse prendendo
a calci il greco. Si era appena svegliato e si era trovato l.
Il mongoloide correva per la strada dietro di lui, le pozzanghere
che esplodevano sotto i suoi passi, un pallido vapore che si levava dalla sua bocca. Mi sono macchiato di tanti orrori,
ma Dio restituiscimi il ragazzo.
Corse davanti alla fila di ristoranti greci sulla Halsted, che erano tutti chiusi. Dietro le lunghe vetrine i camerieri ammucchiavano
le sedie sui tavoli e buttavano croste di pane e mozziconi di sigaretta sul pavimento. Una strada solitaria con fermate dell'autobus deserte e macchine parcheggiate, con l'acqua grigiastra che scorreva nei canali di scolo e si riversava
nelle grate delle fogne. Morrison entr nella stazione degli autobus sulla Harrison bagnata dalla notte e corse lungo le panche di legno malconce, guardando negli occhi di uomini sudici che gli restituivano lo sguardo come se fossero
cadaveri e aspettavano qualsiasi cosa tranne un autobus. Controll il bagno degli uomini, un lago di piscio, le piccole cabine senza porta, lo specchio crepato in mille ragnatele. Usc e vag nella
nebbia e nel fango misto a erbacce dei cortili sul retro e poi lungo il fiume, dove l'acqua scura e turbinosa vorticava intorno
ai moli di cemento. Molte volte pens di scorgere la figura
allampanata di Jack venirgli incontro nell'oscurit, ma erano solo brandelli di nebbia che fluttuavano attraverso le ombre, inseguendo le tenebre esterne oltre i cerchi delle luci dei lampioni. A volte si trattava di un paio di puttane che vacillavano
tra le buche sui tacchi rotti, strofinandosi via lo sperma
dalla faccia con sacchetti di carta e aggiustandosi le parrucche.
Dalla veranda del suo albergo vide il cellulare della polizia fermo dall'altra parte della strada accanto a uno spiazzo vuoto.
Al suo interno, gli ubriachi ammanettati con il filo flessibile
si agitavano sulle panche come pesci infilzati a uno spago
e digrignavano i denti al buio. La pioggia divenne una pioggerellina che solcava obliqua le luci dei lampioni. Morrison
era seduto sui gradini a fumare mentre due poliziotti stanchi
tiravano un ubriaco fuori dalle erbacce. La nebbia era colorata
a intermittenza di blu dalle luci rotanti del cellulare.
Muovendosi con la metodicit di due marionette, i poliziotti trascinarono un ubriaco tutto bagnato attraverso il fango e la ghiaia. Aveva la testa che gli dondolava e il collo piegato come
se pregasse.
Quando i poliziotti aprirono il cellulare, gli ubriachi strillarono
e diedero del ciucciacazzi al mondo intero. Un nero era seduto accanto alla portiera con gli occhi gonfi e la testa appoggiata contro la parete, il naso sanguinante. Un ubriaco grasso fece capolino per guardare e un poliziotto con gli occhi
da delinquente lo colp sul plesso solare con il manganello.
L'ubriaco cadde di peso all'indietro sul pavimento, dove
un uomo strafatto di amfetamine con i polsi ammanettati sollevava
le gambe legate e le pestava per terra. I poliziotti tirarono
su l'ubriaco come se fosse un ariete e lo spinsero dentro senza guardarsi. Ben presto il cellulare ripart a razzo nella nebbia e gir l'angolo tanto velocemente che gli uomini andarono
a sbattere di sicuro contro le pareti. Morrison conosceva
bene quel gioco e sapeva anche che la retata sarebbe durata
fino all'alba e allo spuntar del giorno, quando si fosse alzata la nebbia, sarebbero stati ancora tanti gli ubriachi sfuggiti
ai poliziotti.
Butt la sigaretta nella strada, quando una figura giunse di corsa lungo una fila di macchine parcheggiate, velata dalla nebbia, finch non fu a poco pi di cinque metri da lui. Rimase
a guardare. Sentiva il respiro regolare e perfino il suono del pianto leggermente pi flebile. Distolse gli occhi e guard di nuovo. Era il suo ragazzo, zuppo come legna portata dalla corrente, il fango raggrumato tra i capelli corti. Tremava e guardava Morrison come un cane spaventato. Non parlava.
Se ne stava l a fissarlo e a piangere. Aveva la mano ferita e scura di sangue nella quale stringeva un frammento di vetro di bottiglia. Morrison si avvicin e mise le braccia intorno a Jack, e il ragazzo non gli restitu l'abbraccio. Rimasero a lungo
cos sotto la pioggia senza dire una parola.
Il tempo non cambiava. Le giornate erano fredde e zuppe di acqua grigiastra che scorreva nei canali di scolo. Morrison trov un lavoro per loro due come demolitori in alcuni edifici
trifamiliari del North Side che dovevano essere ristrutturati
in condomini. L'uomo che li assold non era molto pi vecchio
di Jack, portava un vestito, aveva bei denti e non li guardava mai negli occhi quando parlava. Il primo giorno si alzarono presto e martellarono via l'intonaco dalle pareti di assicelle con le mazze, finch le mani non gli si coprirono di vesciche e di sangue e i manici non gli graffiarono via la pelle dalle palme. Fracassarono gli sgabelli dei bagni e ridussero in macerie le vecchie vasche coperte di muffa, buttarono gi intere
pareti e spaccarono armadi con i palanchini. Jack si fasci
le mani sanguinanti con della garza e si infil un paio di guanti, ma entro mezzogiorno il sangue trasud e li inzupp come strofinacci per i piatti. Morrison brandiva il martello come
un indemoniato, senza esprimere mai il minimo fastidio per le palme insanguinate. Boccheggiava e ansimava mentre spaccava allo stesso modo la porcellana e l'intonaco, gli occhi tristi che osservavano gli appartamenti come se fossero scene di vecchi incubi. Di tanto in tanto rivolgeva uno sguardo desolato
a Jack, si sforzava di sorridere e rideva tra s e s. Jack manteneva le distanze e lavorava. Per lui sono qualcun altro.
Non mi vede mai, anche quando mi guarda. Sono un uomo morto
che sta cercando di far rivivere, magari perfino trasformandomi
in un s stesso che non  mai stato.
Era quasi buio e piovigginava ed erano bagnati e le loro facce
erano bagnate nella luce bianca di una lampada portatile alimentata da un lungo filo elettrico arancione. Con due pale per il carbone raccolsero i detriti e li gettarono dalla porta posteriore
del secondo piano in un cassonetto lasciato nel vicolo.
L'intonaco spaccato cadeva sulle assicelle delle pareti crepate
e sui listelli del pavimento con lo strepito di una valanga.
Quando ebbero finito, appoggiarono le pale alle pareti sventrate,
i manici macchiati di sangue, quindi si rannicchiarono nell'appartamento accanto a una stufa. Con un sorriso da ragazzo
malinconico Morrison offr una sigaretta a Jack. C'era il suo riflesso indistinto sul vetro della finestra, e attraverso di esso le gocce cadevano lente in diagonale, tagliando il suo viso
come sottili rasoi. Non fu fatta parola sul pestaggio del greco
o sul modo in cui Jack era corso via sotto la pioggia. Jack fumava e teneva le mani ferite contro la stufa arancione, spaventato
dal riflesso di Morrison, come se esso contenesse un io pi cupo, apparentemente pi vero degli occhi tristi che vegliavano
su di lui. Tutto ci di cui Jack aveva bisogno erano altre due settimane di lavoro e poi avrebbe avuto abbastanza soldi per pagarsi il pullman per andare a trovare Wilder in Virginia, e questo strano tizio, Morrison, sarebbe stato solo una storia raccontata tra birre e bicchierini.
Morrison fumava e si grattava un punto proprio sopra l'orecchio.
Mi chiedo se il tuo vecchio si sia mai sentito come un Dio, in Vietnam, disse.
Non capisco che vuoi dire, disse Jack.
Era la parte migliore, disse Morrison. Laggi potevi essere un negro con le pezze al culo o un montanaro, ma avevi pieno
potere sui musi gialli. Potevi comprarne intere famiglie per farti lavare il culo o farti succhiare l'uccello, e per abbastanza soldi avrebbero messo le mani a coppa per fartici cacare. Se
qualcuno ti faceva incazzare non dovevi fare altro che sparargli,
bruciargli la catapecchia, ammazzargli maiali e galline, in-
cularti la figlia. Non importava. Gli ufficiali se ne fregavano, perch in questo modo avevano altri musi gialli da aggiungere
al conto dei morti. I comandanti di compagnia litigavano sul conteggio delle vittime come bambini che raccolgono le etichette delle minestre per guadagnare materiale per la scuola.
Costruivano le loro carriere sui musi gialli crepati.
Una volta ero in elicottero sul fiume dei Profumi, e c'erano
tutti quei piccoli musi gialli che galleggiavano a bordo dei loro sampang(10). Alcuni erano a motore. Altri erano a remi. Intere
famiglie di musi gialli vivevano su quegli affari proprio come immondizia di fiume con gli occhi a mandorla. Il mitragliere
al portello era un grosso negro affetto da ambliopia che non sopportava i musi gialli. Diceva che il suo amico era stato ucciso in un bordello di Da Nang. Il tizio si stava facendo
ciucciare l'uccello, quando due canaglie di musi gialli avevano
fatto irruzione e gli avevano tagliato la gola per quarantasei
dollari. Volavamo sul fiume e lui indica una cassa piena di sassi da cinque chili e mi urla al di sopra del fracasso del rotore
che lui e il pilota facevano un gioco e se mi sarebbe piaciuto
provare. Ha detto che affondavano i sampang con i sassi.
Ci volavano sopra e sganciavano quei sassi del cazzo.
Tanto, non c' muso giallo in quelle barche malandate che non trasporti fucili per i vietcong, ha detto. Gli ho detto che sparava delle gran cazzate. Nessun sasso poteva affondare una barca. Cos mi ha agganciato all'imbracatura e il pilota ha cominciato a librarsi sopra un sampang che andava nella nostra
direzione. Mi ha dato un sasso e io mi sono sporto e ho sganciato quel figlio di puttana e il sasso ha bucato il sampang e quello  affondato. I piccoli vietnamiti nuotavano
l intorno nella merdosa acqua scura e urlavano come
macchinette contro di me nella lingua dei musi gialli. Il mitragliere al portello
ha fatto un sorriso a trentadue denti e mi ha allungato un altro sasso. C'era un mucchio di altri sampang e quel tizio aveva
un sasso per ognuno.
Erano tutti cos? disse Jack.
Dopo che avevano visto degli americani morti, s. Laggi era come essere un poliziotto bianco in un ghetto. Ma il tuo vecchio probabilmente ha spinto pi musi gialli dalla parte dei vietcong di quanto non abbiano fatto i vietcong stessi. Noi marine eravamo fatti cos. La cosa strana  che non mi dispiace.
Una volta mi dispiaceva che non mi dispiacesse, ma che si fottano. I morti sono fortunati. Noi siamo solo i feriti.
Abbiamo pescato la carta pi stronza del mazzo.
Non so davvero cosa dire su mio padre, fece Jack.
Le ombre della pioggia che cadeva nella luce del lampione punteggiavano il lungo bancone di legno e ci rotolavano sopra.
Jack e Morrison sedevano uno accanto all'altro su due sgabelli vicini al muro. Nella strada la pioggia urlava nell'oscurit
e offuscava i fari degli autoarticolati che passavano di l dopo avere lasciato i parcheggi di camion su Monroe Street.
Vigili del fuoco bagnati provenienti dalla caserma di Greek Town bevevano cicchetti di whisky e birra in bicchiere e tiravano
freccette che colpivano la parete, la finestra, gli sgabelli dagli alti schienali intorno ai tavoli vuoti dall'altra parte del locale.
Era lo scorso inverno quando gli occhi di Quinn si sono congelati nelle orbite come dei fottuti cubetti di ghiaccio in un vassoio. Vi ricordate quella notte? L'incendio in quella cazzo di casa con la struttura in legno tra la Cinquantacinquesima e la Ryan. Quei fottuti animali laggi. Quinn che va in pensione perch qualche coglione ha comprato il Chivas Regal invece di pagare la bolletta del gas e ha trasformato la vasca da bagno in
un caminetto per tenere il vento invernale lontano dal suo buco
del culo. Vaffanculo quei coglioni del cazzo. Ridevano come cani che abbaiano e vacillavano pesantemente verso la parete, dove si chinavano per raccogliere le freccette. Alle loro uniformi
blu mancava qualche bottone. I lembi delle camicie uscivano
dalle cinture. Tira freccette contro il mio culo, ciucciacazzi,
e ti metter ghiaccio bollente nelle mutande.
Nella luce rossa del bar e nel fumo che aleggiava, Morrison osserv la scena con occhi sinistri e bevve la scolatura del suo bicchiere di birra senza inghiottire, quindi annu come per convincersi di qualcosa. Si pul la bocca con la manica del giaccone
e diede una pacca sulla spalla a Jack. Jack lo guard, si sforz di sorridere e abbass lo sguardo sulle palme rovinate.
Morrison sollev la mano verso il barista e indic il bicchiere vuoto con due dita. Il barista lo guard con gli occhi socchiusi
attraverso il fumo e sollev un bicchiere da birra gocciolante
d'acqua. Indossava una camicia di jeans scolorito e la maggior
parte dei bottoni erano stati rimpiazzati da spille da balia o non erano stati rimpiazzati affatto. Morrison annu.
 proprio quello che voglio, coglione, disse sottovoce.
Il vecchio dall'altra parte del locale sbatt sul banco il suo bicchiere alto da whisky e soda. Era seduto dove il bancone curvava verso il muro e rivolgeva uno sguardo truce al barista con un mozzicone di sigaretta spento in bocca. I cubetti di ghiaccio saltarono fuori dal bicchiere e atterrarono sul pavimento.
I suoi bulbi oculari color carbone erano immobili dietro
le fessure tra le palpebre, mezzo nascosti nelle profonde pieghe del suo viso. Il barista vers la birra alla spina a Morrison
e allontan il vecchio con un gesto della mano. Le labbra
del vecchio tremarono, sbatt il bicchiere pi forte e farfugli
come fanno i sordi. Jack distolse lo sguardo da lui e osserv le freccette dei vigili del fuoco che colpivano il muro.
Nel mettere gi la birra il barista alz gli occhi al cielo, perch il vecchio si era fatto pi rumoroso, continuando a sbattere
il bicchiere come un giudice che richiami all'ordine questo
mondo.
Il vecchio coglione ha cominciato presto, disse.
Morrison scosse la testa e bevve la birra.
Vacci piano, Jimmy, disse.
Jimmy rise con il naso bevendo un sorso da un bicchiere che teneva nascosto sotto il bancone. Gli lacrimavano gli occhi
per il fumo. Si era rasato prima di attaccare il turno e aveva
dei tagli di rasoio freschi sul collo.
Fanculo, Danny Irish, disse. Tu puoi alzare le chiappe e andartene
quando ti pare. Ma io no. Devo stare a guardare tutta
la sera questo vecchio stronzo che prova a dire le sue cazzate.
Quel bastardo puzza. Non si lava nemmeno i denti.
L'odore dei denti sporchi non si sente, disse Morrison.
No. Ma si vedono. Ti capita mai di guardare qualcuno come
lui per otto ore? E una cosa da pazzi.
Non credevo che fossi cos schizzinoso, fece Morrison.
Allora vagli a dare un bacio, disse Jimmy.
Il barista teneva la sigaretta tra le labbra anche dopo aver dato una tirata.
La scorsa settimana il vecchio stronzo ha cercato di uccidersi,
disse. Ma non sono stato fortunato. Ha messo in moto la macchina della nipote nel garage di lei sulla Emerald, ma un finestrino era rotto, perci tutto il gas di scarico  uscito fuori.  riuscito solo a svenire e a pisciarsi addosso. Ma sua nipote ha delle belle tette. Ogni tanto viene a cercarlo, ma non si ferma mai. Una quarta misura da sballo.
Il vecchio guard Jack e lo innervos. Aveva le guance gialle
come il soffitto crepato e infossate per le rughe. Indic il suo bicchiere e cerc di parlare. Aveva un lato della faccia completamente
immobile, come se avesse avuto un colpo. I cubetti
di ghiaccio caduti facevano piccole pozze sul bancone.
Chi l'ha trovato? chiese Jack.
Il fottuto vicinato al gran completo, disse Jimmy. Il vecchio coglione era caduto sul clacson mentre pisciava come un cavallo
di razza. Le vecchie troie correvano di qua e di l facendosi
il segno della croce.
Le labbra di Morrison si piegarono in un sorriso triste, mentre si guardava bere la sua birra nello specchio alle spalle
del bancone. Jimmy guard il vecchio con un sogghigno e vuot tutti i portacenere in uno.
Non piangermi addosso, disse a Morrison. Mi sa tanto che voi irlandesi bastardi preferireste piangere piuttosto che scopare.
Morrison distolse distrattamente lo sguardo dalla propria immagine.
Non capisci, disse. Quel vecchio  Patrick Hoey. Lo conoscevo
quando ero bambino, gi allora era un ubriacone. Faceva
il mitragliere di prua su un B-17 e ci raccontava di aver fatto intere missioni con la merda nella tuta di volo per quanto
era spaventato. Ha volato sulla Germania cos per due anni,
sempre nella sua merda. Ha visto i nostri paracadutarsi in fiamme dal cielo dopo che la contraerea aveva sventrato i loro
aerei. Uomini che lo guardavano dritto negli occhi mentre passavano accanto al muso, e lui sapeva che sarebbero bruciati
un secondo prima di morire. Non c'era altro da fare che puntargli contro la mitragliatrice. Non credo che abbia mai pensato ad altro.
Se ti piace tanto, disse Jimmy, allora portati quel vecchio bastardo
a casa e fagli fottere tua sorella. Sono stufo di guardarlo.
Non si lava nemmeno.
Il vecchio allung il bicchiere e schiocc le gengive sdentate.
Gesticol violentemente con la mano ossuta, il viso spettrale
nella luce rossa del bar. Rivolse uno sguardo ostile a Jack, e Jack cap che ai suoi tempi doveva essere stato un tipo duro
di cui gli altri uomini avevano soggezione, forse come Morrison.
Adesso per era un vecchio ripugnante. Alla fine Jack gir il suo sgabello con la faccia al muro.
Morrison schiacci la sigaretta in un portacenere pulito e spinse una banconota da dieci dollari sul bancone.
Lascia che si beva questi, disse.
Si tracanna i bicchieri, disse Jimmy. Tra venti minuti ne chieder ancora. E un pozzo senza fondo.
Versagliene uno, disse Morrison.
Jimmy guard i soldi e poi il vecchio.
Tu potresti anche comprare, disse. Ma io non vendo.
Jimmy si avvicin al vecchio che indicava i soldi dall'altra parte del bancone. La pelle gli pendeva in pieghe dal viso. Basta,
Jack sent dire al barista. Lo ripet aiutandosi a gesti. Il vecchio mise le mani sul bancone per puntellarsi, poi si alz, le ginocchia eternamente piegate, prima di inciampare. Mentre
vacillava e ritrovava l'equilibrio si rabbui. Aveva le braccia
come zampe d'insetto, tremanti dentro le maniche del giaccone. C'era della fierezza nel suo portamento. Si guard intorno cercando qualcuno che gli restituisse lo sguardo come
un ragazzino che attacca briga senza dire una parola, ma i pochi bevitori al bancone erano gi persi nei bicchieri di birra
e nelle loro risate da ubriachi. And dritto verso la porta barcollando adagio e usc sotto la pioggia.
Morrison guard Jimmy, il viso come il coperchio di una tanica di benzina.
Avrebbe bevuto e se ne sarebbe andato a casa, disse. Voleva
solo stare in compagnia.
Non sai quanto rompe il cazzo quando finiscono i soldi, disse Jimmy.
Avrei pagato io.
Non stasera. Non voglio andare a dormire pensando ai suoi denti.
Non capisci, disse Morrison. Ha queste storie da raccontare
e nessuno sa come ascoltarle. Tu non sai cosa vuol dire.
Pioveva forte fuori dalle finestre con le inferriate del bar.
La nebbia sporca che veniva sospinta in raffiche bagnate nascose
a met il vecchio mentre attraversava e riattraversava molte volte la strada. Avanz lungo il canale di scolo allagato sollevando bene i piedi, con i calzoni che gli svolazzavano contro le gambe scheletriche. Jack vide le macchine sfiorarlo nella nebbia tra i colpi di clacson dei guidatori invisibili. Il vecchio sembrava infischiarsene. Jack pens che cercasse di suicidarsi in una serata come quella. Il tempo probabilmente gli era entrato nelle ginocchia e nei gomiti e il dolore lo spingeva
a farlo.
Jimmy vers a Morrison un J&B doppio. L'ex poliziotto guard a lungo nel bicchiere prima di berlo in un solo sorso.
 pazzesco quello che esce di bocca a quel bastardo, disse Jimmy. Tu non l'hai mai sentito. Parla a malapena, ma ti racconta
comunque delle storie. Se ti allontani, si mette a gridare.
Ieri sera comincia a parlare del periodo che ha passato in un campo di prigionia tedesco. Dice che i guardiani nazisti prendevano a bastonate i prigionieri russi che vivevano come topi e pulci isolati dagli altri. Un uomo e un cane si lamentano
allo stesso modo quando vengono picchiati, dice. Quei russi urlavano in maniera talmente tremenda che nessuno riusciva
a distinguerli dai cani. Lui era spaventato da s stesso, perch non vedeva la differenza. Poi mi dice che se ne stava steso nella baracca e sognava che prima o poi non avrebbe pi avuto orecchie per sentire il mondo. Ho detto niente pi orecchie.
Che razza di stronzate sono queste?
Morrison si riprese quel tanto da accendersi una sigaretta.
Ci sono tante di quelle cose che non potrai mai capire, disse.
Jimmy vers altro whisky nel bicchiere.
Di cosa cazzo stai parlando? disse.
Non pensi mai a lui mentre cerca di dormire quando ricorda
certe cose? disse Morrison.
Non penso a lui. Sono solo felice quando se ne va.
Il vecchio  un eroe.
Macch eroe, disse il barista.  un pezzo di merda. Perch non si procura una bottiglia e non se ne sta a casa? Sarebbe pi economico. Non rimarrebbe senza soldi come fa sempre.
Ha solo bisogno di un po' di vita.
Per quello c' la TV, disse Jimmy. Tutti quei canali che parlano parlano finch non ti addormenti. Con me funziona tutte le sere.
Il barista lasci la bottiglia sul bancone e and a spillare la birra per i vigili, che ora giocavano a rincorrersi attorno al tavolo.
Le freccette erano tutte storte. La birra calda di Jack era posata su un sottobicchiere di carta. Morrison beveva tranquillo
come se aspettasse che lo scotch gli offuscasse la mente,
anche se sapeva che non sarebbe successo. Sedevano insieme,
guardando fuori dalle inferriate della finestra, oltre le luci al neon del bar, nei sottili veli di pioggia, su per i canali di scolo scintillanti di pozzanghere, con il semaforo che passava
dal rosso al verde. Il vento spazzava la strada deserta. Vedevano
la nebbia gialla trascinata dal vento.
Ti voglio bene come a un figlio, disse Morrison.
Jack era imbarazzato.
Hai mai desiderato che tuo padre te lo dicesse? chiese Morrison.
Un morto non pu parlare e il mio vecchio  sempre stato morto, disse Jack.
Morrison bevve. Aveva la faccia bagnata.
Ma ora sono io tuo padre, disse. Sar perfino il padre di tua sorella. Non la tratter male.
Jack nascose le mani tremanti sotto l'orlo del bancone.
Io terr fermo quel bastardo di Donny, disse Morrison. E
tu gli metterai la canna della mia '38 contro la testa.
Solo per spaventarlo? chiese Jack.
I musi gialli hanno spaventato il tuo vecchio o lo hanno ammazzato?
Noi ci scopavamo le loro sorelle. Nel culo, nella bocca,
tra le loro tettine gialle.
Il Vietnam non  la mia guerra.  solo un padre morto.
L'ho osservata mentre se lo scopava, disse Jack.
Morrison sedeva come una statua tra un sorso e l'altro di scotch.
Ti insegner a dimenticarlo, disse.
Bevvero fin quando il barista non annunci che non sarebbero
pi stati serviti superalcolici e le sagome acquattate dei bevitori divennero bianche nelle luci accese. Gli uomini si tenevano
stretti al bancone come macchine parcheggiate contro
un marciapiede e Jimmy spillava le ultime birre e prendeva
gli spiccioli dal bancone. Morrison aveva bevuto forte, ma non era ubriaco. Il liquore rese solo pi lunghi i suoi silenzi.
Fissava le fessure nel muro, pi svuotato che teso. Gli uomini
appoggiavano i gomiti al bancone, terrei e con i denti neri, le loro risate simili al richiamo di uccelli sconosciuti. Morrison
porse le chiavi del furgone a Jack senza guardarlo. Fumava
con aria assorta e non disse niente, forse pensando perfino
di avere parlato. Jack prese le chiavi e usc dalla porta, dove brandelli di nebbia facevano sparire la citt per poi farla
apparire di nuovo.
La pioggia diminu mentre Jack svoltava nel vicolo dietro il bar, diretto verso il punto in cui era parcheggiato il furgone.
L'immondizia era stata raccolta e poche bottiglie di birra erano sparse qua e l nelle pozzanghere. Si ferm accanto alla
parte anteriore del furgone, verde e corroso dalla ruggine, e si accese una sigaretta. Il vicolo sfociava in una traversa, ma Jack non poteva vedere fin l per via della nebbia. Pens che
forse il cielo era caduto, o la terra si era sollevata. Fanculo il
Vietnam e questi uomini tristi, sia morti che vivi. Non era la mia guerra. Non devo avere in testa quello che non ho visto.
Il nero stordito usc dall'oscurit trascinando i piedi; si era sporcato le ginocchia dei pantaloni di fango cadendo da qualche
parte. La pioggia gli batteva sulla testa. Aveva il viso scosso
da tic. Jack lo ignor e armeggi con il portachiavi. Il nero si avvicin al furgone, inciampando come se le sue gambe fossero
prive di ossa. Jack guard il suo riflesso nel finestrino e il suo lungo cappotto da barbone sollevato dal vento. Il nero si accovacci per guardare gli pneumatici, gli stop crepati, gli sportelli arrugginiti con buchi grandi quanto una testa.
Forte quel tettuccio l dietro, disse. E bello tutto chiuso cos. Deve tenerti proprio all'asciutto. Meglio che in una casa,
ci scommetto.
L'uomo sorrise a Jack. Le gocce di pioggia gli rigavano la faccia, gli occhi rossi gli colavano. Era magro, con i capelli radi,
surreale nella nebbia lattescente, lacero e fradicio fino alle
scarpe. Vacill contro il furgone e mise il dito sul parafango,
come se immaginasse di tastare della frutta per vedere se era matura.
Guiderei un furgone come questo per tutta la citt, disse.
Non mi fermerei mai se non per fare benzina. Nemmeno per le donne. Non gli darei un passaggio nemmeno se andassi dalla
loro parte. Vadano a fanculo. Farei sbattere dentro ogni troia che fa la strafottente.
L'uomo cercava di stare dritto, aggrappandosi ai lati dei pantaloni lerci per mantenersi in equilibrio. La testa gli pendeva
da una parte, toccando quasi la spalla.
Tu lo guidi cos il tuo furgone? chiese.
Non  mio, disse Jack.
Ma lo guidi.
No.
Scommetto di s, disse l'uomo. Scommetto che lasci tutte le donne l dove sono. E cos che si fa. Le donne che conosco
io ti farebbero trottare, se fossero loro a guidare. Si prendono
met dei tuoi soldi e si tengono la fica tutta per loro.
Suppongo di s.
Non c' niente da supporre, disse l'uomo. Sono uno che se ne intende di donne.
Si diede una pacca sul ginocchio.
Sai cosa chieder a Dio? disse.
Jack lo vide sbavare.
Gli chieder perch mi ha dato tanta eccitazione e nemmeno
un soldo. Non sapeva fare di meglio? Un poveraccio non pu fare altro che sbattersi l'uccello e sognare. E poi Lui dice che sprecare il seme  peccato.
Jack lanci la sigaretta al di sopra del furgone, si abbotton
il giaccone e fece per aprire lo sportello. L'uomo stava a circa
un metro di distanza, con la testa che gli ballonzolava senza
che se ne rendesse conto.
Ma amo tutte le donne, disse. Probabilmente mi commuoverei
e gli darei tutti i passaggi che vogliono. Merda, mi metterei perfino a pregarle di salire.
L'uomo barcoll verso Jack con gli occhi coperti di croste e rise aprendo la bocca sdentata. Aveva le gengive nere e sanguinanti,
gli angoli delle labbra coperti di schiuma. Rise forte schiaffeggiando l'aria, quindi croll in avanti tra le braccia di Jack. Le loro guance si toccarono e sbuffi di alito acido passarono
tra i loro visi. Jack lo afferr per le spalle e lo mise dritto,
ma le sue gambe malferme cedettero.
Vacci piano, fece Jack.
Ma quel furgone ti tiene all'asciutto, disse l'uomo. Se sei bagnato, non devi rimanere cos. Non l dentro.
Stavano uno di fronte all'altro come se ballassero un lento
e mandavano fuori il fiato gelato. Jack stava spingendo
l'uomo verso il palo del telefono e il cassonetto, quando le gambe gli cedettero di colpo. Perse l'equilibrio mentre l'uomo
gli vomitava in faccia, e caddero tutti e due all'indietro contro lo sportello del furgone. L'uomo lo guard come il pupazzo di un ventriloquo, lo stomaco scosso da una tosse violenta, sputando bolle di sangue e vomito, muco nero e verdastro. Non la finiva di ridere.
Jack si piegava all'indietro verso lo specchietto laterale cercando
di spingere via l'uomo. Ritrov l'equilibrio, ansim e alz lo sguardo. Le luci indistinte della citt incombevano sulle
strade come un'alba eternamente in attesa di spuntare. I
bulbi oculari dell'uomo erano persi in qualche punto della sua fronte. Le sue sclere divennero rosso sangue. Uno stupefatto
sorriso felice gli attravers la bocca. Jack digrign i denti,
lo afferr per le spalle e lo sollev, e fu allora che Morrison sbuc dalla nebbia correndo attraverso le pozzanghere come un cane che si scagli sulla preda. Aveva la pistola nascosta nel palmo della mano e l'abbatt tre volte sul cranio dell'uomo prima che Jack recuperasse l'equilibrio. Morrison mandava fuori il fiato gelato, il viso pi scuro della notte, quasi non avesse occhi. Le gambe dell'uomo si piegarono e cedettero, le sue spalle scivolarono dalle mani di Jack. Morrison scopr i denti e segu il corpo nella sua discesa, ficcandogli il metallo nella testa. Jack rimase paralizzato mentre il cranio aperto gli scivolava lungo il petto e lo stomaco, con il sangue che sgorgava
dalla ferita come la cera sgocciola da una candela. Poi Morrison fece fuoco. La pallottola colp l'uomo al collo e il corpo si appiatt con un lamento aspirato.
L'ex poliziotto tenne la pistola pronta mentre uno stormo di piccioni atterr nel vicolo e saltell in fila nella nebbia. Si guardava intorno con occhi folli. Morrison diede un calcio sulla testa dell'uomo per vedere se era morto. Quella si apr orribilmente. La punta dello scarpone si ritrasse bagnata. Jack
rimase senza fiato e alz lo sguardo sul vicolo. Sulle case scure.
Sui cortili vuoti. Sulle reti di recinzione arrugginite coperte
di rifiuti sospinti dal vento. Il suo respiro acceler e rimase
l barcollando, gli occhi fissi velati di lacrime.
Non era cos, disse Jack. Non era come hai pensato.
Morrison si ficc la pistola nella cintura e apr il tettuccio posteriore del furgone mentre i piccioni si disponevano a ventaglio
alla ricerca di cibo, tubando cupamente. Scavalc l'uomo
morto.
Prendilo sotto le spalle, disse.
Jack fece per correre via, ma Morrison lo afferr per il grosso
polso e lo guard in faccia, gli occhi senza luce come acqua scura. Jack agit le braccia, scalci e cerc di allontanarsi.
Grid verso i piccioni come se fossero gli uomini del suo vecchio
gruppo di fuoco, ma non c'era niente tranne gli uccelli e i brandelli di nebbia. Diede uno strattone cercando di liberarsi
della presa di Morrison come un cane al guinzaglio, finch
il suo braccio non fu completamente teso.
L'ex poliziotto lo attir a s.
Ti ho detto di tirarlo su, disse.
Jack si gir. Cerc i piccioni ma se n'erano andati.
Prendilo, disse Morrison.
Jack piangeva. Morrison gli parl come avrebbe parlato a un cane, e dopo un po' Jack smise di tirare e rimase immobile.
Cadde all'indietro contro il furgone e vomit la birra. Allora
Morrison gli lasci andare il polso e aspett. Jack percepiva
l'ombra dell'ex poliziotto sopra di lui, ma non voleva alzare lo sguardo. Sono perduto. Con lui sono completamente perduto.
Morrison guid sparato per il vicolo superando la traversa illuminata per poi rituffarsi nell'oscurit, sempre a tutta velocit.
Gir bruscamente sulla Jackson cosicch il corpo, avvolto
in una coperta di lana, rotol sul parafiamme del ripiano
del furgone, quindi rallent sull'asfalto bagnato, super i ristoranti chiusi e l'autobus fermo sulla Halsted, gir sulle buche
allagate della Des Plaines Avenue e acceler davanti ai vaghi
contorni della cattedrale di Saint Patrick mezzo nascosta nella nebbia. Le nubi temporalesche erano pervase dalla luce della citt e scorrevano nel cielo come la corrente di un ampio
fiume. Jack sedeva vicino allo sportello, come se volesse saltare fuori al primo semaforo rosso. L'ex poliziotto era senza
giaccone, perch se l'era sporcato con il sangue uscito dalla
testa dell'uomo quando avevano sollevato il suo corpo afflosciato
sul fondo del furgone. Aveva gli occhi sbarrati e guardava dritto davanti a s. Jack vide la sua faccia alla luce dei fari di un autoarticolato che sopravveniva, poi fu buio, poi rivide il viso mentre sbucavano in Roosevelt Road. La strada era stata scoperchiata da un retroescavatore e alcuni uomini lavoravano a una grossa conduttura del gas alla luce di riflettori
portatili. Il viso di Morrison era bianco e il gelo metallico dei suoi occhi risaltava nella loro luce vivida.
La notte ripiomb nel buio quando Morrison imbocc la Dan Ryan Expressway e la nebbia raggel le luci dell'autostrada.
Stringeva i denti sotto le labbra serrate. Si diressero a sud verso la contea di Watega e il fiume marrone della giovinezza
di Jack Tyne, la cui corrente torbida avrebbe fatto da tomba a quel morto sconosciuto gettato tra cassette degli attrezzi
e bottiglie di J&B vuote. Nello specchietto laterale Jack guard lo skyline allontanarsi nella nebbia prima di scomparire
completamente, come se non ci fosse mai stato.
La pioggia si era calmata quando lasciarono la citt e giunsero
in una distesa di campi in rovina invasi dall'acqua; le nuvole
si erano spostate nel cielo, ma la nebbia permaneva come
un cattivo odore. Il temporale li seguiva a sud, con le nubi gonfie di pioggia che incombevano trascinate dal vento.
Morrison guidava e fissava davanti a s con quel suo modo di guardare
che spingeva Jack a chiedersi se vedesse davvero fuori dai suoi occhi. Lui li aveva sbirciati furtivamente. Gli occhi di Morrison avevano diverse profondit e a volte sembravano larghi e accesi, perci Jack pensava di vedere dentro di lui e di conoscerlo, ma ora erano senza vita come sassi. Nel vetro del finestrino il suo riflesso era circondato da quello di Morrison.
Guard il paesaggio familiare. Sembrava che le linee dei solchi nei campi allagati girassero come ruote di bicicletta
al loro passaggio. I rametti delle siepi si agitavano violentemente
nel vento. Ora sedevano insieme come i due estranei che erano.
Stava l, disse Jack. Ecco tutto. Ha detto che gli piaceva il tuo furgone e poi  crollato.
Tu credi? disse Morrison.
Lo so. Non era come ti  sembrato.
Era come il negro con cui passeggiavi la notte che ti ho trovato?
Blake non era cos.
Tu sai tutto, non  vero?
Jack tacque.
In questo mondo di merda c' dell'altro, oltre alle tette di tua sorella, disse Morrison.
Non era come ti  sembrato.
Jack ascoltava gli pneumatici che giravano sull'asfalto bagnato,
quando Morrison gli afferr il collo e strinse. Il furgone
scart attraverso la corsia mentre un improvviso scroscio di fitta pioggia si abbatteva sul paesaggio buio, poi si raddrizz
di nuovo tra le strisce della strada. La mano di Morrison
era calda, callosa e bagnata. Jack non faceva resistenza.
Ho avuto le mie occasioni per scappare. Fanculo tutto il mio stare
a guardare. Morrison gli schiacci il viso contro il finestrino
seguendo i loro riflessi sovrapposti e il vetro si pieg in
fuori contro il suo naso, e il naso fece un rumore secco e si spacc e ne colarono schizzi caldi di sangue. La vista gli si fece pi nera della notte. Il suo viso scivol lungo il vetro e la testa ricadde
goffamente, il mento sul petto. Morrison gli sollev il viso perch si vedesse nel finestrino.
Ti ho dato la vita, disse.
Quando Morrison gli lasci il collo, Jack si abbandon piangendo contro lo sportello. Il sangue macchiava il finestrino
e gocciolava attraverso la nebbiolina del suo alito. Si tenne il naso e raccolse il sangue con la mano a coppa. Sentiva
ancora la mano di Morrison estranea e brutale sul collo, ma ora l'ex poliziotto guidava tranquillo. Oltre il suo profilo le nubi solcavano il cielo a est come continenti di un altro pianeta.
La sommit tondeggiante della luna apparve perfettamente
bianca in una fessura tra le nuvole, prima di svanire dietro un banco di nubi pi scure.
Morrison guid sotto la pioggia lungo l'interstatale finch non entrarono nella contea di Watega, attraverso la distesa di campi bagnati dove, a ovest, dagli impianti della General Food si levava del fumo bianco come da rovine fumanti. L'acqua grigiastra
riempiva i fossati, cosicch la stretta strada la conteneva
come un canale e gli pneumatici lisci del furgone sguazzavano
sonoramente attraverso l'asfalto sommerso. Jack guidava a mezze parole Morrison nella pioggia che creava l'illusione di pareti mobili. Attraversarono l'ampio fiume Watega, delimitato
da una fila di alberi. Gli alberi erano di un nero intenso nella notte grigia, e i loro rami contorti si allungavano al di sopra
della piena e proiettavano ombre diffuse sull'acqua torbida.
Le nubi temporalesche si radunavano a est e veloci fulmini
rischiaravano granai scavati sotto tetti di lamiera, recinzioni di filo spinato sommerse a met. La citt era al di l di ettari di campi in rovina, delle luci dei bar, delle case dai rivestimenti di assicelle e delle drogherie offuscate dalla cortina di pioggia.
Jack indicava dove girare e si limitava a dare la direzione.
Per tutta risposta Morrison li guid lungo tratturi mezzo allagati
verso il letto del fiume. Jack starnut, riempiendosi le mani di sottili schizzi di sangue. Il vento soffiava violentemente
tra gli alberi e nel vento roteavano rami. Lontano, a ovest, vide lampeggiare sopra le strade e gli accampamenti di roulotte, e si chiese vagamente se sua madre stesse guardando
quegli stessi fulmini in cielo. La campagna era desolata e Jack cerc di provare diversi sentimenti al riguardo, ma ormai tutti i suoi ricordi qui erano ombre scure, il loro vecchio potere
su di lui svanito, come se fosse stato sconfitto in combattimento
dagli occhi torvi di Morrison e dal corpo che a ogni svolta rotolava contro le cassette degli attrezzi. Si abbandonava
per sempre all'acqua scura e alle notti spazzate da temporali
come quello, perch sapeva che la sua anima era proprio
come loro. Era passato il periodo della sua vita in cui poteva considerarsi un uomo migliore di quanto non fosse e consolare la propria mente pensando a come avrebbe dovuto essere e a come avrebbe dovuto sentirsi. Adesso era solo quello che era, un uomo triste che riversava la propria tristezza sul mondo come un mazziere di black-jack che giri le carte.
La pioggia diminu e la nebbia si alz all'improvviso. Morrison
spense i fari e guid lungo il sentiero che conduceva a un filare di querce che delimitava il fiume. Nei campi gi in basso la notte li aspettava ormai placata. Quando la luce della
luna colp gli occhi di Morrison, bruciarono senza fiamma come le ceneri di un sogno. Jack sent il freddo e rabbrivid.
I rami scivolarono lungo i finestrini laterali piegandosi adagio, prima di raddrizzarsi nuovamente nella notte bagnata.
Il furgone scese lungo un campo in pendio, sband con la parte posteriore fuori dei solchi allagati e scivol di traverso, finch non si spense. La spia dell'alternatore lampeggi sul cruscotto. Morrison rimase in silenzio, il viso nascosto alle
ombre della siepe. Mise in moto e gli ci vollero quattro tentativi
prima che il motorino di avviamento prendesse e gli pneumatici si liberassero dal fango spesso. Guid fino al bosco,
la corteccia degli alberi imbiancata dalla luna, quindi spense il motore e guard oltre il cofano fumante. Masticava senza avere niente in bocca.
Jack scese dal camion senza che gli fosse stato detto. L'umidit
notturna aveva fatto sciogliere il sangue del naso sulle mani. Morrison gli fece un cenno della testa dall'altra parte del cofano. Il vapore era scomparso. Rimasero un po' l come se fossero gli ultimi uomini in un mondo trasformato in fango.
Morrison si tir su il colletto della camicia per proteggersi
dal vento umido e guard verso il bosco scuro e il fiume pi avanti, quindi and dietro al furgone. La sua ombra era sotto di lui nell'acqua che arrivava alle caviglie, simile a un'anima annegata.
Morrison apr il tettuccio e la ribalta del furgone prima che Jack potesse farsi strada attraverso la mota. Le nuvole si addensavano
a est e il cielo si chiuse all'improvviso sopra di loro,
diffondendo l'oscurit e spegnendo il chiarore lunare e le ombre che proiettava. Jack rimase a trasalire nel vento, mentre
Morrison afferrava le caviglie dell'uomo come se fossero i manici di un aratro. La testa sformata colp le cassette degli attrezzi, i rotoli di corda e anche la ribalta, quindi l'intero corpo
sgusci senza peso nella notte. Morrison lasci andare le gambe e fece cadere il corpo nel fango. Lasci un'impronta e affond, ancora avvolto nella coperta. La testa scivol fuori, ed era troppo buio per vedere il sangue rosso, ma le ferite brillavano.
Jack barcoll all'indietro contro il finestrino sporco di fango del tettuccio. Stando sul corpo, Morrison riemp le cassette
degli attrezzi lavorando spedito e con metodo, e le richiuse.
Quindi le tir sull'orlo della ribalta.
Levagli i vestiti, disse. In acqua tratterranno l'aria e
faranno galleggiare il negro fino a New Orleans. Questo cazzo di animale.
Jack fiss la testa abbandonata nel fango. I fori delle pallottole
trafiggevano il collo e il cranio. C'erano le ferite raggrumate
dei colpi inferti con la pistola. Sapeva che l'uomo non avrebbe avuto n faccia n gola, e che quando fosse arrivata
l'alba il furgone sarebbe stato un lago di sangue.
Morrison si ficc un'accetta arrugginita nella cintura e si avvolse
due giri di corda intorno alla spalla. Si volt e si accorse che Jack non si era mosso. Quando i loro occhi si incontrarono,
una folata di vento soffi dai neri alberi nei campi gi in basso. L'ex poliziotto teneva in mano un coltello da caccia.
Debbo sempre dirti cosa fare, cazzo, disse.
Spinse via Jack con la mano, e quando tolse la coperta dal corpo con un calcio Jack chiuse gli occhi. Morrison si chin e il coltello lacer il cappotto e la camicia dell'uomo, mentre la pioggia gelida cadeva obliqua su di loro e picchiettava sull'acqua. Quando Jack apr gli occhi, l'uomo giaceva nudo nel guscio dei propri abiti come un enorme lombrico attirato fuori dal suo buco dalla pioggia. I suoi occhi bianchi guardavano
in su da sotto l'acqua fangosa. Morrison indic a Jack un coltello fatto in casa che aveva trovato sul corpo, un lungo chiodo acuminato con un manico di nastro adesivo.
Sai che cos'? disse.
Jack guard quell'uomo tetro e gli alberi scuri dietro di lui.
Hai una fottuta idea di cosa sia? disse.
S.
Ti saresti beccato quest'affare sotto le costole. Lo stronzo ti aspettava.
Morrison fece vedere come sarebbe successo, trafiggendo l'aria, poi gett i coltelli nel furgone e alz la ribalta.
Jack non lo guard sollevare il corpo dall'acqua prima che si avviassero attraverso il campo alla volta del bosco. Si
avvolse soltanto due giri di corda intorno alla spalla e prese le cassette
degli attrezzi che avrebbero trascinato il corpo dell'uomo sul fondo del fiume, poi fece strada lungo una palizzata di assi
rotta, lungo i fusti stentati di granturco e gli alberi sottili che sorgevano dal fango come corpi deformi. Morrison gli arrancava
dietro in silenzio nell'acqua. Il cielo era carico della pioggia
che a momenti sarebbe venuta gi a dirotto.
La notte nel bosco incombeva pi scura della notte nei campi. La foschia era pesante e fredda e dura da respirare.
Jack e Morrison non parlavano; l'ex poliziotto non era altro che rumore di passi tra le foglie fradice. Camminarono su per il sentiero sassoso che risaliva l'alta terrazza. Jack sent il fiume
prima di vederlo, un flusso sordo che attutiva i loro rumori
nel bosco. Raggiunsero la riva scoscesa e mandarono fuori il fiato gelato. Quando vide l'acqua, Jack non pens affatto
che fosse il fiume, ma un lungo pezzo di notte caduta.
Non era il Watega che ricordava, con le lente acque turbinanti
che vorticavano intorno alle isolette e le alte rocce di calcare
lungo le rive, dove facevano il nido le rondini. Gli alberi sull'altra sponda erano sommersi fino alle chiome e la corrente
avanzava apparentemente senza muoversi, le rocce scoscese
immerse nell'acqua. Il fiume somigliava piuttosto a una nera palude. L'acqua si alzava invadendo il bosco e stagnava nell'oscurit pi totale tra le raffiche del vento che sferzava la superficie e ricacciava le gocce di pioggia nella notte.
La luna era sparita tra le nuvole quando uscirono dal bosco
allagato e raggiunsero la riva del fiume, fredda e fradicia sotto il cielo lacerato, dal quale aveva ricominciato a cadere la pioggia: una sottile, fredda pioggia autunnale. Morrison si era caricato in spalla l'uomo nudo, e le sue braccia lunghe e sottili
dondolavano quasi nel fango. Aveva le dita aperte. Dai fori
delle pallottole nella gola gocciolavano vapore e sangue. Foglie
morte si appiccicavano a quello che rimaneva della sua
testa e attraverso la pelle di carbone la gabbia toracica era pronunciata,
come se fosse stato un uomo che preferiva bere piuttosto che mangiare. Morrison sput. Guard il cielo. Si curv di lato e il corpo gli cadde dalla spalla per giacere raggomitolato
nella melma accanto a un ciocco consumato dall'acqua. L'uomo non era un uomo pi di quanto non lo fossero i fiori morti schiacciati contro i tronchi degli alberi o i recinti di fil di ferro rotti che separavano i campi.
Jack guardava la riva opposta in cerca di uccelli, quando Morrison si tolse l'accetta dalla cintura e rimase in piedi sul corpo. Respirava tranquillo nell'aria fredda e guardava Jack.
Se ne stavano l cos. Non c'era vento, ma dall'ondeggiare degli
alberi Jack cap che stava per alzarsi dall'altra parte del fiume.
Scopr che aveva ancora in mano le cassette degli attrezzi e la corda, e lasci cadere tutto nel fango. L'acqua gli filtrava negli scarponi.
Morrison fiss l'accetta che aveva in mano, la lama gocciolante
di pioggia. Tutta l'animazione aveva lasciato il suo viso, come se i pensieri dentro di lui fossero appena morti. Era poco
pi del cadavere su cui stava. Non pi uomo di quello. Non pi anima della nebbia. Era al di l di tutto questo quando guard Jack, gli occhi quasi fluttuanti.
Vattene via, disse.
Jack non si mosse. Si ripul la faccia con la manica della giacca.
Finisce qui, Jack Tyne.  tutta una merda. Spero che te la cavi meglio di me, con i ricordi.
Possiamo andarcene adesso, disse Jack.
Non dirai mica sul serio.
S.
Non ce ne andiamo mai da niente. Mai.
Fu tutto. L'ex poliziotto gir le spalle a Jack, poi si inginocchi
nel fango e sollev la testa dell'uomo sul ciocco. Le
gambe erano sotto l'acqua fangosa. Non c'era alcun rumore tranne quello del vento che aumentava. Jack Tyne diede l'ultimo
sguardo a Morrison mentre l'ex poliziotto alzava l'accetta
nella notte, poi svan nel boschetto, sparito cos come era stato trovato, scivolando nel fango che gli arrivava alle ginocchia,
sguazzando lungo la terrazza con le mani protese per spingere via dal viso il caprifoglio e i rovi. Corse via senza girarsi
a guardare di nuovo Morrison. Sapeva che nell'oscurit non ci sarebbe stato pi nulla da vedere.
Le mani di Morrison erano calde di sangue e il sangue gli colava sulle guance come sudore. Il corpo scivol senza testa gi dal ciocco e giacque nel fango tra i ramoscelli piegati.
Morrison si alz tenendo l'accetta e lanci la testa in acqua molto dopo che gli scarponi di Jack avevano smesso di sguazzare
nella melma, quindi cammin verso la riva e poi dentro il fiume, dove rimase immerso fino alle cosce. I cerchi fatti dalla testa cadendo nell'acqua con un tonfo stavano scomparendo.
Un groviglio di foglie morte ed erbacce galleggianti gli pass davanti alla vita. Alz lo sguardo verso il chiarore della luna che stava impallidendo e poi lo abbass sul fiume. Le ombre contorte degli alberi spuntavano dalla piena come uomini
colpiti dal fulmine. Il fiume era pi scuro di tutte le notti
della sua vita e non rifletteva nulla. Non gli alberi. E neppure
la sua ombra frantumata. Si lasci cadere di mano l'accetta e scrut la campagna, finch dimentic che il ragazzo
fosse mai esistito.
Prese la pistola dalla cintura e alz il cane per attenuare la pressione del grilletto, quindi la sollev sopra la testa. Si inoltr
nell'acqua. Un vento freddo giungeva dall'altra sponda del fiume. Soffiava a raffiche dalle sagome sempre pi scure delle nuvole all'orizzonte, dove i campi digradavano verso il basso come se andassero a incontrare l'estremo limite della terra, poi attraversava freddo e aspro gli alberi sulla riva. I
suoi scarponi affondavano nella fanghiglia sul letto del fiume,
ma continu ad avanzare finch le piccole onde non gli
spinsero l'acqua in bocca. Chiuse gli occhi in mezzo a quel rumore. Nessun uomo in questa vita diventa mai migliore di quello che .
La pioggia venne gi senza tuoni e in nere cortine, dopo che lo sparo echeggi dal fiume. Il Watega esplose in migliaia di bolle. Il vento rimandava alte onde contro il filare di alberi
lungo il quale Jack correva, pur sapendo di non essere inseguito.
Morrison era venuto a quel fiume per cominciare il suo lungo sogno sotto l'acqua scura. La fitta pioggia cadeva con insistenza davanti agli occhi di Jack, e lui ci corse dentro e perse completamente l'orientamento, come se roteasse nel bosco insieme ai ramoscelli. Rabbrivid per molte ragioni, ma non per il freddo. Si era macchiato dello stesso sangue versato
da Morrison e dentro di lui c'erano i sogni neri dei codardi
che versavano sangue con il solo atto di girare la testa. Aveva
gli occhi accecati dalla pioggia e imprecava e si guardava intorno per orientarsi. Il caprifoglio gli serr la gola come se fosse Morrison, sbucato dal fiume per trascinarlo indietro.
Si inoltr ancora di pi nella pioggia senza meta, come se ruzzolasse. Alberi secchi erano ammucchiati e accavallati sotto
l'acqua, e la caviglia di Jack vi si impigli e inciamp. Cadde
di colpo e non si rese conto di cadere finch non si spacc la fronte su un ciocco. Il sangue gli col sulla faccia e ne sent il sapore misto alla pioggia gelida.
I due cervi apparvero sul pendio della scarpata e lo osservarono
mentre si guardava intorno nell'acqua. Erano un maschio
con dieci pugnali e la sua femmina, pi piccola. Il vento
spingeva la pioggia intorno alle loro sagome erette. Jack scorgeva il vapore levarsi dai loro nasi come ciocchi caldi e
vedeva che stavano sul terreno asciutto con gli occhi spalancati e i colli rigidi. Tennero gli occhi su di lui per un lungo istante,
piccoli cerchi di luce nelle tenebre bagnate. L'acqua gli super
il petto. Cerc di alzarsi, ma aveva le caviglie impigliate nel groviglio di rami e arbusti, e intanto il vento sopraggiunse
dall'altra parte del fiume, provocando onde che si sollevarono
al di sopra della sua testa. Inghiott acqua. Ben presto i cervi si girarono e si avviarono con passo lento ed elegante attraverso
la pioggia e gli alberi. Jack fischi verso di loro, ma erano spariti. Fischi e fischi, seduto nell'oscurit eterna, dove non c'era alcun suono tranne l'acqua che lambiva i tronchi
degli hickory. Poi smise. Si tocc la fronte squarciata e si tenne il viso tra le mani e pianse. Pianse a lungo, senza sapere
che con il tempo la pioggia sarebbe cessata e l'alba avrebbe
tinto di una luce pallida il cielo a oriente, come aveva fatto
il giorno prima, per tutti quanti gli uomini.
...
.
...
FINE.
...
.
...
Note al testo.
1. Sede, nel North Carolina, della 82 Divisione aerotrasportata, che rappresenta la maggior parte del potenziale offensivo aerotrasportato degli Stati Uniti.
2. Allusione all'inizio del Salmo 23: Il Signore  il mio pastore (...). Mi guida per il giusto cammino per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura
non temerei alcun male, perch tu sei con me.
3. Felder, un nero, fa quello che spesso i soldati neri fanno in segno di sfida verso
i sottufficiali nell'esercito Usa. Usano all-white (lett. tutto bianco) al posto di all-right (bene, a posto).
4. Organizzazione che accoglie cittadini americani di origine irlandese e hanno come scopo il mantenimento delle tradizioni della loro terra d'origine.
5. Abitanti dell'omonimo pueblo situato nella parte
centro-occidentale del Nuovo Messico.
6. La pi grande trib sioux.
7. Buche poco profonde, usatissime dai vietcong, con paletti acuminati conficcati
sul fondo e ricoperte di erba o foglie.
8. Si tratta del romanzo di Richard Bach Il gabbiano Jonathan Livingston (1970).
9. Si tratta di Porky's (Questi pazzi, pazzi porcelloni), del 1981, per la regia di Bob Clark.
10. Piccole barche di legno larghe e piatte usate in Estremo
Oriente per la navigazione costiera e fluviale.
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FINE.